Volare – Volontariato, anziani e rete di eccellenza – è un progetto di contrasto alla solitudine di cui Anteas è capofila, finanziato dal Ministero delle Politiche Sociali, e il Vco è l’unica provincia piemontese a farne parte. Irmo Caretti di Anteas Vco spiega che il progetto è dedicato a persone anziane fragili che soffrono tuttora di pesanti ricadute della pandemia sulla loro qualità di vita. L’attività svolta in questo ambito si affianca a quella di analoghe iniziative come “La Cura è di Casa” portata avanti da Anteas con Federazione Nazionale Pensionati Cisl, Consorzio Servizi Sociali del Verbano, amministrazioni locali e Fondazione Comunitaria” del Vco. Verbania, Anzola d’Ossola, Baveno e Pettenasco sono i Comuni interessati dal progetto, che mira a incentivare l’attività fisica camminando, pedalando o facendo ginnastica dolce con guide esperte, ma anche a stimolare approfondimenti relativi a storia locale, laboratori di pittura, dialetto e recupero della lingua dialettale, cucina, alimentazione. Ecco di seguito in dettaglio il programma del progetto.
Una rete territoriale, per superare iul nuovo malessere che la Pandemia da COVID 19 ha generato, soprattutto nelle persone anziane e particolarmente fragili. Una rete sociale per far tornare a rivivere il piacere e la voglia di socialità.
Gli obbiettivi del Progetto hanno l’ambizione di raggiungere un consistente numero di persone ultra settantenni attraverso azioni culturali, didattiche, di svago e di attività motorie assistite e di gruppo. Esse si svilupperanno su quattro specifici territori comunali, diversi tra loro per densità abitative, tradizioni storiche e caratteristiche urbane e saranno distinte in base al periodo di stagionalità.
Complessivamente aspiriamo a coinvolgere circa 200/250 persone con carattere continuativo e almeno altre 100 occasionalmente.
Si opererà in sinergia con le strutture della FNP e della Cisl categorie; con un Consorzio dei Servizi Sociali; con il supporto della Fondazione Comunitaria del Vco e con le disponibilità organizzative delle Amministrazioni locali, soprattutto dei loro Assessori alle Politiche Sociali e al Turismo.
Nel periodo estivo, giugno /settembre 22 e aprile/maggio 23
- SOCIALIZZARE CAMMINANDO: passeggiamo sul territorio alla scoperta della natura e della storia locale, con accompagnatori esperti. Almeno 3 uscite
- PEDALANDO IN “LEGGEREZZA”: con utilizzo delle EBIKE comunali. Almeno 1/2 uscite.
- Fine programmazione si prevede una giornata in cui oltre alla “socializzazione culinaria” si proietteranno le fotografie scattate nelle giornate di attività.
- Queste azioni verranno fatte su due Comuni e si ipotizza possano coinvolgere circa 80 persone.
Nel periodo autunnale, ottobre/novembre 22
- FACCIAMO ARTE: laboratori di pittura, manipolazione di creta/ceramica e scambio di esperienze intergenerazionali; anziani e bambini delle classi elementari. Ipotesi di persone coinvolte circa 15/20 anziani e 10/15 ragazzi.
Altre azioni del Progetto:
- LETTERALCAFFE’: giornate di letture e approfondimenti di testi riguardanti la cultura, la storia e le tradizioni del territorio con la partecipazione di insegnanti ed esperti locali.
Si ipotizzano almeno 5/6 pomeriggi con il coinvolgimento di circa 60/70 persone.
- IL DIALETTO, MEMORIA ED ESPERIENZA DI UN TEMPO CHE FU: due giornate sul recupero della lingua dialettale e sui canti dialettali che hanno fatto la storia delle nostre Comunità.
- Persone che si ipotizza di coinvolgere circa 50.
- LA CUCINA, DAI NONNI AI NIPOTI: un breve corso di cucina in cui si insegnano i piatti semplici della gioventù dei nonni ai nipoti. 4/5 giornate nel periodo invernale.
- ELASTIZZIAMOCI: Durante tutta la fase del progetto almeno 8 corsi di 10 gg. Di attività motoria di ginnastica dolce tenute da istruttore professionale e abilitato. Anziani coinvolti oltre 90/100.
- LA CONOSCENZA CI AIUTA: si ipotizzano almeno 6 incontri / dibattito su tematiche riguardanti l’alimentazione in età avanzata, la conoscenza delle patologie tipiche della terza età, ma anche argomenti propri del contesto e delle problematiche che stiamo vivendo.
Come si vede pertanto l’obbiettivo del progetto, parte dal volere far uscire le persone anziani dalla solitudine ambientale in cui si sono rifugiate per ricostruire in loro la voglia di socialità e di vita di comunità; per poi passare a dare loro un ruolo attivo nelle varie attività muscolari emozionali e culturali e per finire per chiedergli di trasportare il bagaglio delle loro conoscenze ai più giovani attraverso azioni di scambio intergenerazionali. Senza mai lasciarli soli ma sempre accompagnati da soggetti esperti e professionisti abilitati.