SULLE DIMISSIONI DI SONGA LA GIUNTA REGIONALE SI GIOCA LA CREDIBILITA’

SULLE DIMISSIONI DI SONGA LA GIUNTA REGIONALE SI GIOCA LA CREDIBILITA’

Sulle dimissioni di Luigi Songa da presidente di Atc Nord il presidente della Regione Alberto Cirio, la giunta e tutta la maggioranza si giocano la loro credibilità.  A sostenerlo è Domenico Rossi, consigliere regionale del Partito Democratico, riportando alla ribalta la vicenda che trasse origine dalla ostentazione di cimeli fascisti nell’ufficio pubblico di Songa e dalle sue dichiarazioni, con il conseguente invito  all’esponente di Fratelli d’Italia da parte di Cirio e del presidente del consiglio regionale Stefano Allasia di prendere in considerazione seriamente l’opportunità di rimettere il mandato.  Le parole del presidente Cirio e di Allasia però non contano nulla per le forze politiche di centrodestra – aggiunge Rossi –, perchè Songa resta al suo posto alla guida di Atc Nord e nessuno dei componenti del consiglio di amministrazione nominati dalla maggioranza si è mosso per dare gambe alle parole dei due presidenti.  E ancora:  Non è vero che il tempo rimedia ad ogni cosa, come qualcuno evidentemente si augura. Non dimentichiamo le rivendicazioni di appartenenza alla destra più estrema di Songa e bene hanno fatto i componenti del Cda nominati in quota alla minoranza a richiamare nuovamente le dimissioni.  Per noi non cambia nulla: Songa, nominato presidente dalla Giunta, deve dimettersi. Le nostre istituzioni non possono essere governate e amministrate da persone che dichiarano di non provare alcuna vergogna se le si chiama fascisti e che agiscono di conseguenza. Lasciarlo alla presidenza di Atc significherebbe offendere il Piemonte, medaglia d’oro al valor civile della Resistenza.   Dal canto suo Songa non ha alcuna intenzione di dimettersi, per cui prossimamente verrà formalizzata una mozione di sfiducia.

Nelle foto Domenico Rossi e Luigi Songa

  1. Roberto pavesi 23 Maggio 2020, 17:17

    Speriamo che non diventi l’ennesimo terreno di sconto politico ora che non c’è proprio bisogno di queste facezie. Mi verrebbe da dire che il pd dovrebbe prendere le distanze dal comunismo ma alla fine non ne usciamo. In Italia non è reato avere cimeli del fascismo ma solo aderire ad un partito che si rifà al fascismo. E questo non è il caso. Se andate a casa o in ufficio dei politici di sinistra ci sono busti di Stalin o di Fidel castro. Per favore. Siamo seri almeno ora…

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    • difatti nel pd, soprattutto dopo l’era renziana, del comunismo e della sinistra in generale non c’è rimasto proprio nulla….. Ma alcuni continuano, incessantemente come un disco rotto, forse perché oramai a corto di argomenti, a parlare di sinistri e 4 sinistre: proprio quei 2 che, una volta erano, rispettivamente, socialista e comunista padano. Riguardo al reato, si riferisce all’apologia “chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

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      • difatti nel pd, soprattutto dopo l’era renziana, del comunismo e della sinistra in generale non c’è rimasto proprio nulla….. Ma alcuni continuano, incessantemente come un disco rotto, forse perché oramai a corto di argomenti, a parlare di sinistri e 4 sinistre: proprio quei 2 che, una volta erano, rispettivamente, socialista e comunista padano. Riguardo al reato, si riferisce all’apologia “chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

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        • Roberto pavesi 25 Maggio 2020, 18:26

          Per favore. Non ci si metta anche qui a fare i suoi commenti a raffica. Già un sito ha pagato a caro prezzo il comportamento di taluni.
          Per cortesia non risponda direttamente ai miei commenti che saranno pochi e mirati. Con Lei non voglio interloquire. Sia gentile. Tanto. Le Sue idee le conosco. Saluti.

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  2. GIORGIO TIGANO 27 Maggio 2020, 20:20

    Concordo col Sig.Pavesi. Aggiungo quanto scritto nella Sentenza n. 1 della Corte Costituzionale del 1957: “Come risulta dal contesto stesso della legge 1952 , l’apologia d fascismo, per assumere carattere di reato, deve consistere NON IN UNA DIFESA ELOGIATIVA, ma in una esaltazione tale da poter condurre alla riorganizzazione del partito fascista.Ciò significa che deve essere considerata non già in se e per se, ma in rapporto a quella riorganizzazione che è vietata dalla XII disposizione . (Costituzione Italiana: XII disposizione transitoria). Firmato dal Presidente Enrico De Nicola. Non sono un giurista ma tale giudizio, espresso a pochi anni dalla caduta del fascismo, mi pare abbastanza chiaro , anche se ancora oggi i giudici la interpretano in modo non univoco, non tanto per contestare la norma quanto utilizzando la discrezionalità nel giudicare le reali intenzioni di chi mette in atto atteggiamenti apologetici. Pensare oggi che qualcuno intenda ricostituire il partito fascista è pura follia. Altri tempi , altro contesto storico-sociale, altri uomini. Che lo possa aver fatto Songa utilizzando un portachiavi o esibendo qualche pubblicazione, sia pure cosa politicamente inopportuna in un ufficio pubblico, è ridicolo. Fosse così il PD faccia chiudere tutte le librerie, alcuni musei contenenti cimeli e quasi tutte le biblioteche ove sono esposti e si possono consultare liberamente libri sul fascismo e su Mussolini. Quando la si smetterà col rinfocolare odi ormai sopiti dal tempo? Agendo così si contesta anche la decisione di Togliatti che nel 1946 volle l’amnistia per i reati sia fascisti che partigiani. Basta con i nostalgici della guerra civile e delle epurazioni. Giudichiamo le persone dall’operato e non dalle simpatie politiche, nere, rosse o bianche che siano.

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    • certamente, ma allora perché lo stesso Presidente della Regione ha espresso perplessità ed imbarazzo? Mera posizione di facciata, oppure c’è altro? Quanto a rigurgiti del passato, qualcuno ogni tanto ci prova, anche se in modo maldestro, rivendicando pieni poteri…. Infine, non dimentichiamo che in Italia c’è stato un regime ventennale (di destra) messo in piedi proprio da un ex socialista!

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  3. GIORGIO TIGANO 28 Maggio 2020, 16:01

    Non comprendo appieno il suo commento ma ci provo. Secondo me Cirio ha voluto sottolineare la inopportunità di esporre in un ufficio pubblico pubblicazioni o gadget che si richiamano al ventennio. Ognuno a casa propria espone ciò che vuole . In un ufficio pubblico deve prevalere il buon senso. Ma si è reso conto che le condanne le emettono i giudici e non i politici, come tanto va di moda oggi. Nessuna edicola è stata condannata per i calendari di Mussolini nonostante le numerose denunce di presunto reato che, come dice la Corte Costituzionale, si concreta solo con l’intenzione di riorganizzare il disciolto partito fascista. Non c’è e non ci può essere al a mio avviso altro se non il desiderio di epurazione del PD ed altre organizzazioni politiche e no. Poi non vedo il rapporto tra la vicenda Songa con Salvini e la Lega che col democratico voto popolare sostiene il Governo regionale. E non dimentichiamo che i pieni poteri se li è presi e li esercita il governo in carica.

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    • come sempre accade, si fa finta di eludere l’ostacolo…. Punto primo, i politici non emettono sentenze ma opinioni, e la stessa cosa, ma in senso contrario, dovrebbero fare alcuni magistrati, cosa che oggi purtroppo non va più di moda! Punto secondo, il governo in carica si è trovato di fronte ad una situazione sanitaria eccezionale, di una gravità inaudita, e di conseguenza errori ne ha fatti, come avviene in tutte le vicende umane; ad ogni modo, ci sarà tempo per criticare questo totalitarismo sanitario, cosa che ha detto anche un vostro leader di centro-dx (ex Cav.) dal quale qualcuno dovrebbe imparare qualcosa, invece di perder tempo con mohito e papete: chissà se si fosse trovato lui in una situazione del genere, cosa avrebbe mai combinato, con i suoi selfie a raffica! E, mi permetta, credo che Lei abbia ben compreso gli errori commessi da qualche personaggio regionale verde-blu in questione, eletto democraticamente: come non ricordare le sue innumerevoli gaffes, tipo la proposta di aumentare l’indennità regionale, bocciata dal suo stesso schieramento politico, oppure lo scivolone sull’ospedale unico, che ha fatto perdere al centro-dx le ultime elezioni comunali verbanesi, creando una frattura insanabile col suo esponente politico locale. Se poi vogliamo spostare la questione sul tema sanitario, allora ammetto di poter solo imparare da uno come Lei, tecnico del settore con un’esperienza più che quarantennale. A proposito: un ex presidente regionale lombardo ciellino (fautore del modello Lombardia) ha attaccato un altro ex (anche ex segretario leghista reggente), accusandolo di essere il precursore dell’attuale disastro, perché pare abbia dirottato consistentemente fondi dal pubblico al privato. Infine, non posso che esprimere ammirazione per una voce come la Sua, fuori dal coro, visto che non ha intenzione di sottostare a bandiere politiche, come ampiamente dimostrato nei suoi innumerevoli mandati.

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  4. Roberto pavesi 29 Maggio 2020, 22:39

    Non posso che essere d’accordo con Lei. Anche se purtroppo credo che gli scontri ideologici ci saranno sempre a causa di una distorta visione della società e della Costituzione di una certa sinistra sconfitta dalla storia e dai fatti. Il 68 ha distrutto i principi morali del nostro paese e non solo. Oggi ci si accorge di una magistratura in mano a correnti politiche che ha dettato l’agenda del paese fino ad arrivare al colpo di stato di tangentopoli. Oggi i nemici sono i “sovranisti” e domani chissà. Ma forse un pochino di giustizia sarà fatta e le verità verranno fuori. Come il fatto che il Procuratore di Bergamo abbia detto che le zone rosse spettano al governo centrale e non alle regioni. Ma lo sapevamo già! Nonostante l’odio e il veleno alla fine la verità uscirà. E a tirare fuori un fascismo che non esiste più sono solo fascisti rossi di sinistra . Loro si ci saranno sempre. Purtroppo.

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