FORZA ITALIA RACCOGLIE FIRME CONTRO LA PRESSIONE FISCALE

FORZA ITALIA RACCOGLIE FIRME CONTRO LA PRESSIONE FISCALE

Da domani, sabato 23 novembre, gazebo in piazza per la raccolta firme promossa da Forza Italia almeno fino alla fine dell’anno a sostegno di una proposta di legge che introduca nella Costituzione un limite alla pressione fiscale. Inoltre Forza Italia invierà una lettera alle associazioni di categoria e agli operatori economici per illustrare i contenuti della propria iniziativa.  Questa proposta di modifica della Costituzione – spiega il coordinatore provinciale Massimo Manzini – prevede l’inserimento di un limite del 30% al prelievo fiscale applicabile ai cittadini. Oggi la pressione fiscale è pari al 42,5% ma la manovra 2020 introduce nuove tasse che non potranno che far aumentare questo dato. Secondo la Cgia di Mestre ogni cittadino italiano paga oltre 12.000 euro di tasse all’anno: troppo. Dal 2011 ad oggi sono state fatte manovre per centinaia di miliardi di euro ma il debito pubblico ha continuato a salire, i consumi sono stati depressi e la crescita è stata nulla. Mettere un limite al potere dello Stato sulla pressione fiscale è giusto: pagare le tasse è un dovere, ma oltre una certa misura può essere visto come un sopruso. Inoltre, questo limite indurrebbe anche a migliorare la spesa pubblica, perché si conoscerebbero le entrate e sarebbe necessario gestirle nel modo migliore.

Aggiunge la deputata Mirella Cristina: La Carta Costituzionale è l’unica che ci può tutelare, per questo riteniamo necessario inserirvi questo limite. Scendendo in piazza ribadiamo anche la nostra contrarietà a questo governo fatto di tasse e manette, oltre che di poltrone. La legge di bilancio viene presentata dicendo che serve a scongiurare l’aumento dell’IVA: vero, ma ci sono 10 miliardi di altre tasse in più rispetto al 2019 che colpiranno tutti (ad esempio sulle accise sul gasolio o sui buoni pasto) e non sono disinnescati gli aumenti automatici dell’IVA sul 2021, dunque il problema è solo rinviato. Il contrasto all’evasione viene poi fatto con un sistema sempre più invasivo sui piccoli contribuenti, non sui grandi evasori. E anziché incentivare le imprese, con le nuove norme sui reati fiscali le si ammazzeranno, introducendo molti nuovi adempimenti. Ci sarà anche un carico ulteriore sulle procure e sui tribunali.  La riduzione del cuneo fiscale è un miraggio, 40 euro mensili a chi ha già uno stipendio: meglio sarebbe stato sostenere l’imprenditorialità oppure il reimpiego degli over 50. Il reddito di cittadinanza non sta creando lavoro, la media dei contratti firmati ogni mese è calata e intanto questa misura costa oltre 7 miliardi di euro all’anno. Non parliamo poi dell’annunciato pignoramento dei conti correnti da parte dei Comuni per multe e tributi non pagati dopo 60 giorni: bisogna ricordare che non c’è solo chi non paga volutamente, ma anche chi non può farlo e pignorare il conto corrente non è giusto, magari a fronte di una multa non corretta: quante ne vengono annullate dal giudice di pace…

Duro anche il giudizio del coordinatore verbanese Pietro Morelli sulla legge di bilancio 2020: Speravo che questo Governo, quando è entrato dalla porta di servizio, guardasse subito alle piccole imprese e alle partite Iva, che sono la spina dorsale di questo Paese, invece si tassa chiunque. Mi sembra più la Santa Inquisizione che un governo democratico.

Nella foto da sinistra Morelli, Manzini, Cristina

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