M5S: “SUL GIRO ROSA ERRORI TROPPO GROSSI, NON SI PUO’ DIFENDERE L’INDIFENDIBILE”

M5S: “SUL GIRO ROSA ERRORI TROPPO GROSSI, NON SI PUO’ DIFENDERE L’INDIFENDIBILE”

Polemiche a tutto campo e senza tregua sull’organizzazione della tappa del Giro Rosa, Le opposizioni dell’amministrazione sono scatenate e anche il Movimento 5 Stelle dice la sua:

Quella di venerdì 6 luglio sarebbe dovuta essere una giornata all’insegna dello sport con la prima tappa del Giro in Rosa, un evento prestigioso che, complice il bel tempo, non avrebbe potuto far altro che portare lustro alla nostra bella città.
Alla luce dei fatti, invece, non è andata così, e si è rivelata essere l’ennesima dimostrazione dell’inefficienza della macchina organizzativa cittadina, dell’uomo solo al comando.
Sebbene il Sindaco si limiti a minimizzare l’accaduto, rispondendo ai cittadini infuriati che si rende conto del disagio, ma che comunque c’era stata un’informazione massiccia nei giorni antecedenti alla corsa, le sue dichiarazioni ci fanno capire che ancora adesso non ha la minima percezione dei problemi causati.

Basta guardare la cartina dell’evento (vedi sotto) per capire che gli accessi al centro cittadino, da Suna a Pallanza, fino ad arrivare a Intra, erano completamente bloccati, e se per coloro che arrivavano da Fondotoce, l’alternativa era Bieno, come avrebbero fatto poi a raggiungere il centro città, che è risultato completamente isolato per alcune ore?

È bene inoltre sottolineare che ci troviamo nel pieno della stagione turistica e due cartelli posti agli svincoli con le scritte “strada chiusa” o “deviazione per” e una locandina solamente in lingua italiana, mentre gli addetti ai lavori passano in mattinata negli esercizi commerciali a comunicare orari di chiusura strade diversi da quelli riportati, non possono considerarsi in alcun modo una comunicazione massiccia, soprattutto per coloro che a Verbania ci arrivano per la prima volta.

Se a tutto ciò ci aggiungiamo che spesso fermi in coda c’erano bambini e anziani, in una giornata in cui i termometri registravano 35° all’ombra alle 15 del pomeriggio, e la pista ciclabile di Via Vittorio Veneto non transennata con il rischio di poter investire qualche pedone o ciclista amatoriale, ci sembra veramente assurdo pensare che non si potesse organizzare la tappa in modo differente.  Questa volta forse neanche le scuse del Sindaco potrebbero bastare, ammesso che arrivino.
E non si dica che Verbania è una città che non vuole turismo, forse però è bene che chi si occupa di turismo lo faccia, l’unico assessore è stato fatto fuori dal Sindaco perchè “decidevano in altre sedi a sua insaputa”. Bene, basta ricordare oltre a questo evento, il penultimo, le frecce tricolori: costate più di 50 mila euro alle casse comunali, hanno avuto come pubblico poco più di 20 mila persone (due terzi dei cittadini verbanesi); ad Arona vi sono stati 150 mila spettatori e sono costate poco più di 20 mila euro con gran parte dei costi sostenuti da sponsor. Ma per il Sindaco, si sa, anche questo  “fù un successo”. FORSE E’ ORA CHE SI FINISCA DI DIRE BUGIE E SI AMMETTANO GLI ERRORI. Al Giro Rosa qualcuno ha sbagliato, non si può difendere l’indifendibile, il Sindaco spieghi ai cittadini cosa non ha funzionato è anche cosa è costato tutto questo: per una volta in quattro anni di mandato sarebbe ora che ammettesse che ci sono stati errori, grossi errori.

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