FONDAZIONE SACRA FAMIGLIA: DEL TUTTO INFONDATE LE NOTIZIE DI PRESUNTI TAGLI RETRIBUTIVI

FONDAZIONE SACRA FAMIGLIA: DEL TUTTO INFONDATE LE NOTIZIE DI PRESUNTI TAGLI RETRIBUTIVI

Dopo l’articolo pubblicato ieri sulla vertenza della Sacra Famiglia  e sul relativo intervento dell’onorevole Mirella Cristina, riceviamo e pubblichiamo integralmente la seguente nota stampa con cui la Fondazione Sacra Famiglia puntualizza aspetti storici e situazione attuale della vicenda.

Un po’ di storia

A metà degli anni 2000 in Italia è avvenuto un cambiamento importante: le attività di Fondazione Sacra Famiglia e di tutte le realtà analoghe, sono state classificate e remunerate da parte delle diverse Regioni italiane come attività sociosanitarie e non più sanitarie.

A seguito di ciò, dal 1° aprile 2008 Sacra Famiglia ha cominciato ad applicare il principale contratto di lavoro del mondo sociosanitario, firmato con Uneba, l’Associazione di rappresentanza a cui Fondazione Sacra Famiglia aderisce. Contestualmente a tale passaggio, veniva sottoscritto un Contratto Integrativo Aziendale che riconosceva per alcuni anni gran parte delle normative del precedente contratto della sanità privata (Aris) ai lavoratori già in servizio, in vista di una futura armonizzazione, perché a tutti i lavoratori fosse applicato il medesimo contratto.

Il Contratto Integrativo Aziendale (CIA), dopo varie proroghe, è giunto a scadenza il 31/12/2019. Consapevoli di questo termine non più rinviabile, la Fondazione e le rappresentanze sindacali si sono messe al lavoro da più di un anno per la definizione di un nuovo Contratto Integrativo, al fine di adeguare alla realtà di Sacra Famiglia il contratto Uneba.

La situazione attuale

Il 15 gennaio scorso si è concluso, purtroppo senza alcun accordo, l’ultimo degli incontri sindacali programmati con la Rsu e alcune Organizzazioni Sindacali sul possibile nuovo Contratto Integrativo Aziendale. Con rammarico Fondazione ha dovuto constatare come non ci fossero le condizioni per chiudere un accordo, nonostante i passi fatti da entrambe le parti.

Su alcune questioni si era registrata infatti una sostanziale intesa, come, ad esempio, su aumenti contrattuali anche superiori a quelli previsti dall’ipotesi di accordo del contratto Uneba, i lordi mensili (per 14 mensilità), la conferma della copertura al 100% per i periodi di astensione di maternità obbligatoria per le lavoratrici Uneba. Non ci nascondiamo certo come altri temi fossero rimasti sul tappeto, ma riteniamo di aver di fatto onorato l’impegno di cercare un’intesa che non penalizzasse economicamente i lavoratori rispetto ai trattamenti salariali oggi in essere.

Complessivamente, fra le diverse misure proposte, Sacra Famiglia ha infatti messo sul tavolo miglioramenti economici per i lavoratori ex Aris superiori a 1 milione di euro annui, in aggiunta a quanto previsto dal rinnovo del Contratto Nazionale Uneba. Di fronte a richieste ancora più elevate, però, la Fondazione si è dovuta fermare, dovendo salvaguardare l’altro interesse comune, cioè garantire la sostenibilità economica futura di Sacra Famiglia e i posti di lavoro di tutti. Senza entrare nel dettaglio delle rivendicazioni sindacali riportate dalla stampa, Fondazione sottolinea quindi con forza come le affermazioni relative a presunti tagli retributivi siano del tutto infondate.

 

 

 

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