CASE DI RIPOSO DEL VCO, MANCANO OPERATORI SOCIOSANITARI

CASE DI RIPOSO DEL VCO, MANCANO OPERATORI SOCIOSANITARI

Le Case di Riposo del Verbano Cusio Ossola e Novarese afferenti al Distretto Sanitario del Vco, dopo aver incontrato la direzione generale dell’Asl Vco nello scorso febbraio, ribadiscono all’Azienda Sanitaria Locale e chiedono alla Regione Piemonte e in particolare alla giunta appena insediatasi, di inserire nella loro agenda quale tema fondamentale da affrontare in tempi celeri, il problema relativo alla carenza di operatori sociosanitari nel territorio. Lo fanno attraverso l’invio di una nota ai soggetti interessati, attendendo l’adozione di adeguate misure dirette prendersi carico della situazione.

L’istruzione degli OSS è in capo alla Regione la quale finanzia i relativi corsi che vengono svolti dagli Enti di Formazione Professionale, in regime gratuito per i fruitori. Nella provincia di Verbania ordinariamente la Regione sovvenziona un corso all’anno diretto alla formazione di 25 Operatori Socio Sanitari. Straordinariamente nel 2018 è stato autorizzato un secondo ciclo di formazione per ulteriori 20 OSS, mentre sul 2019 grazie ai fondi provenienti da un progetto Interreg Italia-Svizzera, è stato possibile predisporre un secondo corso diretto a immettere sul mercato del lavoro 24 nuovi operatori. Per il 2020 non è in calendario alcun evento formativo ulteriore a quello ordinario.   Questi numeri sono del tutto insufficienti. Le Strutture da anni manifestano come vi sia assoluta necessità di incrementare in modo sostanziale il numero degli OSS che vengono formati annualmente, al fine di garantire adeguata copertura quantitativa e qualitativa a un turn over che, con le uscite per pensionamento incentivate dalla c.d. “quota 100” e dal rimettersi in moto delle procedure di reclutamento dell’Azienda Sanitaria Locale, si è fatto straordinario e di difficile sostenibilità per le RSA. Specie nelle zone geograficamente a confine del territorio provinciale, i direttori hanno oggettive difficoltà a reperire un numero adeguato di operatori che possa garantire il normale avvicendamento dei turni,con quel che ne consegue sulla qualità dei servizi dati agli anziani.

Non si comprende come, vista l’elevata presenza di posti di lavoro disponibili nel settore, le politiche formative regionali siano state, quantomeno in riferimento al Vco, restrittive. Il problema sarebbe facilmente risolvibile, affiancando alle iniziative regionali corsi “liberalizzati” con pagamento in carico agli studenti i quali, a fronte di un investimento certo importante, si troverebbero però al termine degli studi nella posizione di avere un lavoro sostanzialmente sicuro.

Hanno sottoscritto la lettera inviata alla Regione e Asl Vco le seguenti strutture:   Casa per gli anziani e la Comunità della Valle Antrona – Montescheno, Residenza San Rocco – Verbania Intra, Casa di Riposo Sant’Antonio Don Orione – Ameno, RSA Carlo Donat Cattin – Baceno, Residenza Anziani Ferdinando Poscio – Bannio Anzino, Fondazione Sacra Famiglia -Verbania, RSA Villa Presibitero – Vogogna ,RISS Comune di Premosello Chiovenda, RSA Samonini Rozio Balassi – Domodossola, Fondazione Opera Pia Domenico Uccelli – Cannobio, Casa Amici dell’Anziano – Ornavasso, IPAB Casa di Riposo Maurizio Muller – Verbania, RSA Teresa Ceretti – Villadossola, RSA Villa Serena – Orta San Giulio

Nelle foto Casa Riposo Muller e Residenza San Rocco

 

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