MINORANZE CONSILIARI: VERBANIA PAGA UN PREZZO ALTISSIMO PER IL METODO MARCHIONINI

MINORANZE CONSILIARI: VERBANIA PAGA UN PREZZO ALTISSIMO PER IL METODO MARCHIONINI

Non si fanno naturalmente attendere le reazioni delle minoranze alle dimissioni dell’assessore Giovanni Battista Margaroli, con dure accuse ai metodi del sindaco Silvia Marchionini. Un primo comunicato giunge dai consiglieri Giandomenico Albertella, Sara Bignardi, Silvano Boroli per Coraggio Italia Coordinamento Territoriale del Verbano e Insieme per Verbania:

Le dimissioni dell’ing. Margaroli (sulle quali ieri siamo stati fin troppo facili profeti) che non ha accettato di essere commissariato dal Sindaco, evidenziando “le ormai continue divergenze con il sindaco sul piano del metodo e delle crescenti e inconciliabili differenze su molte questioni di merito“, rendono onore alla persona e alla sua professionalità e confermano l’esistenza di gravi problemi sulla visione della Citta’, sul lavoro di Giunta e sugli obiettivi dell’azione amministrativa. Ogni tentativo di giustificazione delle scelte fatte e ogni piu’ o meno “autorevole” spiegazione che qualcuno cercherà di fornire “a posteriori” lascia il tempo che trova: la realtà è che di fatto è venuto meno il rapporto di fiducia tra il Sindaco e i due più importanti Assessori della sua amministrazione e chi ne subisce le conseguenze è la nostra comunità.  E’ infatti evidente a tutti come l’avvicendamento alla guida dell’Assessorato all’Urbanistica non potra’ che causare un grave ritardo all’iter di adozione della Variante Strutturale al Piano Regolatore con la quale dovrà essere pianificata la gestione a lungo termine dello sviluppo urbanistico di Verbania, ponendo fine allo stillicidio di “varianti spot” del piano Regolatore che da tempo riteniamo inadeguate ad articolare in una linea chiara e coerente il futuro assetto territoriale della Citta’.                                                                                                                Queste situazioni di grave malessere all’interno della maggioranza di sinistra appaiono un “dejavu” di quanto già visto nello scorso mandato amministrativo: chi non si allinea al “metodo Marchionini”, pronto ad ubbidir tacendo, e’ fuori. La diversità di opinioni non viene ricondotta ad un confronto utile ma diventa strumento per eliminare il collaboratore scomodo all’interno della Giunta e, all’esterno di questa, per cercare di silenziare la minoranza.  ANCORA UNA VOLTA VERBANIA, CON QUESTI SISTEMI, PAGA UN PREZZO ALTISSIMO!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un altro comunicato giunge da Michael Immovilli per la Lega Salvini Verbania:

L’ennesimo abbandono in questi anni conferma l’isolamento politico di un sindaco ormai non più in grado di governare la città e di un partito lacerato al suo interno. Questa esperienza amministrativa imbarca acqua da tutte le parti, dalla questione irrisolta del Cem alla scarsa attenzione verso le periferie, dalla mancanza di confronto con le minoranze all’insoddisfazione generale che si respira in città e che è diventata palpabile soprattutto nelle ultime settimane. E ora, come se non bastasse, la fuoriuscita di Margaroli, cui verosimilmente seguirà anche quella del “collega” Scalfi. In più occasioni, anche pubbliche, abbiamo invitato il sindaco a non chiudersi dentro il suo fortino, ma i nostri appelli sono puntualmente caduti nel vuoto. Adesso che la nuova “bomba” è scoppiata, non possiamo non sottolineare come il sindaco si sia ormai isolata dal suo stesso partito, fatto questo che non potrà non nuocere alle scelte riguardanti il futuro del capoluogo di provincia. È una fase storica troppo delicata è importante quella che noi tutti stiamo vivendo, e non possiamo permetterci di aggiungere alle sofferenze della crisi socio economica in atto le bizzarrie di un partito, il Pd, che appare oggi più che mai profondamente diviso, sia a livello nazionale sia locale. Invitiamo, dunque, il sindaco a una profonda e sincera riflessione per il bene di Verbania e dei suoi cittadini. Ci sono due questioni importanti da affrontare: la prima è la revisione del piano regolatore generale. E proprio Margaroli sulla variante 38 ha illuso i cittadini e le aspettative. La seconda questione riguarda, invece, il dovere che abbiamo di sfruttare al meglio le possibilità e le potenzialità dei fondi europei e governativi e in questa direzione rilancio la proposta di istituire una delega e o un assessorato allo Sviluppo economico da affiancare a quello all’Urbanistica.

 

                   

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