2 GIUGNO, IL DISCORSO DEL SINDACO PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA

2 GIUGNO, IL DISCORSO DEL SINDACO PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA

Forse mai come quest’anno, nei giorni precedenti la ricorrenza del 2 Giugno, abbiamo notato sentimenti di rabbia, confusione, di ostilità, anche verso le Istituzioni, e che segnalano disorientamento e divisione fra gli italiani.

E allora oggi, nel 72° compleanno dell’Italia Repubblicana, è bene non fare retorica ma chiederci se abbiamo qualcosa da festeggiare, e il suo senso.

Io credo di sì che valga la pena esporre il tricolore e fare festa perchè guardiamo a questa bandiera come qualcosa di profondamente nostro e di cui aver rispetto.

Il rispetto che si deve per la nostra storia: ricordando tutto ciò che ha fatto parte del nostro passato, fra errori e insuccessi, conquiste e sconfitte, speranze e delusioni.

Il 2 Giugno celebriamo i valori di un popolo che sentiva di essere una Nazione, desideroso dell’integrità della sua Patria.

La Patria, l’Italia non sono un’opinione, o un’ideologia che cambia a seconda delle convenienze politiche del momento. Sono piuttosto un vincolo che ci lega nella nostra memoria, nei nostri animi.

Questa data è strettamente legata ad altri importanti eventi: il 25 Aprile, giorno della liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista, e il 1° Gennaio 1948 con l’entrata in vigore della carta costituzionale, a cui si aggiunge l’Unità d’Italia nel 1861.

Dimostrare di credere nell’unità è possibile anche nella vita quotidiana di Verbania, che deve trovare concordia, con spirito sereno. Ritrovare l’unità vuol dire recuperare fiducia nelle proprie risorse, nelle energie buone, negli uomini e nelle donne, nei giovani. Significa dialogare nel rispetto di posizioni diverse senza risentimenti personali o scorciatoie di mera utilità.

La storia della nostra unità è nata da date memorabili, con pochi uomini, una classe dirigente integra moralmente e competente, ma anche da grandi ideali, da potenti valori: libertà, pace, uguaglianza, solidarietà che ci rendono orgogliosi di essere italiani. Facciamoci interpreti, nella nostra realtà pur piccola di grandi valori.

Il passato ci sta davanti ed è un patrimonio che abbiamo l’obbligo di non dimenticare, ma dobbiamo unirlo fortemente con la costruzione del futuro. Ed è lo stesso obbligo che ci spinge a progredire mettendo le nostre esperienze, le nostre capacità, al servizio delle nuove generazioni.

Esattamente come fecero quelle donne e quegli uomini, di un’Italia sconfitta e povera dopo tragedie enormi, che si avviarono silenziosamente alle urne il 2 Giugno 1946 (ricordiamolo: fu la prima volta del suffragio universale, con l’elezione di 22 donne all’assembea costituente) per coltivare una speranza chiamata Repubblica.

La consegna oggi della Costituzione è un piccolo gesto concreto che dà il benevenuto civico ai ragazzi nati nel 2000, con il caloroso messaggio: siete chiamati a partecipare da protagonisti nella comunità, anche a Verbania, per la costruzione di un futuro migliore.

Solo quando capiremo che mettendoci al servizio dei valori più alti e nobili che stanno alla base del benessere comune, realizzeremo appieno gli intenti della nostra costituzione, e renderemo onore ai sacrifici di vite umane e sofferenze che il popolo italiano ha dovuto affrontare.

W la Repubblica, W Verbania

Silvia Marchionini

Sindaco di Verbania

 

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