LA PETIZIONE DEL “COMITATO STOP 5G VCO”

LA PETIZIONE DEL “COMITATO STOP 5G VCO”

Ecco il testo definitivo della petizione inviata a Presidente della  REPUBBLICA, Presidente del SENATO, Presidente della CAMERA, Sindaci dei Comuni del Verbano Cusio Ossola su cui il COMITATO STOP 5G VCO raccoglie le firme sabato 25 gennaio nella mobilitazione indetta in occasione della GIORNATA INTERNAZIONALE STOP 5G, dalle ore 14 alle 18 in Piazza Ranzoni  o in caso di pioggia sotto i portici dell’ex municipio nella medesima piazza.

I sottoscritti cittadini sono estremamente preoccupati dalle notizie che riguardano l’implementazione del nuovo sistema per la telefonia mobile 5G.

Il 5G è una forma di sperimentazione preliminare, in assenza di qualunque studio di valutazione ambientale o di salute e di fatto viene installato:

– Violando palesemente il principio di precauzione della legislazione Europea, senza svolgere la dovuta, e preventiva, valutazione ambientale strategica (VAS).

– Non rispettando  l’Ordinamento giuridico italiano che col d.lgs. n. 152/2006, conosciuto altresì come “Codice dell’Ambiente”, all’art. 301 comma I, stabilisce che “in applicazione  del principio di precauzione di cui all’articolo 174, paragrafo 2 del Trattato CE, in caso di pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l’ambiente, deve essere assicurato un alto livello di protezione”.

– Non ottemperando quanto previsto dalla Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici (L. 36/01) che  si pone come obiettivo quello di “…minimizzare l’intensità e gli effetti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici secondo le migliori tecnologie disponibili.”

– senza adeguati limiti di esposizione basati sugli effetti biologici e su esposizioni croniche.

– in assenza di strumenti tecnici e normativi utili al monitoraggio di questo specifico standard di trasmissione/ricezione.

– in presenza di una massiccia quantità di studi indipendenti che dimostrano che le radiazioni elettromagnetiche artificiali, provenienti dal 2G, dal 3G, dal 4G  già in essere e a cui il 5G si aggiungerà e da una serie di altri simili fonti, sono dannose alla salute pubblica e all’ecosistema.

– Senza tenere conto che nel 2011 il Consiglio d’Europa con la risoluzione 1815 chiede al punto 8.1.4 di prestare «particolare attenzione alle persone “elettrosensibili”»;

Tutta la popolazione è attualmente esposta a Campi Elettromagnetici (CEM) ad alta e bassa frequenza che hanno fatto aumentare, nei paesi industrializzati, il livello di esposizione in ambienti interni di 5.000 volte dal 1985 al 2005; a questo si aggiunge ora il 5G (“5th Generation”) che userà le bande 700 MHz, 3.4-3.8 GHz, 26 GHz e, successivamente, le bande comprese nella gamma tra 24.25 e 86 GHz (Fonte: AGCOM) che potrebbero raggiungere i 300 Ghz e che coprirà il 98% della Terra grazie a milioni di antenne e migliaia di satelliti, cosi cambiando radicalmente le condizioni ambientali del Pianeta. La tecnologia 5G è già stata consentita su circa 4 milioni di cittadini italiani senza alcuna autorizzazione specifica da parte dei Ministeri competenti, in particolare di quello della Salute.

Migliaia di studi attestano come gli effetti biologici dei CEM vadano ben oltre la sola azione di riscaldamento acuto e siano principalmente riferibili a: stress ossidativo, alterazione dei canali del Calcio, alterazione della conformazione delle proteine, alterazioni nell’espressione genica.

Come documentato ormai da una vastissima letteratura scientifica l’esposizione alle radiofrequenze rappresenta un rischio per tutte le forme di vita, comprese api ed insetti utili, così come è particolarmente inquietante l’azione sui batteri, in cui è stata dimostrata l’insorgenza di antibiotico resistenza. Nell’uomo sono stati descritti disturbi neuro-comportamentali e del neurosviluppo, alterazioni neurologiche, alterazioni spermatiche, disturbi metabolici ed endocrini, alterazioni del ritmo cardiaco. 

Per quanto attiene l’azione cancerogena i CEM sono stati classificati come cancerogeni possibili (2B) nel 2011 dalla IARC (aumentato rischio di gliomi cerebrali e neurinomi). Ampie metanalisi di studi caso/controllo pubblicate dopo il 2011 hanno dimostrato che per uso prolungato (10 anni) o per esposizione oltre 1640 ore al telefono mobile vi è un incremento statisticamente significativo di tumori cerebrali, in particolare glioblastomi, variabile dal +32% al + 44%. Studi in vivo condotti dal National Toxicology Program e dall’Istituto Ramazzini pur se condotti con esposizione degli animali a tipi diversi di radiofrequenze (telefoni cellulari per lo studio NTP e stazioni radio base per lo studio Ramazzini) hanno dimostrato incremento negli animali della medesima tipologia di tumori a livello cardiaco e delle guaine nervose.

A seguito di queste recenti acquisizioni la riclassificazione della cancerogenicità delle radiofrequenze è stata inserita fra le priorità dalla IARC. Il Consiglio d’Europa raccomanda agli stati membri di fissare soglie preventive che non superino gli 0,6 Volt/metro e di ridurre questo valore a 0,2 V/m, ma dall’altro, la Commissione Europea spinge per la commercializzazione su larga scala del 5G con cui si prevede un aumento dei limiti fino a 61 V/m. 

Appare in particolare urgente conoscere il rischio di tumori cerebrali in bambini ed adolescenti in relazione all’esposizione ai telefoni cellulari, il cui uso è sempre più massivo ed avviene in età sempre più precoce.

PER TUTTI  I MOTIVI SOPRAELENCATI  I SOTTOSCRITTI FIRMATARI  DELLA  PETIZIONE CHIEDONO               

UNA MORATORIA

ovvero che non venga consentita la realizzazione impianti per utilizzare la tecnologia 5G sino a quando non saranno effettuati seri studi indipendenti che documentino in maniera definitiva la nocività o meno per la salute umana di questa tecnologia e sino a quando non si renderanno disponibili strumenti tecnici e normativi adeguati alla tutela della salute pubblica.

  1. “Il 5G è una forma di sperimentazione preliminare, in assenza di qualunque studio di valutazione ambientale o di salute” FALSO: DI STUDI CE NE SONO TANTI.
    “Non ottemperando quanto previsto dalla Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici” ALLORA NELLA PETIZIONE CHIEDETE ANCHE L’ABOLIZIONE DI OROLOGI E PACE MAKER, PERCHE’ ANCHE QUELLI ESPONGONO A CAMPI ELETTROMAGNETICI.
    “senza adeguati limiti di esposizione basati sugli effetti biologici e su esposizioni croniche” DITE VOI COME SI POSSONO STUDIARE GLI EFFETTI CRONICI DI QUALUNQUE EMISSIONE, OROLOGI COMPRESI? NESSUNO AL MONDO C’E’ ANCORA RIUSCITO.
    “in assenza di strumenti tecnici e normativi utili al monitoraggio di questo specifico standard di trasmissione/ricezione” FALSO, L’ARPA MONITORA TUTTE LE EMISSIONI PERICOLOSE.
    “in presenza di una massiccia quantità di studi indipendenti che dimostrano che le radiazioni elettromagnetiche artificiali, provenienti dal 2G, dal 3G, dal 4G già in essere e a cui il 5G si aggiungerà e da una serie di altri simili fonti, sono dannose alla salute pubblica e all’ecosistema” FALSO: ESISTE SOLO UNO STUDIO CON ESITO A VOSTRO FAVORE E ANCHE QUELLO E’ CONTROVERSO. E OVVIAMENTE RIFERITO A TOPI, NON A PERSONE.
    “La tecnologia 5G è già stata consentita su circa 4 milioni di cittadini italiani senza alcuna autorizzazione specifica da parte dei Ministeri competenti” FALSO: LE COMPAGNIE TELEFONICHE SONO STATE AUTORIZZATE A FARE LE SPERIMENTAZIONI, NON LO FANNO DI NASCOSTO O SENZA AUTORIZZAZIONE.
    “Migliaia di studi attestano come gli effetti biologici dei CEM vadano ben oltre la sola azione di riscaldamento acuto” BUFALA PERCHE’ GLI EFFETTI SI HANNO SE L’ESPOSIZIONE A CEM E’ SUPERIORE AI LIMITI INTERNAZIONALI. E CONSIDERATE CHE I LIMITI ITALIANO SONO DI GRAN LUNGA PIU’ SEVERI DI QUELLI INTERNAZIONALI.
    “batteri, in cui è stata dimostrata l’insorgenza di antibiotico resistenza” BUFALA: COSA C’ENTRANO I CEM CON LA RESISTENZA AGLI ANTIBIOTICI?

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  2. L’implementazione del sistema 5G secondo il Biochimico e Ricercatore statunitense Martin Pall, uno dei massimi scienziati e ricercatori di fama mondiale, modificherà i genomi umani, riducendo la capacità riproduttiva degli essere umani con conseguenze gravissime. Martin Pall ha identificato importanti meccanismi che legano le micronde a importanti malattie e condanna duramente la proliferazione delle radiazioni nella regione delle microonde. Il pensiero di Pall è condiviso da altri insigni scienziati che hanno studiato gli effetti biologici dei campi elettromagnetici quali Olle Johansson, Devra Davies, Martin Blank e Magda Havas. Altri scienziati italiani chiedono di fermare l’implementazione del 5G per avviare una ricerca che utilizzi radiazioni reali e non simulate e sono Fiorella Belpoggi capo area Ricerca dell’Istituto Ramazzini di Bologna, Fiorenzo Marinelli Genestista Molecolare e Ricercatore del CNR di Bologna, prof. Livio Giuliani Dirigente della Ricerca ISPESL, prof. Angelo Gino Levis che insegna Mutagenesi Ambientale all’Università di Padova.
    La realizzazione del sistema 5G è iniziata senza ottenere l’autorizzazione del Ministero della Salute ne tantomeno dell’ INAIL (che ha assunto le competenze dell’ISPESL in materia di sicurezza). L’autorizzazione al 5G non ha tenuto conto del Principio di Precauzione di cui all’art. 174 del Trattato Europeo recepito dal d.lgs 152/2006 all’art. 301. Esso afferma che in caso di pericoli anche potenziali che concernono l’ambiente o la salute l’implementazione di nuove tecnologie va fermata.
    Per quanto attiene ai limiti previsti dalla legge italiana per permanenze di almeno 4 ore è fissato il valore di 6 V/m; il Consiglio d’Europa ha indicato come valore massimo dei campi elettromagnetici quello di 0,6 V/m con l’impegno di ridurlo a 0,2 V/m.
    Sono stati presentati recentemente i risultati di due ricerche condotte su ratti (scelti in quanto con struttura biologica molti simile a quella umana) posti a contatto con campi elettromagnetici 2G e 3G. Le ricerche, durate 10 anni, sono state condotte dall’istituto Ramazzini di Bologna (antenne telefonia mobile) e dal National Toxicology Program statunitense sui telefoni cellulari. Entrambi gli studi hanno riscontrato un significativo incremento di tumori al cuore (rarissimi finora) e al cervello. Gli studi sono stati inviati allo IARC che valuterà se considerare i campi elettromagnetici sicuri cancerogeni. Attualmente sono ritenuti “possibili cancerogeni”.

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  3. Mi piacerebbe sapere che lavoro fa (e per chi) questa persona che si lancia in difesa del 5G. Per quel che mi riguarda l’unica possibilità che ho per oppormi e far valere le mie argomentazioni, tutt’altro che condivise da quelle del signor Damiano, sono le azioni che come consigliere comunale in quel di Orta San Giulio posso inviare al sindaco. E spero che presto il primo cittadino voglia consultare gli altri cittadini prima di decidere.

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