ANCORA DUE INTERVENTI SULLA QUESTIONE OSPEDALIERA

ANCORA DUE INTERVENTI SULLA QUESTIONE OSPEDALIERA

L’incontro avvenuto a Torino tra il presidente Cirio, il consigliere Preioni ed una delegazione di amministratori del Verbano e del Cusio e le dichiarazioni che ne sono seguite riaccendono il dibattito sul futuro assetto ospedaliero.  Se da un lato si conferma quanto siano finora fumose, inconsistenti e prive di documentazioni ufficiali le intenzioni dell’amministrazione regionale in materia di nuovo ospedale, lo stesso si deve dire per le prospettive delineate per le sorti dell’Ospedale Castelli e per il fantomatico privato che dovrebbe subentrare e potenziarlo (!).   In un simile quadro di riferimento sono inevitabili le reazioni ed ecco dapprima un comunicato del Comitato Salute Vco dal titolo “Democrazia contro prepotenza”:

La frase attribuita al nostro rappresentante in Consiglio Regionale è emblematica del basso livello raggiunto dalla “democrazia” nel nostro territorio. “La palla adesso ce l’abbiamo noi” significa chiudere ogni dialogo sulla Sanità con il mondo politico locale, ma anche con i cittadini e i loro rappresentanti (i Sindaci), con le Associazioni di categoria e i Sindacati: cioè con la maggioranza del nostro territorio.

Il parere dell’Assemblea dei Sindaci, unico organismo istituzionale riconosciuto e deputato ad esprimere un parere, viene così platealmente disconosciuto da un rappresentante eletto proprio dagli stessi cittadini. Un’umiliazione e una prepotenza MAI VISTI.

Nemmeno la raffica di clamorose dimissioni nella sua stessa parte politica, che l’aveva portato in Consiglio regionale, è servita a farlo riflettere. ANCHE QUESTO NON ERA MAI SUCCESSO. 

Con quali vantaggi per il VCO? Il “nostro” si giustifica goffamente, dicendo che il progetto di Ornavasso non è serio. Ma in confronto a che cosa? A un futuribile ospedale, per il quale non esiste un solo documento che ne certifichi la nascita? Senza delibera alcuna la Regione ha dato mandato al Sindaco di Domodossola di agire, umiliando così i Sindaci e la Provincia.  È SERIO QUESTO?

E la “ricognizione” pubblico-privato è indirizzata a ridurre la spesa? MA QUANDO MAI! Il “Privato” viene pagato con i NOSTRI soldi; questa riduzione di spesa è una bufala colossale. MA PER CHI CI HA PRESO?

Dice che il “Privato” in Piemonte è presente per il 3% contro il 30% della Lombardia. Ma è obbligatorio privatizzare la Sanità? Un obbligo che sente solo lui! E il Castelli, che lui prevede brutalmente ridimensionato, verrebbe invece così potenziato? MA DAI!

Accusa chi non la pensa come lui di “usare toni che vanno oltre la normale dialettica politica”? MA DAVVERO? Chi sta rifiutando la discussione per trovare un compromesso (missione della politica)?

Bella poi l’ossessione sua e del suo senatore nel coinvolgere il “Privato”. Ci illustrino CHIARAMENTE ragioni e vantaggi senza nascondersi dietro fumose dichiarazioni. Ne abbiamo il diritto, visto che sarebbe un’operazione fatta con i NOSTRI soldi.

Ma …. l’Amministrazione regionale, dov’è finita?

 

 

 

 

Segue un intervento del dottor Giovanni Battista Finocchiaro De Lorenzi (ex chirurgo Asl Vco per 35 anni e ora consigliere comunale di Verbania), che essendo stato presente all’incontro a Torino diffonde un  commento, auspicando che possa essere un utile contributo al dibattito in corso sullo scottante argomento:

 

Nel corso dell’incontro torinese il Presidente Cirio ha dichiarato che diversi gruppi operanti nelle sanità privata sarebbero intenzionati ad entrare nel Castelli con una attività convenzionata tipo: riabilitativo cardiovascolare (ipotesi di Cirio), oncologica (secondo Preioni, giunto a riunione già in avanzato svolgimento). 

L’ipotetico soggetto privato si accollerebbe anche la gestione di un Pronto Soccorso in grado di assolvere alla gestione delle “urgenze tempo-dipendenti” che Cirio ha identificato negli infarti miocardici e negli ictus cerebrali; il Presidente ha aggiunto che rappresenta un reale potenziamento dell’ospedale di Verbania poiché in atto tali patologie non sono trattate presso il DEA verbanese. 

lo ritengo che per poter trattare correttamente gli infarti miocardici e gli ictus cerebri sia indispensabile la presenza nel Castelli dell’EMODINAMICA e della “STROKE UNIT” e ovviamente del personale medico/infermieristico cardiologico e neurologico, oltre ad un rianimatore, tutti in guardia attiva H24: ben venga se ciò fosse davvero possibile, ma siamo sicuri che si possano fare dei doppioni di quanto già in essere al S.Biagio e che dovranno andare nel nuovo ospedale? Ovvero il Presidente pensa di toglierli da Domodossola e spostarli a Verbania? 

Riguardo all’ oncologia, cioè all’ipotizzata attività convenzionata da “assegnare ” al privato non penso che si possa pensare ad un vero e proprio “POLO ONCOLOGICO” (per intenderci una versione ridotta di Candiolo ovvero dell’I.E.O.), per attivarlo sarebbe indispensabile una chirurgia di alto livello capace di spaziare in tutte le branche (includendo l’urologia, la ginecologia, etc..) e con il supporto di una vera e propria Rianimazione ed altri servizi collegati. Non vorrei che per “oncologia” si intendesse un reparto “medico” in grado di fare le chemioterapie, di seguire la diagnostica e il follow-up e una chirurgia “minore” in grado di rimuovere i tumori della pelle e degli annessi cutanei: dubito che una tale attività possa esser “remunerativa” e “gradita” ad un investitore privato e comunque ha poco o nulla del polo oncologico 

Tralascio di parlare delle attività che verranno tolte dal Castelli per esser trasferite al nuovo ospedale dell’Ossola (ostetricia-ginecologia, utic, rianimazione, pediatria, psichiatria, anatomia patologica, etc) poiché tale aspetto non è stato affrontato nell’incontro, reputo però che per parlare di “potenziamento” del Castelli occorrerebbe esaminare non solo ciò che si ipotizza potrà esser implementato ma anche ciò che verrà rimosso.

 

 

 

 

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