AVVIO POSITIVO DEL NUOVO ACCORDO FISCALE ITALIA-SVIZZERA: IL COMMENTO DEI SINDACATI

AVVIO POSITIVO DEL NUOVO ACCORDO FISCALE ITALIA-SVIZZERA: IL COMMENTO DEI SINDACATI

Giuseppe Augurusa per la Cgil, Luca Caretti per la Cisl e Raimondo Pancrazio per la Uil esprimono soddisfazione per i contenuti del disegno di legge che recepisce  la parte delle intese relative ai nuovi trattamenti fiscali  sottoscritte dai sindacati e dai Comuni di frontiera nel  memorandum d’intesa dello scorso 23 dicembre 2020 e che dopo l’approvazione del consiglio dei  Ministri, passerà al vaglio del Parlamento.  L’intesa, per la prima volta integrativa di un trattato internazionale tra gli Stati, era volta a  migliorare le condizioni dei lavoratori nel passaggio tra vecchio e nuovo sistema a seguito dell’intesa che  Italia e Svizzera hanno raggiunto con l’adozione del modello di tassazione concorrente contro le doppie  imposizioni fiscali.  Quegli impegni recepiti nel testo di disegno di legge che passeranno alla discussione del Parlamento – dichiarano i rappresentanti dei Sindacati -, oltre a garantire il mantenimento delle condizioni attuali agli oltre 80.000 frontalieri già  operanti in Svizzera ed a coloro che istaureranno un rapporto di lavoro fino all’entrata in vigore del nuovo  accordo, prevedono l’innalzamento della franchigia a 10.000 euro per tutti i frontalieri italiani che  prestano la propria attività nei paesi confinanti e limitrofi, oltre alla deducibilità dei contributi  obbligatori per i prepensionamenti dei lavoratori frontalieri e la non imponibilità degli assegni  familiari erogati in Svizzera. Positiva inoltre la garanzia del mantenimento delle stesse risorse ai 361  Comuni della fascia di confine, oggi garantite dal sistema dei ristorni, e l’istituzione di un Fondo per lo  sviluppo economico e il potenziamento delle infrastrutture nelle zone di confine Italo-elvetiche,  alimentato con l’extragettito generato dal nuovo sistema fiscale.  Il Parlamento sarà chiamato ora ad approvare il disegno di legge che, a differenza del trattato internazionale inemendabile, potrà ulteriormente migliorare.   I Sindacati ricordano che parte del memorandum d’intesa siglata con il MEF deve essere ancora  oggetto di valutazione a partire dalla modifica della NASPI, alle norme internazionali sullo smart working,  fino alla definizione di uno statuto dei lavoratori frontalieri per il quale hanno da oltre un anno  presentato una proposta e suspicano che quanto prima l’impegno alla convocazione del tavolo  interministeriale MEF, MILAV e MAECI possa finalmente essere onorato.

 

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