LE MAGIE DELL’ACQUA FISSATE DALL’OBIETTIVO IN UNA MOSTRA AFFASCINANTE
ACQUA riflessi e riflessioni – Fotografie di Franco Tomatis
Verbania Pallanza, Villa Giulia 1 – 15 agosto 2010 Orario lunedi-venerdi 14-19, sabato e domenica 11-19. Ingresso libero.
“Nelle “tavole” fotografiche di Tomatis nulla è preconfezionato o volutamente cercato, ma ogni impressione, ogni mappa geografica, ogni dato cromatico diventano paesaggi magmatici, giardini, fiumi di lava, palazzi immersi in giardini d’acqua. Tomatis ne riprende, talora casualmente, l’entità musicale, il fascino di luci che sembrano lucciole, il formarsi di un poetico mosaico prima di ritornare a scorrere, mitologicamente, verso nuovi approdi tra ricordo e sogno”.
Sono parole con cui il critico Angelo Mistrangelo presenta in catalogo l’affascinante e singolare mostra fotografica di Franco Tomatis esposta a Villa Giulia nella prima metà del mese di agosto: e accogliere questa rassegna ispirata all’acqua e agli effetti da essa creati è davvero una preziosa occasione per Verbania, “città d’acqua” e Capitale dei Laghi Europei. <Un’occasione che Verbania MillEventi non ha voluto perdere – commenta il presidente dell’Associazione organizzatrice, Ernesto Spriano – , grazie alla amichevole disponibilità dei titolari della Galleria d’Arte “La Conchiglia” di Torino e alla collaborazione con l’Assessorato al turismo del Comune. E siamo pertanto lieti di offrire a cittadini e turisti un evento di assoluto rilievo”.
La mostra è stata esposta finora solo a Torino, proprio alla Galleria “La Conchiglia”, nello scorso mese di marzo in concomitanza con la “Giornata Mondiale dell’Acqua” e l’allestimento a Verbania è dunque il primo al di fuori del capoluogo piemontese. In assoluta anteprima, si aggiungono anche una decina di fotografie realizzate da Tomatis nei mesi scorsi appositamente per l’occasione sul lungolago di Verbania. Ed è lui stesso a spiegare come nascono queste immagini: “Contrariamente a quello che si potrebbe pensare dopo avere osservato queste fotografie – dice Tomatis -, nessuna di esse è stata manipolata con dei fotomontaggi. Non sono stati usati filtri e niente è stato frapposto tra l’obiettivo tradizionale e l’acqua allo stato naturale. Gli effetti particolari sono dovuti esclusivamente ai colori dell’ambiente circostante; tinte che si specchiano e si combinano virtualmente sulla flessuosa superficie, tra luci, ombre e i mutevoli riverberi del cielo. L’unica immagine “artefatta”, se così vogliamo definirla, è quella riguardante la semplice bolla di sapone perché, oltre al giocoso intervento manuale, all’acqua è stato aggiunto un po’ di detersivo: ma anche in questo caso i colori cangianti che la rivestono sono tutti autentici. Si tratta pertanto di immagini naturali che ogni persona attenta può vedere con i propri occhi. La fotografia ha solamente fermato l’attimo fuggente”.
Franco Tomatis nasce a Casanova mentre, a poche centinaia di metri da casa, le campane della storica Abbazia cistercense scandiscono i rintocchi dell’Angelus di mezzogiorno. Era il medesimo anno in cui entrava in vigore la Costituzione della Repubblica del nostro Paese; la quale, tra diversi altri fondamentali princìpi, sancisce: L’arte e la scienza sono libere… Sarà solo una semplice coincidenza, ma la Libertà e l’Arte hanno sempre condizionato il suo percorso; iniziato in quell’anno in quella Frazione sperduta tra verdi e profumati prati della Provincia di Torino.
Dopo la scuola materna però si trasferisce con la famiglia nella vicina Carmagnola.
Giovanissimo si appassiona all’incisione dedicandosi da autodidatta a questa difficile arte, alternando silografie, acqueforti, bulini, puntesecche e altre tecniche calcografiche. Porta a stampare le sue lastre in una rinomata stamperia artistica di Torino e lì viene a contatto con le opere dei famosi incisori che la frequentano; aumentano così i suoi interessi e si affascina al complesso procedimento di stampa fino a conseguire l’esperienza che gli consentirà di imprimere con i suoi torchi le silografie e le calcografie che realizza; ottenendo dalle matrici le meticolose sfumature desiderate. Partecipa a diverse mostre personali e collettive conseguendo apprezzamenti e riconoscimenti.
Negli anni ottanta, a Torino, segue un corso per il restauro dei dipinti; sempre in quegli anni, a Venezia, impara a produrre la carta dagli stracci con l’antica e primitiva tecnica manuale; nello stesso periodo frequenta un laboratorio per il restauro di libri antichi. Verso la fine degli anni novanta realizza libri d’artista usando, oltre alla carta, i materiali più eterogenei: cemento, plexiglas, fusioni a cera persa, legno e tessuti.
Fin dall’età giovanile ha curato l’arte fotografica studiandone la tecnica e dedicandosi alla stampa in bianco e nero. Dalla fine degli anni ottanta ha ricercato immagini fotografiche originali, rifuggendo dagli artifici tecnologici. Ha curato alcune mostre tra cui: Sirene di carta, i manifesti del libro del ‘900 (mostra inserita nel programma delle manifestazioni di Torino capitale mondiale del libro con Roma – 2006/07); Dürer e i grandi incisori del ‘400 e del ‘500; Gutenberg, l’invenzione della stampa e gli incunaboli in Piemonte; Biblioteca del Tempo, libri unici e curiosi.
Svolge la sua attività a Torino e Carmagnola.
Mostre collettive e personali: Alba, Asti. Belvedere Ostrense, Cagliari, Carmagnola, Cavallermaggiore, Castell’Alfero, Firenze, Manciano, Milano, Montechiaro d’Asti, Napoli, Rho, Salsomaggiore Terme, Santhià, Torino, Venezia, Verbania, Vinoso.
Recensioni e note critiche di: Vittorio Bottino, Angelo Dragone, Massimo Centini, Enrico S. Laterza, Giulio Ferrari, Ernesto Ferrua, Angelo Mistrangelo.






















