IL MUSEO DEL PAESAGGIO RENDE OMAGGIO A ELIDE CERETTI

IL MUSEO DEL PAESAGGIO RENDE OMAGGIO A ELIDE CERETTI

Elide a Casa Ceretti 1918-2018 è il titolo della mostra che il Museo del Paesaggio organizza dal 2 dicembre (inaugurazione ore 17) al 13 gennaio dedicata a Elide Ceretti. L’esposizione è allestita proprio negli spazi della proprietà della pittrice verbanese in via Roma, lasciata in eredità all’istituzione perché diventasse uno spazio espositivo e un centro culturale, destinato a ospitare corsi e laboratori creativi in grado di dare un insegnamento dell’arte nella sua espressione più pura e autentica. La mostra,  organizzata in collaborazione con lo Studio d’Arte Lanza di Verbania con il sostegno del Comune e della Compagnia San Paolo nel centenario dalla nascita di Elide, segue la recente inaugurazione degli spazi ristrutturati che furono abitazione e studio dell’artista e che hanno già iniziato a ospitare iniziative culturali e artistiche, nel rispetto della volontà della donatrice.

Sono esposte circa 40 opere, selezionate tra le oltre 800 lasciate in eredità al Museo, che spaziano dalla natura morta al paesaggio al ritratto e che testimoniano le diverse tematiche affrontate dall’artista. A dominare su tutte è senza dubbio la natura morta, nella quale emerge la cifra più caratteristica della sua pittura, con oggetti di uso domestico, frutti e fiori, analizzati con poetica sensibilità e con una straordinaria attenzione agli effetti e ai giochi della luce.   Accanto ai dipinti, anche alcune fotografie, documenti e scritti contribuiscono a raccontare al pubblico Elide Ceretti, personalità profonda e affascinante che merita di essere meglio conosciuta.    Gli orari di apertura  della mostra, con ingresso libero, saranno giovedì 14.30-17.30, sabato 10-12.30 e 14.30-17.30, domenica 14.30-17.30.

Nata ad Arizzano il 27 novembre 1918, Elide Ceretti manifestò sin da bambina un forte interesse per la pittura e per il mondo dell’arte, che la portò a frequentare ancora lo studio del pittore novarese Eligio Necchi, considerato dalla stessa Elide come il suo unico vero maestro. In ferma e talvolta polemica opposizione a molte avanguardie del Novecento (in particolare al fenomeno dell’Astrattismo), la pittrice manifestò sempre, nel corso della propria attività, un approccio diretto e appassionato nei confronti della natura, convinta che compito dell’artista fosse quello di «penetrare nelle cose fino ad avvertirne gli odori e scoprire, attraverso le sfumatura, la loro profonda essenza.       Di carattere schivo, lontana dai giochi e dai compromessi che governavano il «mondo dell’arte», l’artista, che pure aveva ottenuto un buon successo di critica in occasione di una mostra personale presso l’importante Galleria Barbaroux di Milano nel 1950, condusse una vita ritirata nella sua casa di Intra, continuando incessantemente a dipingere pur mostrandosi restia a esporre o mettere in vendita le proprie opere. Non rinunciò tuttavia a mantenere e intessere rapporti di stima e amicizia con importanti artisti (come Leonardo Dudreville e Mario Tozzi) e con alcuni critici (tra i quali Ernst Gombrich, uno dei più importanti storici dell’arte nel Novecento).

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