La Regione Piemonte ha approvato i progetti previsti dal bando “PieMonta in bici” per i quali ha destinato 30 milioni di euro al fine di realizzare tre ciclovie strategiche. L’intervento riguarda l’area Unesco tra Alba e Canelli, la zona delle Residenze reali tra Stupinigi e Venaria e il Lago Maggiore con i Comuni di Stresa, Baveno e Verbania. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore ai Trasporti, Marco Gabusi, parlano di un passo decisivo verso un sistema di mobilità sostenibile moderno e diffuso. Questi interventi nascono da una visione chiara: collegare persone e luoghi, valorizzare il patrimonio Unesco, sostenere il turismo e offrire alternative reali all’uso dell’auto. È un risultato importante, frutto del lavoro di squadra tra Regione ed enti locali, che conferma il Piemonte tra le regioni più attente alla sostenibilità e alla qualità della vita. I fondi sono stati assegnati al Comune di Alba, alla Città metropolitana di Torino e alla Provincia del Verbano Cusio Ossola, che hanno presentato i Progetti di fattibilità tecnico-economica valutati positivamente dalla Commissione regionale. Con l’approvazione si apre la fase attuativa, che prevede l’avvio delle Conferenze dei servizi per ottenere pareri e autorizzazioni necessarie alla costruzione delle opere. I 10 milioni di euro per la Provincia del Vco sono destinati alla Ciclovia del Lago Maggiore, con lo sviluppo di piste ciclabili per circa 9 chilometri lungo le sponde e nelle valli circostanti, completando l’anello tra Stresa, Baveno e Verbania.



È urgente che il Comune di Verbania realizzi piste ciclabili urbane e ripensi i parcheggi: solo così si libera lo spazio oggi occupato dalla sosta selvaggia e si collega la rete locale alla ciclovia.
I parcheggi devono essere compattati, automatizzati e progettati senza rampe inutili, per usare ogni metro con efficienza e restituire strade e marciapiedi alle biciclette. Liberare la sosta lungo le carreggiate non è un vezzo estetico: è sicurezza, spazio per i pedoni e aria più pulita.
Non si può trasformare la ciclovia in un corridoio isolato. Serve una rete integrata: piste continue collegate ai trasporti pubblici e ai parcheggi di scambio, segnaletica chiara, illuminazione, barriere verdi e manutenzione programmata. Evitare soluzioni improvvisate che riducono la sicurezza: pendenze rampe e superfici devono rispettare standard tecnici obbligatori; le corsie urbane vanno protette e mantenute.
La sicurezza dei ciclisti è un diritto civico. Quando una pista è impercorribile, quando il lungolago diventa un percorso a ostacoli, la città tradisce i più fragili. Investire in piste di qualità non è sprecare denaro: è risparmiare vite, smog, congestione e costi sanitari. Ogni chilometro ben fatto moltiplica benefici: meno auto, aria più pulita, cittadini più sani e turismo lento che resta e spende.
Le priorità sono misurabili: standard per pendenza delle rampe in corrispondenza delle intersezioni, segnaletica e led marker, corsie protette, manutenzione e coinvolgimento della comunità ciclistica nella verifica dei progetti. Chi governa decida: proteggere i più deboli sulle strade o accontentare il rumore e il traffico dell’auto ferma. Se la Regione ha indicato la strada, tocca alle amministrazioni locali percorrerla con concretezza: piste sicure, parcheggi moderni, spazi restituiti alla vita. Verbania ne guadagnerà in qualità, salute e bellezza.