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C’E’ ANCHE LA CAMELIA CARRA’ ALLA MOSTRA DI VILLA GIULIA

C’E’ ANCHE LA CAMELIA CARRA’ ALLA MOSTRA DI VILLA GIULIA

Amministrazione Comunale e Verbania Garden Club presentano oggi e domani a Villa Giulia sul lungolago di Pallanza con orario 10,30 – 18,30 la  57a Mostra della Camelia – Carramba che camelie! con ingresso gratuito. L’inaugurazione è stata alle ore 10.  A porgere i saluti il sindaco Giandomenico Albertella, l’assessore alla Cultura Luciano Paretti,  Gabriella Pellizzari in rappresentanza della Provincia del Vco e Rino Porini di Vco Formazione. Sui contenuti della mostra floreale sono intervenuti Elio Savioli che cura l’allestimento, Valeria Angiolini Sibilia del Garden Club Verbania, mentre Vincenzo Mola si è soffermato sull’esposizione degli abiti di scena di Raffaella Carrà abbinata a quella floreale e che fornisce ulteriore motivo di attrazione.

Sono esposte 200 varietà di camelie e composizioni floreali nella mostra centrale con un inedito e singolare allestimento curato da Elio Savioli. Quest’anno ulteriore motivo di attrazione è l’accostamento alla interessante ed esclusiva Esposizione degli abiti di scena di Raffaella Carrà. Ciò spiega il titolo dell’evento  Carramba che camelie! Inoltre domenica 30 marzo alle ore 15:30 è in programma l’incontro Tra Swarovsky e pailletts, lo stile di una star con Giovanni Gioia e Vincenzo Mola, collezionisti di abiti di scena indossati da Raffaella Carrà, alla quale è pure dedicata una nuova varietà del fiore.  Villa Giulia ospita poi in entrambe le giornate punto informativo e vendita di camelie, esposizione pannelli dedicati alla storia della camelia e della floricoltura sul lago Maggiore, libri su fiori e giardini di Libreria Alberti,  gioielli con foglie di camelia di Ester Bijoux, manufatti artistici da legni di potature dei parchi del lago di Flavio Cometti, cioccolata rinascimentale alla camelia di Dolci Creazioni.  Domani a chiusura della manifestazione alle ore 18 a Villa Giulia  Concerto a cura della Scuola Toscanini – Quartetto Segovio Danze e colonne sonore a cura di Stefano Gori flauto, Paolo Vignani fisarmonica, Gabriele Oglina clarinetto, Salvatore Seminara chitarra. I musicisti, noti per la loro esperienza internazionale e l’impegno didattico, scelgono un repertorio che esalta le capacità espressive degli strumenti.

Ecco l’elenco di visite guidate nei giardini e tour in motoscafo a numero chiuso, con  informazioni e prenotazione obbligatoria ai numeri 0323 503249 – 542250.

Sabato 29 marzo
ore 11 Giardini Botanici Villa Taranto. Visita guidata a cura dell’Ente Giardini Botanici Villa Taranto. Ingresso offerto da E.G.B. Villa Taranto. Prenotazione 0323 503249. Contributo organizzazione euro 5
ore 14 Giardini Botanici Isola Madre. Visita guidata con Verbania Garden Club. Ritrovo sul lungolago di Pallanza presso il pontile dei motoscafi. Prenotazione 0323 503249 – euro 20
ore 14,30 Tour in motoscafo per ammirare le ville e la loro storia dal lago con Leonardo Parachini, storico. Ritrovo al pontile dei motoscafi, lungolago di Pallanza. Prenotazione 0323 503249. Costo: adulti euro 12 – ragazzi da 6/14 anni euro 5 – bimbi 0/5 anni gratuito.
ore 14,30 Vivaio La Roncola di Savioli Fratelli a Vignone: visita guidata tra la collezione di 700 varietà di camelie a cura di Antonio Savioli. Ritrovo davanti alle scuole elementari di Trobaso, Via Cuboni 8. Prenotazione 0323 503249.
ore 15,30 Giardini Botanici Villa Taranto. Visita guidata a cura dell’Ente Giardini Botanici Villa Taranto. Ingresso offerto da E.G.B. Villa Taranto. Prenotazione 0323 503249. Contributo organizzazione euro 5
ore 16,30 Villa Maioni. Biblioteca della Camelia. Visita guidata con Verbania Garden Club alla collezione di camelie. Prenotazione 0323 503249.

Domenica 30 marzo
Villa Anelli, Oggebbio. Visita guidata alla collezione di 400 camelie con il Presidente della Società Italiana della Camelia, Andrea Corneo. Prenotazione 0323 503249
ore 10,30 Villa Giuseppina, Monterosso Verbania Pallanza. Visita guidata alla collezione di camelie. Ritrovo chiesa di Madonna di Campagna (viale Azari, 113). Passeggiata a piedi di circa 40 minuti e visita alla collezione. Chi avesse difficoltà può raggiungere, con piccola auto, via Monterosso, 35 per le ore 11,15. Prenotazione 0323 503249
ore 14,30 Tour in motoscafo per ammirare i giardini dal lago con Carola Lodari, botanica. Ritrovo al pontile dei motoscafi, lungolago di Pallanza. Prenotazione 0323 503249. Costo: adulti euro 12 – ragazzi da 6/14 anni euro 5 – bimbi 0/5 anni gratuito.
ore 15 Vivaio Compagnia del Lago Maggiore di Premosello Chiovenda. Visita guidata con Alessandro Zacchera alla coltivazione della camelia sinensis per la produzione di tè. Ritrovo presso Supermercato Comad di Premosello Chiovenda. Prenotazione 0323 503249
ore 16,30 Villa Maioni. Biblioteca della Camelia. Visita guidata con Verbania Garden Club alla collezione di camelie. Prenotazione 0323 503249.

  1. Alberto Spriano 29 Marzo 2025, 13:50

    Camelie che passione! Le camelie, simbolo di eccellenza del Lago Maggiore, rappresentano un tesoro botanico e culturale che va oltre la semplice bellezza ornamentale. I camelieri di Verbania, con il loro sapere secolare, sono i custodi di una tradizione che merita di essere preservata e promossa.

    L’istituzione di una Denominazione Comunale (De.Co.) per le camelie locali e gli amaretti di Pallanza, per citarne solo due, non è solo una questione di tutela, ma anche una strategia di marketing territoriale. La De.Co. garantirebbe l’autenticità e la qualità di questi prodotti, distinguendoli dalle imitazioni e proiettandoli sul mercato nazionale e internazionale.

    La scomparsa del Dolce Camelia di Renato Baudo rappresenta una perdita per la gastronomia locale. Questo dolce sublime, capolavoro di Baudo, con il suo legame indissolubile alla camelia, merita di essere riscoperto e riproposto, magari in una versione rivisitata che ne esalti la contemporaneità.

    La camelia bianca di Savioli, dedicata a Raffaella Carrà, offerta all’amministrazione comunale su un piatto d’argento, può diventare un’icona identitaria per Verbania, un simbolo di eleganza e raffinatezza che si proietta oltre i confini locali. L’immagine della camelia può essere declinata in molteplici forme, dal design urbano alla comunicazione turistica, creando un’identità visiva coerente e riconoscibile, oltre ad essere impiegata come brand e logo delle eccellenze artigiane da tutelare con la De.Co. della città.

    Purtroppo, sul mercato circolano pseudo Amaretti di Pallanza che nulla hanno a che vedere con il prodotto originale, che, senza una tutela De.Co., ha perso tutto, dalla forma alla sua specialissima scatola di latta dei tempi che furono. Caffè Bottinelli docet. Gli amaretti di Pallanza, con la loro ricetta unica e il loro sapore inconfondibile, sono un’eccellenza che va preservata. È inaccettabile che sul mercato circolino prodotti che usurpano il loro nome, ingannando i consumatori e danneggiando l’immagine della città.

    Per fare una ricostruzione filologica e storica di questi prodotti da forno emblematici di Verbania, frutto del sapere artigianale, servono competenze e una vasta esperienza maturata attraverso una vita di sapere, lavoro e sacrifici. Se non vogliamo perdere irrimediabilmente queste tradizioni, è necessario che l’amministrazione comunale istituisca una commissione di veri esperti nei vari campi e un regolamento comunale sulla De.Co. per tutelare i valori del sapere artigiano di Verbania.

    Su un altro piatto d’argento, ci sono i due maestri pasticceri del gruppo difesa tradizioni di Piazza e Vila, Baudo e Matella, che il vero, l’autentico, amaretto di Pallanza lo sapevano fare. Senza considerare che oggi più che mai è necessario saper innovare, come fece a suo tempo Baudo con il suo Dolce Camelia, per creare nuovi prodotti emblematici che in una città turistica non devono mancare e devono essere tutelati con la De.Co. Verbania, altrimenti, credetemi, si perderanno definitivamente tutti i valori della nostra tradizione.

    La mostra sulle camelie, con i suoi inevitabili richiami all’Oriente, all’arte siamese e alla cerimonia del tè, offre un’opportunità unica per arricchire l’offerta culturale internazionale di Verbania. L’istituzione degli “International Tea Days”, abbinati alle camelie ornamentali e ai prodotti da forno tradizionali, potrebbe attrarre un pubblico internazionale, interessato alla cultura e alla gastronomia. I risultati ottenuti nella Valle del Tè sul lungo Toce di Premosello, dove nasce un tè di caratura internazionale, andrebbero valorizzati, magari servendo questo tè a Villa Giulia e a Villa Taranto, in attesa che inizino i lavori di riqualificazione dei magnifici giardini di Villa San Remigio a cura della Regione Piemonte.

    Il campo non è sgombro. I Confederati hanno capito da tempo, più delle amministrazioni di Verbania, l’importanza di questi valori. La competizione con Locarno nel settore delle camelie deve essere uno stimolo a fare meglio, a investire nella qualità e nell’innovazione. Verbania ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento internazionale per la camelia, un luogo dove la tradizione si fonde con la modernità.

    La necessità urgente di un Progetto di Valorizzazione Integrata e di tutela del sapere artigiano con la De.Co. è necessaria anche per riscoprire gli altri valori del passato persi nell’oblio, affinché non finiscano come la vita di quegli abili artigiani del passato che sapevano tramandarli o addirittura crearli. Verbania deve tutelare il patrimonio culturale delle arti artigiane, dagli amaretti di Pallanza alle camelie dei camelieri storici del Verbano. Diversamente, mancano i valori e la cultura di una città.

    La valorizzazione delle camelie, degli amaretti e del Dolce Camelia non deve essere un’operazione isolata, ma un progetto integrato che coinvolga tutti gli attori del territorio. Solo così Verbania potrà affermare la sua identità unica e proiettarsi verso un futuro di successo.

    In sintesi, questa è la lista della spesa che l’amministrazione dovrebbe tenere in tasca:

    Camelie, camelie e ancora camelie, perché esse rappresentano il tesoro botanico e culturale per Verbania, assieme ai suoi giardini.

    Occhi puntati sui lavori che verranno intrapresi dalla Regione per riqualificare a magnificenza i giardini di Villa San Remigio, un unicum con quelli di Villa Taranto che non troverebbero rivali sulla scena internazionale.

    L’urgenza della De.Co., l’unico strumento di tutela e valorizzazione dei prodotti e dei saperi artigiani della nostra città.

    Gli amaretti di Pallanza, un’eccellenza da preservare com’erano un tempo, con la loro forma originale, fenditure e scatola di latta inclusa. Subito da tutelare con la De.Co., assieme al Dolce Camelia di Renato Baudo, altra eccellenza da recuperare.

    La camelia bianca di Savioli potrebbe diventare quell’icona identitaria per Verbania che manca. Il logo del city branding su cui incardinare quel piano integrato che è sempre mancato.

    Portare l’Oriente a Verbania, l’arte siamese, le stampe giapponesi, le armature, le lance e le spade dei samurai, la cerimonia del tè, le ceramiche, le teiere, organizzare gli International Tea Days, un’opportunità culturale e turistica da creare.

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