MARCHIONINI DOPO L’INCONTRO SU OSPEDALE E SANITA’ A TORINO: RESTANO INALTERATE PREOCCUPAZIONI E PERPLESSITA’

MARCHIONINI DOPO L’INCONTRO SU OSPEDALE E SANITA’ A TORINO: RESTANO INALTERATE PREOCCUPAZIONI E PERPLESSITA’

Abbiamo già pubblicato qualche nota a commento dell’incontro in cui ieri sindaci del Verbano e del Cusio hanno incontrato a Torino il presidente della Regione Cirio e il consigliere regionale Preioni.  Sull’argomento ecco il comunicato diffuso ora dal sindaco Marchionini:

L’incontro è stato sì riservato ma non certo segreto; fra gli invitati vi erano anche i sindaci di Domodossola e di Omegna, che non hanno partecipato, oltre a quelli di Verbania, Gravellona, Vogogna, Vignone, Gignese, Quarna Sopra ed altri invitati. Nell’incontro il Presidente Cirio ha confermato la decisione di ubicare a Domodossola l’ospedale nuovo dotato di DEA; una scelta che, a mio giudizio, comporterà la perdita di servizi e un depotenziamento forte dell’ospedale Castelli in favore di Domodossola. Inoltre, ha ribadito che la Conferenza dei sindaci ASL non sarà il luogo decisionale e di confronto in merito al piano di riordino ospedaliero. Una scelta che conferma il passaggio da un estremo all’altro: dalla precedente Giunta che incaricò la Rappresentanza dei Sindaci a decidere dove ubicare l’unico DEA ed ospedale, all’attuale giunta regionale che, sbagliando, non intende neppure consultarla formalmente.

Ci è stato segnalato che sono in corso trattative con numerosi gruppi imprenditoriali privati “desiderosi” di venire al Castelli per una attività convenzionata ancora non precisata che, come contropartita avrà, da parte dei privati, l’apertura e la gestione di un pronto soccorso in grado anche di trattare le urgenze non differibili cioè gli infarti acuti, gli ictus ecc. Questa affermazione è una novità, sulla quale sorgono forti dubbi su come sia possibile attivare una seconda emodinamica e una seconda “stroke unit” in duplicato a quelle già ubicate a Domo e nel rispetto delle normative vigenti. Ho chiesto, su questo, al Presidente Cirio perché si valuti solo su Verbania l’ipotesi dell’ingresso dei privati e non viceversa a Domodossola.

Il capogruppo della Lega Preioni (giunto ad incontro già in corso da un’ora) ha da parte sua espresso forte preoccupazione per la situazione debitoria della sanità piemontese, affermando che il deficit potrebbe riflettersi negativamente anche sulla sanità del VCO, confermando la scelta di ubicare a Domo il nuovo ospedale, e che questo però non avverrà prima di 10/15 anni. Inoltre, ha affermato che preferirebbe l’ampliamento della seconda ala del San Biagio piuttosto che il nuovo ospedale. Pur segnalando la disponibilità annunciata dallo stesso capogruppo della Lega a confrontarsi con i Sindaci del VCO, rimane inalterato un giudizio di forte perplessità e preoccupazione su una operazione di riassetto sanitario che penalizza alcuni territori, e che rischia di dare al VCO per il futuro una sanità di serie B senza la realizzazione di unico e nuovo ospedale baricentrico. È però fondamentale e necessario poter discutere nel merito, a fronte di numeri e proposte scritte nero su bianco e non ancora su semplici e generiche indicazioni di indirizzo.

Nelle foto Marchionini e Cirio

Lascia un commento

La tua email non sarà pubblicata.