FALLIMENTO DEL REFERENDUM, I PRIMI COMMENTI

FALLIMENTO DEL REFERENDUM, I PRIMI COMMENTI

Dopo il fallimento del referendum sul passaggio della Provincia del Vco in Lombardia, registriamo i primi commenti ricevuti.

GIUSEPPE GRIECO, SEGRETARIO PROVINCIALE PD

Dall’esito della chiamata alle urne per i cittadini del Verbano Cusio Ossola scaturiscono le seguenti riflessioni del Partito Democratico:

  1. L’affluenza alle urne, più bassa di qualsiasi previsione, lascia presagire che gli abitanti del VCO non cercano illusorie scorciatoie per migliorare le proprie condizioni di vita.
  2. Il numero di NO testimonia il fatto che l’insuccesso della proposta referendaria non è dovuta solo a disinteresse ma anche a contrarietà: non si vuole diventare lombardi. La proposta referendaria ha ricevuto il consenso del 27% della popolazione. Il PD, unico partito ad aver invitato a votare NO, esprime soddisfazione.
  3. Il PD si chiede se non vi sia stata troppa fretta e poca lungimiranza, da parte dei promotori e del governo, nel proporre ed indire la costosa consultazione elettorale in tempi così ristretti. Il referendum sarebbe passato in 1 solo dei 77 comuni del Verbano Cusio Ossola. 
  4. Le energie del PD saranno ora profuse nel tentativo di vedere maggiormente riconosciute le condizioni di maggiore difficoltà derivanti dal vivere ed amministrare un territorio montano e poco densamente abitato.

ASSOCIAZIONE ALPI

L’Associazione ha deciso di rispettare i cittadini e la comunità del VCO senza prendere, come è noto, una posizione nella campagna elettorale. Questo perché il Referendum sul passaggio in Lombardia ci è sembrato strumentalizzato politicamente e organizzato da un comitato chiuso. Questa sera registriamo l’annunciato fallimento del Referendum. Crediamo che l’unico antidoto efficace per le problematiche del VCO e delle altre “terre di confine” sia l’Autonomia e la contestuale salvaguardia di realtà rurali ed aree montane. In questo solco, da subito, si è mosso il nostro Presidente Luca Bona, in sede di Consiglio Regionale: suo è l’Ordine Del Giorno grazie al quale da oggi possiamo parlare di Autonomia Differenziata, Autonomia che vede le ultime battute in commissione proprio questa settimana e su cui Bona è impegnato per inserire le stesse prerogative che si assumono Lombardia e Veneto per le aree montane.

MIRELLA CRISTINA, COMMISSARIO PROVINCIALE E DEPUTATA DI FORZA ITALIA

Il mancato raggiungimento del quorum nel referendum sul passaggio del Vco dal Piemonte alla Lombardia era ampiamente prevedibile. Ciononostante, non si può ignorare il profondo malessere che in questi mesi è emerso nei confronti dell’amministrazione regionale. Le piogge di milioni promesse nelle ultime settimane dimostrano che la giunta di centrosinistra (nonostante un vicepresidente del Vco) ha volutamente ignorato la nostra provincia: poteva essere più presente ma non l’ha fatto solo finché non si è discusso di un ipotetico passaggio alla Lombardia. Ad essere sconfitti da questo referendum non sono quindi solo i suoi promotori, ma anche il Pd.  Sarebbe decisamente sbagliato attribuire il mancato quorum al disinteresse dei cittadini: l’astensione è anche una scelta consapevole, prevista oltretutto dalla Costituzione. Non si può non notare poi come ai tanti post sui social network non siano corrisposti altrettanti “sì”, segno che la cosiddetta maggioranza silenziosa esiste ancora: una maggioranza che non ha problemi nell’essere piemontese, se la Regione Piemonte governa bene. Al centrodestra, unito e senza certi personalismi e arrivismi, spetta ora il compito di costruire una proposta seria e credibile in vista delle elezioni regionali di maggio. Forza Italia è convinta che la bocciatura del referendum dia credibilità al progetto di maggiore autonomia amministrativa del Piemonte, nel quale può inserirsi il tema dell’istituzione della Zona Economica Speciale del Vco.

MASSIMO BOCCI

Riassumiamo: i cittadini del VCO con -una certa nettezza direi – hanno stabilito che vogliono continuare a rimanere piemontesi.  Ed ora che cosa accade?  Il comitato del SI dichiara che si costituirà in comitato permanente e che continuerà nelle sue richieste alla Regione la prima delle quali sarà quella di chiedere un posto “sicuro” in consiglio regionale per il nostro territorio.  Ma allora io mi domando: – per queste richieste che passano attraverso il consiglio regionale non ci sono i partiti ? Magari anche quelli a cui appartengono i promotori del referendum….; – se si doveva costituite un comitato di “pressione” nei confronti della Regione Piemonte ( strategia che posso anche capire ) era necessario arrivare a questo referendum che – come si prevedeva – non ha portato nulla se non 400.000 € di costi per i nostri comuni ( quindi 400.000 € meno di servizi ed investimenti )?
CONCLUSIONE: forse è meglio che tutti assieme smettiamo di guardare il dito e guardiamo un po’ anche la luna ….. o le liste per le prossime elezioni ?

IL GRANDE NORD VCO

Non è mai bello dire “te l’avevo detto” ma questa volta non riusciamo proprio a farne a meno. Il dato dell’affluenza che supera di poco il 30 per cento degli aventi diritto dimostra che gli elettori hanno capito che si trattava di un’idea improvvisata tanto per dar visibilità a qualche politico che l’aveva persa. Meno male che i cittadini del VCO si sono dimostrati più saggi dei proponenti. Ci aspettiamo ora che questi fini politici e quegli amministratori che li hanno sostenuti, consapevoli d’aver alleggerito le casse Provinciali e Comunali di oltre 400.000 euro, senza contare le ore di straordinario dei dipendenti comunali, in caso di neve prendano la pala in mano e vadano a spalare. Ma siamo certi che non si arrenderanno, hanno già messo i piedi in due scarpe, ora inizieranno la battaglia per una maggiore autonomia del Piemonte o della Provincia o del Quartiere… qualcosa si inventeranno, tanto non pagano loro.

MARCO ZACCHERA

Se l’ 83% dei votanti si è espresso per il SI , largamente maggioritario in tutti i comuni del VCO, non si può parlare di “divisione” ma semmai di “plebiscito” della provincia a favore del SI.  E’ verissimo che ha votato solo il 33,22 % ma se contiamo gli elettori all’estero, ufficialmente impossibilitati a farlo, siamo già al 40% dei votanti. Ricordiamoci che all’ultimo referendum a Verbania votò il 12% e al ballottaggio per l’elezione del sindaco Marchionini – sempre a Verbania – votarono 10.508 elettori, ovvero pochi più di quelli di ieri, mentre ad Omegna al ballottaggio votò il 46%.  La gran parte dei “non votanti” non lo ha fatto per scelta “piemontese” ma perché non interessato al problema, per menefreghismo e soprattutto per scetticismo sul risultato, visto che si sapeva benissimo che raggiungere il “quorum” sarebbe stato estremamente improbabile.” Se si fosse votato in concomitanza con le elezioni europee, regionali o comunali il quorum probabilmente sarebbe stato raggiunto, i SI avrebbero stravinto e si sarebbero risparmiati un mucchio di soldi. . Inoltre tutti hanno potuto constatare come non ci fosse alcun clima elettorale salvo che per gli “addetti ai lavori. Nonostante ciò l’ 83% della “minoranza attiva” si è espressa chiaramente per il SI e questo legittima l’impegno di chi ha avuto il coraggio di porre il problema: la preferenza espressa degli elettori su questo problema è stata chiarissima e nasconderlo sarebbe profondamente ingiusto. Noto poi importanti risvolti politici soprattutto su Verbania, insiste Zacchera : per il NO si erano espressi chiaramente Reschigna, la sindaco Marchionini, il PD e la sinistra, ma hanno raccolto in totale solo 1.515 voti. Oggi meno del 5% dei verbanesi si sente quindi sponsor di Torino ed ha accolto il loro invito ufficiale a votare NO, e questo mi pare sottolinei il distacco della città con chi ufficialmente la rappresenta sia livello locale che regionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIORGIO TIGANO, Fronte Nazionale

Il Fronte non condivide gli entusiastici comunicati di alcuni politici come Chiamparino, Borghi, Cristina, e altri che enfatizzano o interpretano la bocciatura del referendum per l’annessione alla Lombardia come una vittoria della volontà popolare. E’ esattamente il contrario ! Lo dimostra il forte scarto dei consensi a favore del SI sul 33% dei votanti : 83% contro solo il 17% dei NO. A parte Verbania con l’ 82% , schiacciante consenso a Domo e Valli con l’89% e nella stessa Omegna con il 68% di SI. Con questi risultati , se si fosse superato il Quorum è impensabile una prevalenza del NO. Dunque vittoria politica del SI. Ma ha perso la Democrazia e i Politici o i commentatori di turno lo sanno benissimo. Nella vicina Svizzera, esempio di Democrazia Diretta, ove i referendum sono il vero fondamento della volontà popolare, il quorum non esiste ! Lì chi non si è fatto un’idea sul quesito o non vuole esprimersi delega i votanti alla decisone. Nel VCO, pur considerando  che chi non voleva schierarsi aveva l’opzione della scheda bianca, è prevalsa, per paura della reale volontà popolare, la campagna “porta a porta” dell’astensione e del boicottaggio politico.

MICHAEL IMMOVILLI

5300 firme per il referendum sono diventate 50.000 votanti con il 33.20% un elettore su 3 ha scelto. Il dato politico e’ che il cambiamento e’ in atto,  non rendersi con che il Verbano Cusio Ossola e’ in sofferenza e ha voglia di cambiare e’ da ottusi. Ora il Piemonte deve darci subito due cose, l’autonomia e 18 milioni di euro dei Canoni Idrici. Vincerà il SI con una percentuale schiacciante. Ha vinto il quorum, ha perso la democrazia.

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