SULLA ALIENAZIONE DELL’IMMOBILE DI VIA CASE NUOVE, DURE CRITICHE ALL’AMMINISTRAZIONE DALLE MINORANZE

SULLA ALIENAZIONE  DELL’IMMOBILE DI VIA CASE NUOVE, DURE CRITICHE ALL’AMMINISTRAZIONE DALLE MINORANZE

Continua a fare discutere l’alienazione della palazzina di via Case Nuove approvata nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale. Dalle opposizioni giungono due documenti di forte critica al’operato dell’Amministrazione. Ecco il comunicato del gruppo Comunità.vb:

Riguardo alle cose dette, scritte e riportate a proposito della palazzina di via Case Nuove, ci sembra opportuno fare un po’ di chiarezza.

Il contributo regionale non è stato revocato, ma è stato sospeso come ha chiarito fin dall’inizio il sindaco nella sua relazione al Consiglio.

La sospensione del finanziamento non è dovuta, come hanno affermato Vladimiro Di Gregorio, Riccardo Brezza e qualcun altro consigliere Pd intervenuto nel dibattito, per i ritardi nella realizzazione del progetto imputabili all’Amministrazione comunale intesa come parte politica o come parte tecnico-amministrativa.

La sospensione è dovuta alla mancanza di risorse finanziarie da parte della Regione. La conferma viene da un’affermazione di Di Gregorio stesso, che ha spiegato come Torino avesse contrattualmente diritto a revocare il contributo in caso di ritardo. Siccome non l’ha fatto – e ne aveva il diritto, ma anche l’interesse se avesse avuto ragione – e ha deciso per la sospensione, non c’è stato nessun colpevole ritardo.

A riprova di questo fatto c’è l’erogazione di 287.000 euro di anticipo da parte della Regione. Se ci fosse stato un ritardo tale da comportare la revoca del finanziamento, non sarebbe arrivato nemmeno un centesimo.

La bontà dell’operazione è certificata inoltre da dirigenti, revisori dei conti e ministero delle Finanze. Senza copertura finanziaria, cioè senza la certezza del contributo da parte della Regione, non sarebbe stato possibile avviare la gara d’appalto, né contrarre un mutuo da 350.000 euro per parte del milione e 900.000 euro necessari.

Bisogna poi ricordare che in parallelo a via Case Nuove viaggiava un altro progetto di alloggi popolari sottoposto ad analoga procedura di finanziamento, quello dell’ex Cucirini a Renco. Entrambi sono stati sospesi per lo stesso motivo ma, recuperate le risorse, quest’ultimo è ripartito.

Questa è la situazione attuale. La Regione, sia quando a Torino governava Cota, sia adesso che c’è Chiamparino (il piano originale risale addirittura alla giunta Bresso), non ha il denaro per onorare gli impegni presi e Verbania è in difficoltà. Sarebbe stato molto facile e comodo scaricare politicamente la colpa sull’attuale vicepresidente Reschigna che come ex sindaco di Verbania nonché assessore al Bilancio è forse uno dei pochi che quel denaro avrebbe potuto recuperarlo. Ma nessuno dei gruppi di minoranza l’ha fatto. Ecco perché è stato poco corretto che la maggioranza ci raccontasse una realtà differente scaricando, questo sì, sugli altri responsabilità politiche.

Ma non importa. Come Comunità.vb abbiamo avanzato proposte concrete. Abbiamo riconosciuto a malincuore la necessità di vendere il palazzo per ragioni di bilancio, ma abbiamo spiegato che essendo nato per finalità sociali, tale doveva restare con la vendita, non a libero mercato, ma in edilizia convenzionata, cioè a un prezzo “popolare” riservato a chi ha determinati requisiti sociali. Requisiti che siamo disposti a rivedere subito se si ritiene non siano in linea con l’attuale contesto economico.

Oltre a questo abbiamo fatto presente che la vendita come l’ha impostata il sindaco e la maggioranza, non stava – e non sta tuttora – in piedi perché è necessario prima approvare una variante urbanistica che cancelli la classificazione di Erp – Edilizia residenziale pubblica su quell’area. Su questo punto e di fronte a una palese lacuna dell’assessore all’Urbanistica (il sindaco) e del dirigente, si è voluto votare lo stesso per non perdere la faccia e ammettere che s’è sbagliato tutto. La conseguenza di questo scivolone amministrativo allungherà i tempi della vendita e non risolverà i problemi di bilancio del Comune. Quel denaro, se arriverà, non sarà prima del 2016, se non dopo.

Riprendendo uno slogan che piace molto all’Amministrazione Marchionini e che ci ha fatto addirittura un film, come ha brillantemente spiegato al mondo da Cerveteri il presidente della Commissione Urbanistica, “Case Nuove: da problema a risorsa”.

Ed ecco l’intervento di Stefania Minore di Fronte Nazionale:

“Una scelta obbligata per sbloccare una situazione e favorire i cittadini più esposti alla crisi”, così il PD vuole giustificare una decisione che non ha nulla a che vedere con le politiche sociali, l’unico consigliere coerente è stato Vladimiro Di Gregorio che non ha avuto problemi a sfilarsi dalla maggioranza e a votare contro, insieme a tutta l’opposizione ( Brignone si è astenuto). La scelta della maggioranza, presa nel Consiglio Comunale di giovedì scorso, di alienare quindici nuovi appartamenti di Edilizia residenziale pubblica, siti in Via Case Nuove – finiti e pronti all’uso – è una scelta scellerata che va in direzione contraria rispetto alla finalità per cui erano stati costruiti. ” Abbiamo 270 persone che si sono rivolte agli uffici comunali per chiedere una soluzione abitativa ” affermava l’assessore Franzetti alla Stampa il luglio scorso , in occasione della consegna di alcuni appartamenti siti in via alla Morena e come risposta a questa esigenza ora si mettono in vendita degli appartamenti pronti per essere assegnati. Ci rendiamo conto che l’emergenza abitativa sta aumenta a dismisura, aumentano i casi di morosità e sfratto legati alla crisi economica che non da tregua; ci sono persone a Verbania che stanno dormendo in macchina o in garage, e le scelte della Sindaca Marchionini, la sua giunta e la maggioranza che li sostiene, vanno contro le esigenze dalla popolazione. Non è accettabile abbandonare la possibilità di restituire dignità nell’immediato a quindici famiglie, giustificandosi dietro gli errori di chi li ha preceduti. Sbloccare risorse… far cassa per cosa? Ci dicono per avere fondi per la manutenzione ATC. Ma se per questo scopo avete sottratto 10.000 € senza batter ciglio e avete tolto altre risorse al sociale come 40.000 € per il bonus bebè e altri € 40.000 come interventi anticrisi a copertura del “Giro d’Italia”. Come pure è inacettabile l’affermazione della Sindaca Marchionini relativa alle condizioni di questi appartamenti affermando , in consiglio comunale, che sono stati costruiti con standard qualitativi troppo alti per essere assegnati alle famiglie bisognose.Queste non sono scelte politiche obbligate, sono scelte volute! Non nascondetevi dietro un dito!

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