QUESTIONE OSPEDALE, RICAPITOLIAMO

QUESTIONE OSPEDALE, RICAPITOLIAMO

Indignazione e mobilitazione generale sono le risposte che giungono per la quasi totalità da Verbania e dall’intero Verbano di fronte alle scelte annunciate dall’amministrazione regionale per l’assetto ospedaliero  del territorio.  Riassumiamo i motivi che spiegano questa reazione. Un nuovo ospedale pubblico nella piana dell’Ossola con 250 posti letto e con DEA di primo livello spoke in sito sul quale si accorderanno i sindaci ossolani; a Verbania un ospedale  pubblico di territorio con 100 posti letto e pronto soccorso aperto 24 ore.  Queste scelte annunciate accantonano di fatto l’ospedale unico baricentrico di eccellenza per il quale si esprimono medici e addetti al settore sanitario e che porterebbe verso nuovi traguardi di eccellenza la sanità territoriale: si privilegia invece la soluzione di un nuovo nosocomio con prospettive  che le condizioni di fatto rendono quanto meno incerte ed un “ospedalucolo” a Verbania il cui destino più che incerto sarebbe praticamente già segnato. In una simile ottica vengono accolte con un sapore di beffa le affermazioni per cui Verbania mantiene il suo ospedale.

Il perché di una soluzione che sacrifica la baricentricità e privilegia solo una parte del territorio resta senza una spiegazione logica. Unica chiave di interpretazione per una simile scelta politica sono  rivincite e rivendicazioni di parte che dopo venti anni di discussione in cui il campanilismo ha già fatto sentire le sue nefaste conseguenze, riportano tutto al punto di partenza e fanno vincere proprio le logiche di campanile e di partito ricreando nel territorio un clima di pesanti divisioni.  Ad accentuare l’indignazione per tali criteri di scelta è il fatto che essi riguardano un settore delicato come quello della salute,  sacrificando proprio il diritto alla salute di TUTTI i cittadini (che dovrebbe essere prioritario nelle scelte dell’amministrazione regionale) a logiche di parte e di divisione. Sono queste a vincere anziché un progetto unitario ispirato non a contrapposizioni,  ma basato su scelte tecniche  responsabili ispirate da coloro che nel settore della sanità vivono e lavorano e che hanno fornito chiare e motivate indicazioni che nessuno ha smentito.

I privilegi dati solo a una parte del territorio e a una parte dei cittadini creano la divisione tra una popolazione di serie A ed una di serie B e accendono dunque la miccia.  E non si tratta di una miccia accesa contro l’Ossola, ma nell’interesse dei cittadini e della sanità di TUTTO il territorio. Prova ne sia che il sindaco di Verbania aveva già mostrato il prevalente interesse per una simile soluzione esprimendosi  a favore della chiusura degli ospedali esistenti, compreso il Castelli di Verbania.  Un intento che ora viene strumentalmente utilizzato da alcune opposizioni, ma che era ispirato dalla volontà di arrivare a una soluzione che non favorisse solo una parte, ma l’ospedale unico baricentrico in grado di fornire le migliori garanzie per la sanità di tutto il Vco.

Queste, lo ripetiamo, le argomentazioni che spiegano la reazione indignata e gli intenti di una seria e convinta mobilitazione che giungono dal Verbano.  Siamo naturalmente aperti come sempre e come già stiamo facendo in questi giorni a pubblicare sulla questione ogni intervento che dovesse avvalorare o criticare le considerazioni espresse.

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