Nella riunione della Rappresentanza dei Sindaci dell’Asl Vco, si è discusso delle sei aree candidate per ospitare il nuovo ospedale del Verbano Cusio Ossola. Le sei proposte saranno inviate domani in Regione al governatore Alberto Cirio e all’Assessorato alla Sanità e la Regione valuterà con una specifica commissione le proposte pervenute per procedere alla scelta. Ricordiamo che le candidature giungono dalle amministrazioni di Verbania (area di Fondotoce), Domodossola, Gravellona Toce, Ornavasso, Piedimulera e Villadossola.
NELLE IMMAGINI l’area proposta da Verbania tra la città e Gravellona Toce


La sanità d’eccellenza nasce dalle alleanze. Il sindaco di Verbania ha davanti a sé una sfida: proporre un progetto per trasformare il Castelli in un polo oncologico d’avanguardia, a prescindere da quella che sarà la sede del futuro ospedale generalista unico.
Offrire il Castelli ai centri oncologici di riferimento – San Raffaele, IEO, università lombarde – significa mettere sul tavolo aree dedicate, percorsi clinici distinti, adeguamenti infrastrutturali mirati e un’offerta tecnico‑economica concreta per ridurre il pendolarismo sanitario.
Con la ASL va definito uno spazio clinico stabile, una governance condivisa, programmi integrati di ricerca e formazione e un accesso organizzato ai pazienti del VCO e del Canton Ticino: così la proposta diventa credibile e sostenibile. Studi sintetici di domanda e stime sui volumi oncologici ne dimostreranno la fattibilità economica.
Il sindaco deve assumere il ruolo di regista: costruire una coalizione con Provincia, ASL, partner scientifici, atenei, associazioni di pazienti per garantire consenso, risorse e tempi certi. Le leve operative sono chiare: procedure efficienti per le autorizzazioni, hub logistico per la ricerca, facilitazioni fiscali locali e accordi transfrontalieri per attrarre utenza ticinese. Un protocollo condiviso di qualità clinica e integrazione digitale assicurerà standard uniformi per tutte le patologie oncologiche.
Occorrono pianificazione rigorosa, memorandum d’intesa pilota e piano finanziario basato su modelli misti – tariffe, contratti di ricerca e fondi europei – oltre a programmi di formazione e percorsi per la stabilità occupazionale che valorizzino le competenze locali.
Con determinazione il sindaco può consegnare al territorio un nuovo Castelli che cura con eccellenza, forma professionisti, sviluppa ricerca e competenze, restituendo al VCO un servizio sanitario di valore.