DAI GIOVANI DEMOCRATICI UNA LETTERA APERTA AL POPOLO DEL CENTROSINISTRA

DAI GIOVANI DEMOCRATICI UNA LETTERA APERTA AL POPOLO DEL CENTROSINISTRA
E’ rivolta al popolo del centro-sinistra la seguente lettera aperta che riceviamo dai Giovani Democratici, approvata all’unanimità dal movimento:

Questo è il peggior risultato elettorale nella storia del centro sinistra dal dopoguerra ad oggi. Il centro-sinistra ha dilapidato il proprio patrimonio di credibilità in due anni. Questo risultato è d’attribuire ad ogni livello del partito, si è perso il contatto con le realtà territoriali, il Partito Democratico è considerato una forza lontana dalla realtà e dalla vita di tutti i giorni.     Col passare del tempo si è perso il contatto con l’elettorato di sinistra. La chiusura a riccio dell’elite dirigente nazionale, l’arroganza, la sordità alle richieste di dialogo, l’imposizione di candidati non hanno fatto  altro che aumentare la delusione e conseguentemente la diminuzione degli iscritti nei circoli. Il Partito ha smesso di parlare dei problemi concreti delle persone, i nostri più alti funzionari hanno spesso nascosto i nostri valori per inseguire le Destre.

Dopo una sconfitta del genere, non ci sono dubbi sul fatto che la nostra classe dirigente nazionale abbia fallito e che debba trarre le sue dovute conclusioni. Ma è anche sulla scelta dei candidati locali che vogliamo soffermarci, perché per noi è il simbolo di qualcosa di profondamente sbagliato nel Partito. Alcuni giorni dopo aver appreso dai giornali che  Vittoria Albertini sarebbe stata la nostra candidata al collegio uninominale del Vco e dell’Alto Novarese, abbiamo  espresso internamente al partito, con una lettera al segretario, il nostro disappunto sul metodo con cui si è arrivato a ciò. Lo stupore è aumentato nel sentir le parole del nostro segretario,scritte sui giornali: “ Sono state tenute in debita considerazione le richieste del territorio, tra le quali quella di dare ampio spazio a candidati del Verbano Cusio Ossola. Scongiurando sorprese dell’ultima ora (ricordiamo che il deposito delle candidature scade il 29 gennaio), il PD del VCO è pronto, con entusiasmo, a galoppare nella campagna elettorale al fianco di VITTORIA ed ENRICO’’.  La segreteria provinciale non è stata tenuta in considerazione, come le richieste del territorio, e non si può dire che non siano state scongiurate sorprese dell’ultimo minuto. Non è vero.

Il 22 gennaio l’assemblea del partito democratico del VCO (unico organo che può deliberare in materia) approva su proposta del segretario del Partito Democratico, di sostenere sia all’uninominale che al plurinominale, l’autorevole candidatura di Enrico Borghi. In realtà il segretario aveva già comunicato, nei giorni precedenti, alla stampa la candidatura di Enrico, portando il nome in assemblea a giochi già fatti, togliendo ogni potere ai militanti del partito. Ovviamente nessuno di noi ha espresso disapprovazione sulla persona, la scelta di Enrico, per quello che ha fatto per il nostro territorio è stata la più logica, e un candidato con una levatura culturale come la sua è indispensabile per il nostro territorio. Nella stessa assemblea lo stesso segretario si esprime contro una doppia candidatura. Secondo lui era necessario che Enrico fosse candidato sia al plurinominale, che al uninominale. Nessuno dunque avanza una sua candidatura. L’assemblea allora approva all’unanimità la riconferma di Borghi. Sabato 27 scopriamo, ancora una volta dai giornali, che è cambiato tutto. Vittoria Albertini, senza che nessuno fosse avvisato, ne’ interpellato, è stata scelta come candidata del PD per la nostra provincia e c’è chi si dice soddisfatto.

Seppure scettici, noi GD, abbiamo deciso di sostenere le candidature imposte, che hanno baipassando il voto dell’assemblea, consapevoli che un azione contraria avrebbe recato ulteriore danno al partito, in un momento storico così difficile. Abbiamo atteso dopo il voto, per rendere pubblica questa notizia, perché a noi a differenza di altri interessava non compromettere ulteriormente il risultato.  A giochi conclusi, pensiamo sia opportuno riportare alla luce questo grave fatto. Non vogliamo che la questione candidature si ripeta. Visti i risultati ottenuti, di cui da moltissimo tempo preannunciavamo l’esito, chiediamo che venga aperta una discussione a livello nazionale che locale. Crediamo che il futuro della sinistra si giochi qui, all’interno del Partito Democratico. Dobbiamo tornare ad ascoltare la base ed a rispettare le sue scelte (non come nel caso delle candidature), dobbiamo ridare vita ad un partito popolare, di militanti, plurale e democratico, senza mai più chiudere la porta in faccia a nessuno, anche se crediamo che abbia fatto una scelta sbagliata.

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