LA STORIA DI UN RAGAZZO DIVENTATO TENORE

LA STORIA DI UN RAGAZZO DIVENTATO TENORE

Mercoledì 18 dicembre alle ore 18 allo spazio culturale “Casa Elide Ceretti”  è in  programma la presentazione del libro Ad Alta Voce – Storia di un ragazzo diventato tenore di Enrico Iviglia. L’autore presenterà il suo volume, pubblicato da Letteratura Alternativa Edizioni, con una formula “De-Cantata: il tenore astigiano, infatti, oltre a raccontare la sua storia, densa di aneddoti, di incontri e di passione, allieterà il pubblico con brani del suo repertorio. Il libro intende trasmettere un messaggio ai giovani che oggi ambiscono ad una carriera artistica e non sanno come muoversi in questo difficile ambiente. Un diario di esperienze, avventure, viaggi, per raccontare il percorso fatto finora nei teatri di tutto il mondo, interpretando con la sua voce tenorile i principali ruoli di opere liriche. Modera l’incontro andrea Cassina, direttore della Biblioteca civica Ceretti.

Dalle prime esperienze in coro, al debutto al Teatro alla Scala; dal bullismo degli anni 80, alle difficoltà per mantenere un livello professionale sempre alto e costante, passando per tutti gli incontri interessanti e arricchenti con persone di diverse culture ed etnie. “Ad alta voce”  è il canto di Enrico, che commuove ed emoziona; non la semplice storia auto-celebrativa di un ragazzo che ha fatto gavetta, ma il racconto di un percorso emotivo e di crescita di un bambino ribelle, poi ragazzo a cui stava stretto il suo piccolo mondo, che ha potuto sperimentare, provando su se stesso, i tanti sacrifici e gli imprevisti, le paure e le delusioni che la vita ogni singolo giorno ci mette davanti, presentandoci un conto spesso salato. L’affanno della vittoria, ma anche la fatica di ammettere di saper perdere, riuscendo, nei momenti di sconfitta, a rialzarsi a testa, e voce, alta. Un unico obiettivo, inseguito con grande costanza e forza di volontà, costellato da esperienze che segnano nel tempo e nell’anima, ma che forgiano e provocano, trascinandoti a proseguire. “Crederci sempre, arrendersi mai”, è il suo motto, senza tempo e pronunciato “ad alta voce”. Un grido di libertà e riscatto per quel ragazzino bullizzato, per l’uomo gioviale che è Enrico oggi. Un libro che è il racconto di una strada, a volte in salita, costellata di incontri significativi, di perdite e abbandoni, di soddisfazioni e successi.

Lascia un commento

La tua email non sarà pubblicata.