SANITA’: IL PROGETTO ASL PER LE CASE DELLA SALUTE E UN INTERVENTO DEL COMITATO DIFESA CASTELLI

SANITA’: IL PROGETTO ASL PER LE CASE DELLA SALUTE E UN INTERVENTO DEL COMITATO DIFESA CASTELLI

Dall’ultima riunione della Rappresentanza dei Sindaci dell’Asl Vco e dal confronto con la direttrice generale Chiara Serpieri emerge il progetto perseguito per il finanziamento e la realizzazione di 8 Case della Salute e di un ospedale di comunità.  I presidi sanitari diffusi sul territorio per il primo contatto con le esigenze di cura dei cittadini,  sono in tre località da completare (Cannobio, Omegna, Crevoladossola); le altre saranno realizzate a Verbania al San Rocco,  presso l’ex ospedale di Stresa e presso il San Biagio a Domodossola,  a Santa Maria Maggiore e a Bannio Anzino.  L’ospedale di comunità sarà una struttura situata a Gravellona Toce con una ventina di posti per convalescenze protette.  Si è pure reso noto il ripristino al Castelli di due posti di terapia intensiva cardiologica trasferiti a Domodossola.

Intanto si registra un intervento del Comitato Difesa Ospedale Castelli con il seguente comunicato dal titolo “Mettiamo le cose al loro posto”:

Rileviamo il disappunto di una certa parte politica verbanese che nel corso del Consiglio comunale dello scorso 30 giugno dopo aver presentato un suo Ordine del Giorno riguardante alla “riorganizzazione sanitaria nel VCO” si è vista rifiutare la firma di altre formazioni politiche con le quali aveva invece approvato alla quasi unanimità (Lega esclusa) un Ordine del giorno comune l’11 marzo 2021 che chiedeva senza precondizioni di sorta il ripristino della situazione pre-covid al Castelli di Verbania, fino ad oggi non ancora completato. Non si era mai verificata una simile unità d’intenti a difesa degli interessi dei cittadini. Una intesa durata sino alla vigilia della manifestazione indetta da questo Comitato per il 24 aprile 2021, proprio davanti al Castelli, dalla quale questi si sono sfilati accampando risibili motivazioni. 

Adesso cercano di accreditarsi come i “veri difensori” del nosocomio verbanese e non potendo negare la sostanza di quanto avevano a suo tempo sottoscritto provano a raccontare la favola che il documento commissionato all’IRES da questa amministrazione regionale uscito proprio in quei giorni, prefiguri un futuro radioso per la sanità del VCO fatto di riduzioni, spartizioni di posti letto e trasferimenti di reparti senza alcun costrutto, il tutto a svantaggio dei cittadini. 

Accusare questo Comitato di “sollevare sterili polemiche” e di fomentare “inutili divisioni” è surreale, visto che nella sostanza sono loro ad aver rotto questa unità d’intenti. Bisognerebbe però prendere atto che se qualcosa si è mosso è proprio grazie alla insistenza di questo Comitato che è sceso in piazza per spiegare ai cittadini cosa realmente stia succedendo e infine a raccogliere le firme per una petizione a sostegno del ripristino delle attività pre covid al Castelli di Verbania.

Nel documento uscito dall’IRES si ridisegna la distribuzione dei posti letto negli ospedali, ma nulla di concreto si dice su tutto il resto. Non vi sono né numeri né date e non è per niente chiaro cosa significhi per il Castelli un fantomatico destino “multi specialistico di eccellenza”. La sola cosa sicura è che perderà un buon numero di posti letto e non si capisce come mai al punto 2 di questo OdG citato non siano stati inseriti i numeri che questo tanto osannato documento IRES invece riporta. Ci si vergogna forse? 

Bisognerebbe leggere bene il documento IRES prima di scrivere certe cose.

L’OdG citato, sempre al punto 2, parla di una “offerta sanitaria basta su due poli ospedalieri a Verbania e Domodossola entrambi dotati di DEA di primo livello pienamente operativi”. L’IRES considera anche Omegna nella spartizione dei posti letto e per ciò che riguarda il DEA a Verbania in nessuna delle pagine del documento IRES c’è una dichiarazione scritta così esplicita. Da dove deriva questa convinzione?

Chiedere una “emodinamica” anche per il Castelli fa sorridere, perché denuncia i limiti della competenza sanitaria di chi lo propone. Certo si può chiedere tutto, ma un amministratore serio dovrebbe usare il buonsenso non chiedere cose impossibili.

Un’ultima annotazione riguarda la medicina territoriale, abbiamo capito tutti che bisogna realizzarla dove non c’è, e non basta dire che va potenziata senza illustrarne il progetto. Il dramma è che anche l’IRES si limita a segnalarne la necessità, ma nel documento non si trova né analisi né progetto. Quello prefigurato ai Sindaci dal Direttore Generale nella riunione dello scorso giovedì 1 luglio, sono solo parole in libertà a cui si potrà credere solo quando faranno parte di una delibera della Giunta regionale che indica anche con quali fondi questo progetto potrà essere realizzato. 

L’abbiamo già scritto, nessuno è contrario a rivedere l’organizzazione della sanità del VCO, ma si può cominciare a discutere solo dopo aver ripristinato al Castelli la situazione pre Covid, cosa che ci attendiamo venga presto realizzata.

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