REAZIONI DI SEGNO OPPOSTO AL PIANO IRES

REAZIONI DI SEGNO OPPOSTO AL PIANO IRES

Era inevitabile che non si facessero attendere le reazioni al piano Ires – Istituto di ricerche socio-economiche della Regione – per la sanità del Vco presentato oggi alla rappresentanza dei sindaci dell’Asl Vco, come pure che tali reazioni fossero di contenuto esattamente opposto. Così  se per la Lega Salvini Vco l’Ospedale Castelli di Verbania sarebbe addirittura potenziato, il sindaco Silvia Marchionini parla di presa in giro per i verbanesi e il Partito Democratico di sanità del Vco avviata verso la serie C.  Ma ecco il contenuto dei comunicati diffusi:

Gruppo Lega Salvini Vco:   Dallo studio Ires per il Vco potenziamento del Castelli di Verbania e del Coq di Omegna e nuovo ospedale a Domodossola

Potenziamento del Castelli di Verbania, del Coq di Omegna e dell’emergenza 118, nuovo ospedale a Domodossola e rafforzamento della medicina territoriale. Sono almeno trent’anni anni che se ne parla e ora, come già fatto con la legge regionale sui canoni idrici per volontà della Lega, si stanno predisponendo risposte concrete e efficaci per tutto il territorio anche in tema di sanità. Ciò che è stato illustrato al territorio è il risultato finale del lavoro svolto da Ires, dove sono state anche ricalibrate le scelte dopo le giuste rimostranze dei cittadini verbanesi. E’ stata l’occasione per ascoltare con attenzione le valutazioni che sono emerse nel corso dell’incontro e ora, benché si tratti solamente di uno studio, si apre una fase di confronto con tutto il territorio.                                                                                                                                                                                  Per una sanità che funzioni e risponda alle esigenze di un territorio morfologicamente complesso come il nostro e con una forte presenza di popolazione anziana e anche alla luce dell’emergenza pandemica che ha stravolto i tempi e modificato le esigenze mettendo in primo piano l’importanza di nuovi investimenti, si vuole rafforzare il ruolo della medicina territoriale e delle Case della salute, sul modello di Cannobio. In questa direzione andranno l’apertura dei centri di Santa Maria Maggiore e Stresa e il trasferimento a Intra di quello che attualmente è ubicato a Pallanza. Ma si studia di collocarne una anche in Valle Antigorio. Il tutto per un sistema capace di funzionare a livello capillare che costerà 155 milioni di euro. Per quanto riguarda la partita del soccorso/emergenza lo studio Ires ha evidenziato forti criticità a livello di 118. Da qui una necessaria riorganizzazione con conseguente aumento di auto e o ambulanze medicalizzate presenti sul territorio. Infine, circa il progetto per gli ospedali del Vco l’intento è quello di realizzarne un nuovo a Domodossola, con 250 posti letto e il Dea, di mantenere il Castelli di Verbania, confermando gli attuali 125 letti più la conferma anche del secondo Dea che è fondamentale per numero di abitanti e presenze turistiche e un indirizzo specifico che potrebbe essere quello di cardiologia, e di confermare e potenziare la specializzazione in ortopedia e riabilitazione del Coq di Omegna, con 116 posti letto. In questo modo tutte e tre le macro aree provinciali sarebbero adeguatamente coperte.

Sindaco Marchionini: Su ospedale e sanità basta prendere in giro i verbanesi

Una riunione molto negativa per il futuro della sanità nel Vco e per Verbania, quella di oggi tra la rappresentanza dei Sindaci e il presidente del Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla sanità Icardi.
Siamo indisponibili, come amministrazione comunale di Verbania, a dare credito a un progetto che ancora si basa su molte parole e progetti poco concreti e, soprattutto, pensati e presentati dalla Regione senza essersi confrontati prima con gli amministratori locali e gli operatori della sanità. Un progetto presentato da un tecnico Ires (nemmeno da una componente politica) che ricalca, parola per parola, le indicazioni date ai mass media settimane fa dal consigliere leghista Preioni.
Ricordo brevemente che di fronte alla possibilità concreta di proseguire il percorso verso un nuovo e unico ospedale in zona baricentrica la regione Piemonte ha deciso, a fine 2019, di buttare quel progetto alle ortiche (progetto già finanziato con i fondi Inail), per presentare prima l’idea di un nuovo ospedale a Domodossola con la privatizzazione del Castelli, ed ora sempre un nuovo e piccolo ospedale a Domodossola e un indefinito progetto su Verbania che, di fatto, depotenzia il Castelli (per logiche di partito), l’ospedale che sopporta in questi mesi l’impatto della pandemia.
Di fronte a questa mancanza di progettualità e concretezza per il Vco i soldi (che prima c’erano per un nuovo ospedale per tutto il Vco) ora se vanno a Novara, Alessandria, Cuneo. Il tutto in un’ottica che dimentica completamente i servizi territoriali e di base per il Vco, non cogliendo la possibilità concessa dai fondi derivanti dal recovery plan. Non ci siamo. Quella che si delinea è una scelta che porterà a una sanità di basso livello per tutti i cittadini del Vco e del Verbano. Abbiate rispetto per i cittadini.

Segreteria provinciale Pd: La proposta della Regione conduce  a una sanità di serie C per il Vco

Ennesima presa in giro della Regione Piemonte e ancora solo slide per un progetto che delinea una sanità di serie C per il Vco e nessun investimento per la sanità territoriale. Questo sembra essere il riassunto della riunione di oggi della rappresentanza dei Sindaci del Vco con i vertici della Regione Piemonte. In poche parole la Regione presenta oggi un’idea, diversa da quella illustrata in pompa magna nell’ottobre 2019 ( e che fermò purtroppo il percorso verso l’ospedale nuovo baricentrico che aveva già i fondi necessari per la sua realizzazione), che ribadisce i contenuti dell’annuncio fatto alla stampa due mesi fa dal capogruppo della Lega in regione Alberto Preioni.
La proposta, per ora son sempre solo slide, perché atti concreti o delibere non se ne vedono dopo due anni di governo del centro destra, vede un piccolo e nuovo ospedale a Domodossola e un Castelli ridimensionato e in odore di privatizzazione. La Regione, inoltre, dovrebbe dire come è compatibile questa proposta con quanto previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza che prevede l’attuazione del decreto Balduzzi con il potenziamento della medicina territoriale e la realizzazione degli “ospedali di comunità” che sono strutture diverse dagli attuali ospedali (cioè senza Dea).                                                                                                              Una scelta inaccettabile che, se mai si realizzerà, porterà la sanità del Vco in serie C , con due “ospedalini” non in grado di dare quel livello qualitativo necessario. L’ennesima mancanza di rispetto per il nostro territorio di una Regione Piemonte che pensa di più, per non scontentare la Lega, a mantenere i propri equilibri politici interni che a dare risposte adeguate alle necessità del territorio. Inutile scrivere che medicina e sanità sul territorio sono parole sconosciute per la Giunta Cirio. Slide e parole che, molto probabilmente rimarranno tali, perché le risorse economiche voleranno altrove, in altre province, facendo precipitare la nostra offerta sanitaria verso una qualità decisamente più bassa e marginale.

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