RESCHIGNA: NUOVO INTERVENTO SUGLI OSPEDALI
Ecco il comunicato diffuso in giornata da Aldo Reschigna, capogruppo del Pd in consiglio regionale, sulle prospettive che si aprono agli ospedali del Vco dopo gli ultimi sviluppi registrati a Torino in seguito alle dichiarazioni dell’assessore Monferino.
Dopo le nostre reiterate richieste, oggi in Commissione sanità l’assessore Monferino ha portato le tabelle sulla riclassificazione degli ospedali piemontesi sulla base del nuovo piano sociosanitario, che si sta discutendo in Commissione. Un piano assolutamente generico, che solo gli elementi finora non resi noti – come queste tabelle – possono riempire di contenuti, in modo che le consultazioni sul territorio, da noi richieste, non siano solo una inutile passerella ma ci si confronti davvero nel merito.
Dalla tabella resa nota oggi, l’ospedale di Verbania mantiene il secondo livello, di ospedale cardine, mentre il San Biagio di Domodossola viene riclassificato al 3° livello, quello di ospedale di prossimità. Si chiariscono dunque i destini delle due strutture e si cominciano a smascherare le promesse non mantenute, da noi già da tempo denunciate come tali.
Con la riclassificazione, che fine fa il DEA di primo livello articolato su due sedi, come assicurato dal presidente Cota? All’ospedale di prossimità tocca solo il pronto soccorso. E che fine fanno le promesse più volte ripetute sull’integrazione tra i due ospedali, o la attivazione del punto nascita a Domodossola?
Tutto ciò che denunciavamo nei mesi scorsi si sta rivelando purtroppo esatto. Aspettiamo ora con curiosità l’intervento del presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo, che ultimamente si è speso pubblicamente per il mantenimento della sala operativa del 118 a Verbania. Purtroppo lo ha fatto quando i buoi erano già scappati dalla stalla rimasta aperta. Perchè non lo ha fatto prima? E perché afferma di condividere al 100% la politica sanitaria di Cota, salvo poi prendere le distanze ogni volta che i singoli provvedimenti provocano tensioni nel VCO?
Mi hanno insegnato in politica bisogna accettare gli onori, ma anche gli oneri. Non si può essere nello stesso momento esponente della maggioranza e suo oppositore, quando la maggioranza stessa assume decisioni invise ai territori.
Aldo Reschigna
COMITATO SALUTE VCO: UNA PRESA IN GIRO
Nuova dura presa di posizione del Comitato Salute Vco sugli ultimi sviluppi della situazione sanitaria in provincia e sulle ultime dichiarazioni del Direttore generale della Asl.
Questa Amministrazione regionale è senza pudore – si legge in un comunicato -. Si può pensare di tagliare drasticamente i finanziamenti e raccontare in giro che si miglioreranno i servizi? Si può tagliare il personale medico e paramedico e poi raccontare in giro che il livello del servizio migliorerà? Si può pensare che un DEA diviso in due tronconi, distanti fra loro oltre 40 chilometri, possa essere efficiente? Si può pensare che senza i Consorzi socio-sanitari l’assistenza possa essere migliorata? Si può pensare di bloccare il ricovero di anziani non autosufficienti nelle case “protette”e poi raccontare invece in giro che l’assistenza agli anziani è una priorità? L’ultima trovata è del Direttore dell’Asl 14. Nonostante l’allarme lanciato qualche tempo fa dal Sindaco di Verbania Zacchera e dal consigliere regionale Reschigna, che paventavano il pericolo di una chiusura di reparti negli ospedali del Vco, minimizzata se non negata dalla Direzione dell’Asl, la cosa si sta puntualmente avverando: i primari, secondo la recente delibera regionale, diminuiranno, alcuni reparti saranno chiusi. Ebbene, il Direttore rilascia una intervista per spiegare e rassicurare i cittadini: dice che al posto dei primari cancellati la gestione del settore sarà affidata ad un “responsabile referente” (i primari allora non servono?), i reparti senza primario non saranno chiusi (?), questa operazione non farà risparmiare soldi, ma migliorerà l’organizzazione. (allora per quale ragione si vuol tagliare?), he con meno primari diminuiranno le lotte di potere interne (ma dobbiamo pagare noi se la Direzione Generale è incapace di gestire i conflitti?), he il paziente sarà al centro dell’attenzione e diventerà “primario di se stesso (una idiozia simile è da Guiness dei primati), che il paziente, se non trova il “Primario specialista” nel Vco, potrà sempre rivolgersi all’Ospedale di Novara. (evviva, abbiamo scoperto l’acqua calda!). L’operazione non si tradurrà quindi, in un risparmio per l’Asl, ma in un maggior costo sociale, con i pazienti che si debbono spostare per trovare lo specialista. Sappiamo che la coperta è corta e che bisogna tenerne conto, ma questa Amministrazione regionale, anziché coinvolgere il territorio continua nella sua strada di demolizione sistematica del Servizio sanitario. Svuotare dall’interno i reparti, togliendo risorse anche importanti, significa condannarli automaticamente alla chiusura, silenziosa, ma sicura. Ecco perché ci sentiamo presi in giro.
IL COMITATO SALUTE DICE LA SUA
Gli ultimi sviluppi della questione sanità stanno suscitando commenti e polemiche a ripetizione e non poteva certo mancare la presa di posizione del Comitato Salute Vco, sottoscritta da Bolognesi – Lo Duca – Rebecchi, che di seguito pubblichiamo.
Leggiamo su una cena “a base di sanità” tra i sindaci di Verbania e Domodossola con il Commissario dell’ASL e con il neo Assessore regionale e ci viene solo da dire CHE TRISTEZZA! Non siamo certo in grado di dire chi dei commensali abbia capito e chi no, se si siano buttate sulla tavola imbandita solo idee personali o neppure questo, se siano state servite promesse e ipotesi o se si sia parlato d’altro; neppure vogliamo contestare a nessuno il diritto di ritrovarsi per discutere anche di cose serie. E’ certo, però, che ruoli e luoghi non sono ininfluenti, soprattutto quando NON si rispettano le regole minime. Chi lo deve fare per primo? Non abbiamo dubbi: LA REGIONE. Ma la Regione non lo sta facendo ormai da molti mesi; anzi tergiversa, lancia idee diverse ogni giorno, a seconda di chi le espone e del luogo nel quale le espone, mentre il Commissario dell’ASL dà sempre più l’impressione di essere estraneo o impedito al dovere di esprimere un progetto che possa definirsi tale. Per il rispetto che merita la persona e il ruolo che ricopre, speriamo che non sia così, ma l’impressione è molto forte. Sarà causata, forse, dall’ennesimo esperimento di un commissariamento (ne abbiamo già visti troppi), strumento che non ci ha mai portato nulla di buono; sarà, forse, causata dal tempo troppo ridotto dell’incarico, che non consente di lanciare programmi, non sapendo che cosa viene dopo; o sarà una scelta consapevole di tenere tutti a bagnomaria per poter decidere senza vincoli? E allora lo ribadiamo: la Regione apra un tavolo serio di confronto, innanzitutto dentro l’aula del Consiglio regionale. Potrà solo essere utile a se stessa per capire in quale mondo vive. E poi l’Assessore regionale e il Commissario vadano all’Assemblea dei sindaci dell’ASL a dire quello che vogliono fare. Solo allora, forse, si potrà capire qualcosa. Ma non vogliamo fermarci qui. C’è una responsabilità precisa della politica e degli amministratori di questa provincia, se le cose non marciano per il verso giusto. C’è una responsabilità precisa loro, se ci si contende la coperta corta. C’è una responsabilità precisa, se una città si ribella – a ragione o a torto – e le altre stanno zitte a vedere che cosa succede. Lo abbiamo detto due mesi fa con il nostro comunicato Città che dorme male si sveglia. Certo nessuno è obbligato a credere a tre poveri esaltati, ma se poi la realtà conferma le nostre preoccupazioni e le nostre elucubrazioni, beh, allora forse vale la pena di darsi una mossa. Intanto, mentre ci si gingilla con queste amenità, la fiducia dei cittadini nelle nostre strutture e nel loro futuro diminuisce a vista d’occhio, le difficoltà degli operatori del settore non si contano più, le liste di attesa peggiorano, alcune prestazioni vengono addirittura sospese e/o impedite, i Consorzi dei servizi sociali brancolano nel buio con l’unica certezza del taglio dei fondi e dei servizi, la sanità privata non pare passarsela meglio, gli ingressi nelle case di riposo diventano una chimera, le famiglie non sono più in grado di accudire i loro cari in difficoltà e via di questo passo. E’ inutile cercare pietose scuse. Bisogna muoversi, svegliarsi ORA, NON DOMANI. Quel che ci serve subito è fare sopravvivere i servizi alle persone.
SINDACI DI VERBANO E CUSIO A CONFRONTO SULLA SANITA’
Sul fronte della sanità, la nuova settimana si apre con l’incontro promosso oggi al Municipio di Gravellona Toce (foto) su invito del sindaco di Verbania Marco Zacchera, che ha raccolto l’adesione dei colleghi della Rappresentanza dei sindaci Antonio Quaretta di Omegna e Massimo Zoppi di Baveno e di altri primi cittadini dei Comuni del Verbano e del Cusio, Si discute sulle prospettive della Asl dopo le prese di posizione dei colleghi ossolani e per commentare il documento presentato dalla direzione dell’Asl venerdì scorso. Tutti affermano che l’incontro non vuole essere “contro” nessuno, ma serve solo per chiarirsi le idee ed eventualmente intraprendere iniziative comuni nell’ottica di soluzioni equilibrate e condivise, che salvaguardino funzioni e dignità degli ospedali del territorio. E’ un fatto che l’iniziativa testimonia una volta di più la divisione esistente sul territorio che rende impossibile trovarsi attorno ad un tavolo comune; dimostra inoltre che a prevalere anche sulla logica di partito è quella di “campanile”, poichè come già accade in Ossola partiti di centrodestra e centrosinistra superano le divisioni uniti nella difesa dei rispettivi ospedali. Con buona pace degli effettivi interessi del territorio nel suo insieme.
SANITA’: UN’ASSEMBLEA VERBANO-CUSIO
Su invito del sindaco di Verbania Marco Zacchera, che ha raccolto l’immediata adesione dei colleghi della Rappresentanza dei sindaci Antonio Quaretta (Omegna) e Massimo Zoppi (Baveno), i sindaci dei Comuni del Verbano e del Cusio (anche Novarese) si sono autoconvocati in assemblea lunedì 8 agosto alle 18 nella sala consiliare di Gravellona Toce. Dopo la presentazione, alla Rappresentanza dei sindaci, della bozza del Piano sanitario con il quale Asl e Regione intendono razionalizzare la sanità del Verbano-Cusio-Ossola, i Sindaci si chiamano a raccolta. “Sarà un momento importante – commenta Zacchera – per discutere sulle nuove prospettive della sanità della nostra Asl dopo le prese di posizione dei colleghi ossolani e per commentare il documento presentato dalla Direzione della Asl venerdì scorso. La nostra non vuole essere una riunione “contro” nessuno, ma una prima presa di contatto per chiarirci le idee sul futuro ed eventualmente intraprendere iniziative comuni. Siamo per soluzioni equilibrate e condivise, ma non ci stiamo ai diktat di nessuno né a che l’ospedale di Verbania venga spogliato man mano di servizi e reparti che riteniamo indispensabili per tutti, ossolani compresi”.
Giuste considerazioni. Resta comunque il fatto che proprio il fatto che si convochi una riunione tra Amministratori del Verbano e del Cusio non fa che confermare la pericolosa e controproducente situazione di contrapposizione che si è venuta a creare sul territorio, tale da rendere necessarie riunioni separate e impossibile giungere ad un tavolo unico di confronto sul futuro della sanità nel Vco.
SANITA’, I NODI NON SI SCIOLGONO
L’incontro di ieri sera del governatore Cota (foto) con i Comitati ossolani non scioglie i nodi che stanno provocando un contrasto ad alta tensione tra Verbania e Domodossola sulla sorte dei rispettivi ospedali. In sostanza Cota ha detto che il piano di riassetto provinciale prevede emodinamica in uno dei due ospedali del Vco e lo stesso si dica per reparto di ginecologia e pediatria. Ota è in programma una visita al San Biagio del responsabile regionale della sanità, Paolo Monferino, ed entro un bimestre dovrebbero intervenire i chiarimenti attesi sul piano con le indicazioni precise che tuttora mancano. Resta da capire cosa accadrà nel frattempo, se cioè proseguirà il clima di “battaglia” o se si recupereranno volontà e spazi per il confronto nell’interesse della intera provincia. Il sindaco di Verbania Marco Zacchera ha ribadito tale auspicio e la disponibilità ad aprire in ogni momento un discorso franco e costruttivo fra le parti, abbandonando la pericolosa deriva a cui sta portando il ritorno di un esasperato campanilismo.























