PRESENTATO IL PROGETTO PER LA RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA DELL’EX STABILIMENTO ACETATI

PRESENTATO IL PROGETTO PER LA RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA DELL’EX STABILIMENTO ACETATI

Al Centro eventi Il Maggiore è stato presentato oggi il masterplan per la riqualificazione dell’area ex stabilimento Acetati, che tanto sta facendo discutere. Dopo l’introduzione del sindaco Silvia Marchionini, sono intervenuti  Lorenzo Montagna e Silvio Valerio, amministratore unico e direttore generale di Acetati Immobiliare, i legali dello studio Vallino consulenti legali del Gruppo Mossi % Ghisolfi, Marcello Pasini consulente urbanistico di Acetati Immobiliare.

A seguito della propria crisi finanziaria e al fine di massimizzare il potenziale recupero per i propri creditori, la società sta definendo il piano di ristrutturazione dell’indebitamento con il Progetto di Ristrutturazione di Acetati il cui successo dipende dagli accordi con i principali creditori, tra cui fornitori, organi sociali, Comune, società collegate, fisco. L’Amministrazione comunale è in contatto da oltre un anno e mezzo con Acetati Immobiliare ed ora l’obiettivo è evitare il fallimento della società avviando contestualmente il processo di riqualificazione con attività utili per il futuro della città che possono comprendere attività commerciali, utilizzi per il tempo libero, per i giovani, per le associazioni, lo sport e il tempo libero, per uso scolastico proseguendo nella pratica del recupero e del riuso già adottata per altre parti della città.   Ad oggi sono stati conclusi accordi con creditori che superano la percentuale del 60 per cento e la loro potenziale soddisfazione insiste sulla liquidazione del patrimonio immobiliare rappresentato dall’ex area industriale di Verbania, ove sono state eseguite ingenti opere di smantellamento dell’impianto produttivo e di caratterizzazione/bonifica ambientale (smaltite 450 tonnellate di amianto,  rimosse 8.800 tonnellate di materiale) che devono ancora essere completate in relazione ad amianto e falda pur senza rilevare situazioni di grave criticità.  A circa 24 milioni ammontano i costi sostenuti dalla cessazione dell’attività.  L’incasso dei proventi della cessione dei lotti è previsto entro il 2022 e prima della realizzazione dei lotti principali, il progetto di ristrutturazione prevede la vendita anticipata di lotti minori  per la copertura dei costi delle caratterizzazioni /bonifiche.  A tal fine è già stata acquisita la disponibilità di operatori privati all’acquisto delle porzioni perimetrali dello stabilimento,  in particolare un’offerta di 5 milioni di euro da una società immobiliare legata alla grande distribuzione.  Il 13 novembre è in programma l’udienza prefallimentare; al Tribunale si potrà fornire una proposta costruttiva e i legali nutrono giustificata fiducia nella prosecuzione di un percorso che possa evitare il fallimento.

Il progetto  volto a riqualificare l’area e al suo reinserimento nel tessuto urbano,  individua tre  zone omogenee nelle quali si procede nel corso degli anni (almeno un decennio) con il recupero della maggior parte degli edifici e con la valutazione di un mix di funzioni di servizio terziarie e commerciali compatibili con la dotazione di nuove infrastrutture e di spazi di fruizione collettiva.  Si incrementa inoltre la dotazione di zone verdi e di spazi destinati a viabilità e servizio rendendo fruibili anche parti di territorio da sempre precluse al pubblico.  A 150.000 metri quadrati ammonta l’area destinata al riuso, distinguendo tre fasi o lotti dell’intervento. La PRIMA FASE comprende le aree destinate ad essere rimesse in circolo nel giro di un paio d’anni (19.000 metri quadrati) da destinare a SERVIZI ALLA CITTA’ che richiedono minori interventi edilizi e ambientali, con parco urbano, ristorazione e servizi, completamento insediamenti commerciali esistenti.  E’ sostanzialmente la parte compresa tra  complesso di edifici ex industriali già riqualificati con funzioni commerciali, viale Azari, stabilimento Plastipak, chiesa di Madonna di Campagna per la quale si pensa ad una adeguata valorizzazione.   La SECONDA FASE di riqualificazione per SERVIZI ECONOMICI  riguarda il nucleo ex produttivo centrale (77.000 metri quadrati) prevede conservazione di gran parte degli edifici esistenti e la sostituzione di quelli inidonei ad usi commerciali e servizi previa messa in sicurezza ambientale permanente e creazione nuovi collegamenti viari (servizi a persone e imprese, innovazione commercio e funzioni di interesse generale, ristorazione, mercato coperto, incubatore temporaneo).  La TERZA FASE, ad attuazione ancor più differita nel tempo, riguarda la riqualificazione delle porzioni di stabilimento a nord verso Intra (51.000 metri quadrati), con demolizione di edifici industriali, risanamento e naturalizzazione di ampie zone  per SERVIZI ALLA PERSONA (verde,  parco urbano, intrattenimento e aggregazione,  sport e tempo libero, benessere).

Il sindaco sottolinea l’occasione di smuovere una situazione in cui tutto è bloccato e da cui possono derivare notevoli impulsi per il futuro della città.   Respinge l’accusa di gravi conseguenze per il tessuto commerciale cittadino che alcuni vedono soprattutto nella prima fase, per la quale si procederebbe con lo strumento urbanistico del piano particolareggiato ed  evidenzia che l’alternativa allo scenario positivo con il recupero dell’area, è il suo abbandono conseguente al fallimento della società.  Aggiunge che il percorso che si avvia sarà condiviso con cittadini, gruppi politici, città tutta: proposta di partenza è l’OPEN DAY DELL’11 NOVEMBRE IN ACETATI.

 

  1. renato brignone 30 ottobre 2018, 9:28

    Il modo di amministrare di questa amministrazione continua a lasciare basiti. Che l’operazione Acetati sia una mera speculazione è ormai assodato. Si badi bene, io non ho nemmeno pregiudiziali su chi vuole trarre il massimo profitto dai suoi beni, ho molti pregiudizi su una politica incapace e supina (non a caso finalmente qualcuno inizia a smarcarsi in esplicito da Marchionini, si vedano gli ultimi post di Zanotti ).

    Sui giornali si legge la fretta, la retorica della partecipazione che “sicuramente ci sarà” (SIC!), i grandi valori che muove il progetto (SIC!), la pianificazione (SIC!) ecc ecc.

    Una cosa è stata detta chiaramente: Acetati da un anno e mezzo lavora con l’amministrazione a questo progetto!

    Allora con semplicità, visto che Marchionini ha parlato della “partecipazione e progettazione con la città” ho chiesto: “ma se state parlando da un anno e mezzo con l’amministrazione, il master plan che ci state presentando è ciò che voi presentate alla città o è il frutto di una mediazione e di un lavoro con l’amministrazione?”

    A questo punto l’AD di Acetati stava iniziando a rispondermi e Marchionini l’ha letteralmente zittito, con un perentorio: ” La invito a non rispondere”. Aggiungerei molti commenti e pensieri per qualificare l’atteggiamento di un sindaco (minuscolo) così, ma evito, vi riporto invece la risposta alla domanda che l’AD di Acetati mi ha cortesemente dato alla fine della conferenza stampa: “il masterplan è frutto di un anno e mezzo di lavoro con l’amministrazione e ne è la sintesi”.

    Quindi a Verbania la pianificazione la fa il sindaco da solo? con la giunta? di nascosto? e la maggioranza?
    Imbarazzante livello politico e altissimo livello di rischio se le modalità di progettazione del nostro futuro sono discusse in camera caritatis … meditate gente, meditate.

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