PARLIAMO DI “QUESTI” GIOVANI

Vogliamo tornare sulla giornata di ieri a Verbania per dedicare spazio a notizie positive che giungono dalla nostra città e che offrono l’immagine di una gioventù impegnata e responsabile, da contrapporre alla drammatica visione di ragazzi scatenati a distruggere provenienti dalla degenerazione della manifestazione di Roma. Anche a livello locale siamo purtroppo costretti a volte ad occuparci di episodi di teppismo e violenza gratuita: essi non devono però avere il sopravvento e prevalere su una realtà che fatica a farsi largo nella cronaca quotidiana e proprio le circostanze di cui siamo stati testimoni ieri devono essere evidenziate per dare a tale realtà lo spazio che merita. Dalla manifestazione degli “indignati” abbiamo avuto, e lo ribadiamo, un esempio di pacifica e civile dimostrazione di protesta, abbiamo ascoltato giovani avanzare le loro sacrosante rivendicazioni invitando ad esprimersi pacificamente, a non lasciare la città sporca al loro passaggio, ad impegnarsi per il futuro della propria città. Subito dopo un’altra edificante testimonianza è giunta dal Chiostro, dove era in programma la giornata conclusiva del Premio Letterario Ferrini – Città di Verbania. L’impegno educativo per i giovani nella società d’oggi era il tema del Premio e il diretto coinvolgimento dei ragazzi dell’Oratorio San Vittore e di studenti dell’Istituto Ferrini ha offerto l’ulteriore esempio positivo di una gioventù culturalmente e socialmente impegnata. Davvero, ciò che abbiamo visto ieri a Verbania ci deve confortare e ci deve aiutare a superare sfiducia e scoraggiamento a cui possono indurre le violenze di Roma.
Nella foto, giovani pacifici e impegnati ieri pomeriggio in piazza e al Premio Lago Maggiore.
PREMIO FERRINI – CITTA’ DI VERBANIA: DOMANI L’ATTO CONCLUSIVO
Giovani, educazione e società sono al centro della seconda edizione del Premio letterario Città di Verbania, ispirato alla figura del Beato Contardo Ferrini. Il Premio propone una riflessione sulla “Coscienza cristiana ed impegno educativo per i giovani nella società di oggi”: Un tema non casuale – dichiara l’assessore alla cultura Lidia Carazzoni –, sia perché si riallaccia agli studi di Ferrini, sia perché è un argomento molto attuale.
La giuria presieduta da Plinio Perilli ha selezionato per la giornata finale, che si terrà dalle ore 15 di domani nell’auditorium del Chiostro di Intra: “La Coscienza – istruzioni per l’uso” (Queriniana, 2010) di Eberhard Schockenhoff e Christine Florin, “Liberi in carcere – L’incontro nell’incontro” (Itaca libri, 2010) di Patrizia Colombo, “Amor che move il sole e l’altre stelle – l’uomo, l’amore, l’infinito” (edizioni Ares, 2010) di Giovanni Fighera, “Emilia e i suoi ragazzi – l’opera civile nella fede” (Lindau, 2010) di Emanuele Boffi, “Antonio Rosmini – Ragione & Libertà” (edizioni Ares, 2010) di Maurizio De Bortoli. A premiare il vincitore sarà l’ospite d’onore, il poeta Davide Rondoni. Intervengono, dopo l’introduzione del direttore organizzativo Alberto Di Giglio, il presidente Perilli, lo psicoterapeuta Alessandro Meluzzi e lo scrittore e vaticanista Andrea Tornielli. Meluzzi parlerà su “I giovani e l’educazione: esperienze e testimonianze nel rapporto con i giovani”, mentre Tornielli tratterà di “Giovanni Paolo II e i giovani”. In programma anche una tavola rotonda con i giovani dell’Oratorio San Vittore moderata da Saverio Gaeta. I giovani saranno protagonisti nel corso della giornata anche con la presentazione dell’approfondimento svolto in classe nelle ore di Lettere dagli studenti dell’Itis Contardo Ferrini sotto il coordinamento della professoressa Maria Canale. La premiazione è in programma alle ore 18. La manifestazione è qualificante per la città – commenta il sindaco Marco Zacchera -, ma vuol essere anche una scelta strategica nel dare un’identità alla nostra comunità, partendo quindi dai giovani. Vorrei che Verbania avesse un’anima più unita e spero che questa sia l’occasione per discuterne.
Nella foto la conferenza stampa di presentazione del Premio.
LA CUMPAGNIA IN SCENA
“In quatar par…una briela” è il titolo della commedia di Luigi Luchetta che la ”Cumpagnia dul dialett da Intra” mette in scena questa sera alle 21 e domani alle 15.30 al Chiostro di Intra. Il doppio spettacolo ha come di consueto finalità benefica ed è destinato al Gruppo di volontariato vincenziano per aiutare famiglie in difficoltà. La Cumpagnia è un’associazione di dilettanti del palcoscenico nata nel 1979 per tener vivo il dialetto locale, gli usi, i costumi e le tradizioni, che spesso rimangono vaghi ricordi. Ha finalità benefiche e non lucrative. La Cumpagnia ad oggi, anno 2011, ha messo in scena 28 commedie per un totale di oltre 200 rappresentazioni.
E’ venerdì, Renato rientra a casa nella notte, accompagnato dal suo amico Giuan, entrambi reduci da una serata conviviale. Sono un pò alticci, e Giuan, viene perciò ospitato da Renato, la cui moglie però non tollera questo comportamento e non ne fa mistero. Nello stabile, abita e lavora Isidoro, il materassaio, la cui moglie Speranza, un pò dura d’orecchio, si trova coinvolta in situazioni strane, che lei stessa ha contribuito, suo malgrado, a creare. La curiosità endemica ed il pettegolezzo, praticato dall’altra vicina Clotilde, rendono completo il quadro, nel quale compaiono anche un vigile urbano, incaricato di indagare sulla notte brava di Renato e Giuan, en esattore della luce, scambiato per il figlio di Giuan e Linda, la figlia di Renato e Camilla.
Una foto “storica” della Cumpagnia dul dialett da Intra.
STUDIOSI DA TUTTO IL MONDO IN CITTA’
Circa 150 ricercatori da tutto il mondo sono riuniti presso il centro congressi Chiostro Hotel a Verbania per la nona edizione del Congresso internazionale sui cladoceri, organizzato dal CNR Istituto per lo Studio degli Ecosistemi di Verbania e dall’Istituto Federale Svizzero per le Scienze e le Tecnologie Ambientali di Dübendorf Il meeting è dedicato ai cladoceri, un gruppo di microscopici crostacei oggetto di studio fin dalla prima metà dell’Ottocento, in quanto importanti componenti del plancton lacustre. Questi organismi hanno conquistato l’attenzione dei ricercatori per alcuni straordinari aspetti della loro biologia e per il ruolo chiave che rivestono negli ecosistemi acquatici; essi sono anche utilizzati come organismi modello per le ricerche in diversi campi, come l’ecologia, la paleoecologia, la genetica evoluzionistica e, più recentemente la “resurrection ecology”. Il Convegno, organizzato ogni tre anni da Istituti di ricerca specializzati nel settore, è dedicato ai risultati conseguiti nello studio di questi organismi e consente ai ricercatori esperti nel settore di presentare i loro studi più recenti, discutere e confrontarsi. La location è significativa, poichè proprio a Verbania, presso l’edificio che oggi ospita il CNR ISE, Marco De Marchi, sul finire del XIX secolo, iniziò le prime ricerche sul plancton lacustre.
Nella foto la sede del CNR ISE sul lungolago di Pallanza.
TORNA LA “CUMPAGNIA”
La “Cumpagnia dul dialett da Intra” torna in scena presentando una commedia inedita che ha per titolo “In quàtar par … una brièla” ed è attribuita al compianto Luigi Luchetta, che fu fondatore e primo presidente della “Cumpagnia”. Con la regia di Renato Cavallaro, saliranno sul palco; Beatrice Archesso, nel ruolo di figlia della coppia Giuliana Buggin e Gianni Bolognesi. Silvia Vincenzi, nelle vesti della pettegola, Neva Pistolesi, moglie gelosa e alquanto sorda del materassaio Renato Cavallaro. Valerio Colombo interpreta l’esattore della S.A.C.E.A., Roberto Vincenzi, l’amico Giuàn, e Pino Rizzo, il vigile urbano incaricato delle …. indagini. Le prime rapopresentazioni saranno al teatro del “Chiostro” la sera di sabato 8 ottobre alle ore 21 e la domenica 9 alle 15,30, con l’incasso che sarà devoluto al Volontariato vincenziano della Parrocchia di S.Vittore, che in questo momento di grande crisi economica, interviene ad alleviare le difficoltà delle famiglie locali. Il costo del biglietto è di 8 euro. La prevendita a partire da martedi 4 ottobre è presso l’Agenzia Viaggi Facchetti di Intra.
LA TRAMA. La vicenda narrata, si svolge all’inizio degli anni ’60, fra la notte di un venerdì e la sera inoltrata del sabato successivo, in una vecchia casa intrese di ringhiera. E’ venerdì, Renato rientra a casa nella notte, accompagnato dal suo amico Giuàn, entrambi reduci da una serata conviviale. Sono un po’ alticci, Giuan viene perciò ospitato da Renato. La moglie di quest’ultimo, Camilla, non tollera questo comportamento e non ne fa mistero, anche se, nei confronti del vicinato, cerca di sminuire, se non negare la scappatella del marito. Nello stabile, abita e lavora Isidoro, il materassaio, la cui moglie Speranza, un po’ dura d’orecchio, si trova coinvolta in situazioni strane che lei stessa ha contribuito, suo malgrado a creare. La curiosità endemica ed il pettegolezzo sistematico, praticato dall’altra vicina di casa Clotilde, rendono completo il quadro di questo spaccato di vita sociale. Un vigile urbano, incaricato di indagare sulla notte brava di Renato e Giuan, la comparsa di Alfredo, esattore della luce, scambiato da Speranza, per il figlio di Giuan, e la presenza di Linda, figlia di Renato e Camilla, con le sue vicende personali, danno l’ultimo tocco alla vicenda.
PIRANDELLO IN SCENA
La Compagnia stabile del Vco torna sulla scena del Chiostro con “La favola del figlio cambiato” di Luigi Pirandello, azione scenica in due atti che debutterà venerdì 13 alle ore 21 con replica domenica 15 alle 16. E’ un progetto di Taatro Studio che aggrega gli studenti della scuola di Marchetti – Sala e la Compagnia Stabile.
Nello spazio scenico del Teatro del Chiostro, Alessandro Marchetti regista dello spettacolo ha immaginato due gruppi: uno di attori consumati dal mestiere girovago e l’altro al limite della realtà che, incontrandosi e fondendosi, danno inizio al racconto. Al centro della trama la vicenda di una madre alla quale viene scambiato il figlio in fasce. Su un piccolo palcoscenico disadorno il mago Cotrone farà apparire “per magia” i vari quadri scenici in cui la Favola si sviluppa e prende vita. “Si provi si provi” – dice all’attrice che impersona la madre – a vivere la sua parte. E la Favola prende vita col suo valore terapeutico e filosofico. Quando la madre crede di ravvedere in un principe ammalato giunto da un paese lontano il bambino che le fu tolto in fasce, il giovane principe decide che resterà in questa terra con la mamma che non ha mai avuto. E cederà la corona e il trono all’altro figlio cambiato. Luisella Sala interpreta il personaggio della Madre affiancata da un gruppo di validi allievi e ex allievi della Scuola di Teatro Studio. Marchetti ha voluto giocare sulla moltiplicazione dei personaggi con cambiamenti pressoché a vista per dare ai giovani di Teatro Studio un’opportunità in più.
L’ingresso è a offerta libera, il ricavato andrà devoluto ad opere solidali.
























