UNA PRECISAZIONE DA “UNA VERBANIA POSSIBILE”

UNA PRECISAZIONE DA “UNA VERBANIA POSSIBILE”

Abbiamo riferito sul comunicato in cui il gruppo “Con Silvia per Verbania”  metteva sotto accusa il disfattismo delle minoranze. Lo stesso comunicato conteneva il riferimento ad un’altra questione  che avevamo riassunto come segue:   “Il comunicato diffuso da “Con Silvia per Verbania” prosegue (a proposito di bugie, di cose sottaciute e “disattenzioni”), con alcune valutazioni sulla vicenda dell’eredità sul Rifugio del Cane,  accusando il consigliere di “Una Verbania Possibile”  di avere taciuto nel suo intervento nel consiglio comunale il suo palese conflitto d’interessi tra professione privata ed incarico pubblico”.

Dal consigliere in questione, Paola Zanoia, della lista Cittadini Con Voi di “Una Verbania Possibile”, riceviamo ora e pubblichiamo il seguente comunicato di precisazione:

In risposta alle esternazioni della Lista “Con Silvia per Verbania”, pubblicate integralmente sulla pagina facebook di detta lista e da alcune testate giornalistiche, ritengo doveroso precisare quanto segue:

Con riferimento al “teatrino delle minoranze” (che farebbero sprecare soldi pubblici facendo mancare il numero legale alle sedute del Consiglio Comunale) si fa rilevare come, nella ormai ricorrente visione priva di qualunque obiettività, la citata Lista giustifica le assenze dei consiglieri di maggioranza (che ben possono assentarsi per motivi vari e tutti legittimi) ma colpevolizza le assenze/allontanamenti dei consiglieri di minoranza che dovrebbero garantire il numero legale alla maggioranza incapace di sostenere sé stessa. Anche nel caso del voto sul bilancio, la mancata partecipazione delle minoranze al voto è stata chiara espressione di disapprovazione del bilancio stesso e non certo “disfattismo” per “creare danno a tutti i cittadini verbanesi”: pare impossibile, per i seguaci di Silvia per Verbania, concepire un’opinione diversa dalla loro o giustificare assenze di altri schieramenti.

Con riferimento all’accettazione dell’eredità Munari, si ribadisce che i Consiglieri presenti alla seduta non si sono preparati e non hanno neppure compreso cosa è successo in aula: il 9 di gennaio il Consiglio Comunale era chiamato a votare sull’accettazione dell’eredità Munari con beneficio di inventario e non certo sull’opportunità di un intervento nella causa di petizione ereditaria pendente sulla stessa eredità, poiché tale intervento è già avvenuto, su insindacabile decisione della Giunta, con atto depositato dall’Avv. Simone datato 23 ottobre 2018. La “dovizia di particolari” con cui la sottoscritta avrebbe argomentato in Consiglio altro non era che doverosa preparazione sulla materia oggetto di voto: è mio uso e scrupolo arrivare al Consiglio previo studio delle questioni a questo sottoposte, forse agevolata (o penalizzata) dal fatto di dover votare secondo scienza e coscienza e non su indicazioni di partito, Lista o di Sindaco. Se i Consiglieri di “Con Silvia per Verbania” si fossero preparati prima o avessero prestato attenzione a quanto emerso dalla discussione, avrebbero capito che l’intervento nella causa ereditaria è già stato deliberato nel lontano 2016 ed attuato nell’ottobre 2018.

Tacciare la sottoscritta di “conflitto di interessi”, poi, presuppone una lacunosa conoscenza dell’istituto giuridico: poiché non sono il procuratore della Associazione Amici degli Animali, né sono associata, sostenitore, erede o altro soggetto collegato, non ho alcun interesse al conseguimento, da parte di questa, di eventuali proventi, così come non ho interesse alcuno a che il Comune di Verbania “perda” questa preziosa occasione di concorrere al lascito. E’ pur vero che nell’anno 2016, per conto dell’Associazione Amici degli animali, ho depositato e discusso un ricorso avanti al TAR del Piemonte ma tale incarico, del tutto estraneo e diverso rispetto alla contesa ereditaria, si è concluso definitivamente nello stesso anno.

In ogni caso, anche qualora io svolgessi ad oggi attività difensiva per conto della citata associazione, si potrebbe caso mai parlare di “inopportunità” solo qualora io appartenessi alla maggioranza, laddove l’indirizzo di partito mi indurrebbe a votare a favore della petizione ereditaria e l’incarico professionale mi potrebbe impedire di voler danneggiare la mia Cliente.

Se i Consiglieri di “Con Silvia per Verbania” avessero ascoltato il mio intervento avrebbero potuto sentire che io dissentivo dall’accettare l’eredità con beneficio di inventario, paventando costi inutili ed ingenti: inutili perché gli inventari di tutti i beni sono già stati redatti con atto pubblico e sono a disposizione di chiunque, come me, abbia la necessità di consultarli; ingenti perché riferiti non certo all’intervento nella causa ereditaria (si ribadisce: già attuato da quasi 3 mesi) ed al relativo contributo unificato di 300,00 Euro, ma agli importanti costi della redazione dell’inventario stesso, costi che, in caso di perdita della causa o semplice rinuncia dell’eredità, non saranno ripetibili e resteranno a carico della collettività laddove sarebbe sufficiente visionare gli inventari notarili già redatti su incarico del Tribunale.

“Anche un bambino capirebbe” che “Con Silvia per Verbania” non ha il monopolio dell’interesse pubblico il quale può anche non coincidere con le sue intenzioni ma risiedere in opinioni diverse.

L’unica circostanza su cui concordo con i Consiglieri di “Con Silvia per Verbania”, (o su chi ha redatto il comunicato se non coincidono) è che il Comune di Verbania, ritenuto opportuno intervenire nella causa, così legittimamente ha fatto (tre mesi fa), senza necessità, ora come allora, dell’avallo del Consiglio Comunale (o del mio voto) per accettare una eredità (già “accettata” tecnicamente, come detto anche da altri Colleghi in Consiglio con la presentazione della domanda giudiziale).

La libertà di manifestazione del pensiero è un diritto riconosciuto da tutti gli ordinamenti democratici e garantito dalla nostra Costituzione: avere un’opinione diversa dai Consiglieri di maggioranza e dei suoi allineati non è reato, non è scorretto né disonesto; invece chi mi ha accusato di tali condotte ha pacificamente integrato il reato di diffamazione.

Una svista può capitare a tutti.

Chi ha redatto, diffuso sui social network ed inviato agli organi di stampa il comunicato di ieri, può agevolmente rivedere lo streaming del Consiglio (così come potranno fare i lettori), rendersi conto della totale infondatezza delle affermazioni contenute nel comunicato stesso ed, eventualmente, scusarsi.

In caso contrario dovrò, mio malgrado, ritenere voluta l’errata e faziosa ricostruzione dei fatti e doloso il contenuto denigratorio.

Nella foto Paola Zanoia

  1. Con Silvia per Verbania 17 gennaio 2019, 3:46

    Precisazione
    In merito a quanto apparso ieri sugli organi di stampa a firma del Consigliere Comunale Paola Zanoia in riferimento al nostro comunicato del 14 gennaio u.s. precisiamo che le nostre valutazioni sull’operato del consigliere si riferissero non certamente all’ambito dell’operato professionale, che noi non intendevamo e non intendiamo commentare ne tanto meno valutare in quanto ambito della sfera del personale, ma a quello prettamente politico come consigliere comunale, stigmatizzando l’inopportunità del suo intervento lo scorso consiglio comunale sulla questione eredità: proprio perchè la signora, come ricorda lei stessa in una sua comunicazione di oggi, è stata legale dell’associazione in un ricorso al Tar risalente a poco tempo fa non ritenevamo e non riteniamo opportuno che intervenisse in una questione che, in qualche modo, risulti attinente ad un contenzioso tra Comune e Associazione animalista.
    Le sue affermazioni sulle bugie che l’amministrazione avrebbe detto sulla questione eredità possono essere state offensive, ma noi le riteniamo solo un po’eccessive anche per una dialettica politica piuttosto accesa.
    Il comunicato rispetta quindi limiti e regole della libera manifestazione di pensiero, lungi da noi la volontà di offendere. Infatti il comunicato non contiene ne offese ne riferimenti denigratori alla persona o al professionista che, come detto, non era certo il nostro obiettivo, bensì riferisce un fatto circostanziato ove sia omesso di precisare che la consigliera sia stata l’avvocato dell’Associazione. Nessuna offesa è stata resa e il risentimento dell’ interessata è frutto di una valutazione personale.

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  2. renato brignone 17 gennaio 2019, 12:24

    Credo, ma con cognizione visto che ho scovato su un blog una risposta di Paola (collega in Consiglio e nel progetto “Una Verbania Possibile) , che questa precisazione non sia sufficiente … ma magari mi sbaglio. Questo il commento di Zanoia (che se mi è consentito, trovo elegante ed ironico nei confronti di chi ci è andato giù pesantino) :
    “Ancora una volta si fa, volutamente, confusione: io non ho dichiarato di essermi offesa ma di essere stata diffamata a mezzo stampa. La differenza è sostanziale perchè diversa è la percezione delle accuse: personale nel sentimento di offesa e collettiva nel caso di diffamazione.
    Invece di rifilettere sull’avventatezza e la sconsideratezza di certe esternazioni, i compilatori del comunicato di risposta mi definiscono permalosa.
    Oltre che scorretta, disonesta, bugiarda, omissiva ed influenzante i consiglieri comunali nonchè in evidente conflitto di interessi.
    Ma nulla di personale, s’intenda!
    Paola Zanoia”

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