Il castello di Vogogna si è colorato dei vestiti tradizionali delle Donne del Parco che si sono riunite per festeggiare i 25 anni dalla loro fondazione. In occasione dell’anniversario è stato presentato un fotolibro che racchiude attraverso le immagini la storia del gruppo del Parco Val Grande. Nel castello è stata pure allestita una mostra fotografica e durante l’evento è stato proiettato in anteprima un video che percorre la storia delle Donne del Parco e delle loro iniziative. La partecipazione è stata numerosa: attorno alle Donne tanti curiosi e appassionati di folclore e non hanno voluto mancare gli ex presidenti Pierleonardo Zaccheo e Massimo Bocci, l’ex direttore Tullio Bagnati e in rappresentanza della Provincia la consigliera Magda Verazzi. Il presidente Luigi Spadone ha sottolineato il ruolo delle Donne quali ambasciatrici del Parco ringraziando la professoressa Franca Olmi che fortemente le volle, soffermandosi sull’importanza del ruolo della donna nel passato, in particolare negli ambienti di montagna, seppure in un momento in cui i diritti non erano loro riconosciuti come oggi, e concludendo con un ringraziamento alle “sue” Donne.
La presidente del Gruppo, Rosa Bossi, ha ripercorso i 25 anni di vita e ha ricordato quanto le Donne hanno fatto per promuovere il Parco, nonchè gli antichi mestieri, i saperi e i sapori, non dimenticando di citare Rosalia Zaccheo, che per tanti anni ha presieduto il Gruppo: Il nostro scopo è la promozione del territorio ovunque, a presentare i prodotti e il territorio. Noi rappresentiamo, nella nostra diversità di vestiti, uno diverso dall’altro a rappresentare 13 comuni, un’unicità di intenti ovvero quello di portare avanti usi, costumi e tradizioni delle nostre valli e questo traspare chiaramente in tutte le nostre iniziative. Facciamo conoscere il territorio andando a manifestazioni e con laboratori nelle scuole dove, a partire dalla produzione della lana per passare poi alla filatura e alla costruzione dei nostri abiti, comprendendo tutto ciò che circonda dal paesaggio ai nostri prodotti, rappresentiamo tutta la nostra cultura. I nostri abiti infatti sono dei racconti, i nostri costumi sono una seconda pelle: indossiamo il costume perché è parte della nostra storia e delle nostre radici. Il futuro delle Donne del Parco nelle nostre valli sta nella valorizzazione del territorio e nel suo rispetto, bisogna trarre dei benefici dall’ambiente ma rispettandolo sempre senza sfruttare troppo le sue risorse, e poi nella cura dei nostri turisti, nel portare le persone a scoprire quei luoghi nascosti, quei racconti, quelle informazioni che non si trovano cercando in internet.
Due foto dell’anniversario e qualche immagine “storica” delle Donne del Parco



