TRUFFATA UNA PENSIONATA PER UN FINANZIAMENTO ON LINE DI 30.000 EURO

TRUFFATA UNA PENSIONATA PER UN FINANZIAMENTO ON LINE DI 30.000 EURO

Nello scorso mese di maggio una pensionata domese contattò il sito di una società di prestiti on line per chiedere un finanziamento da 30.000 euro, attratta da tassi di interesse molto bassi e convenienti. Venne ricontattata e per concedere il prestito le venne chiesto il pagamento di diverse somme a titolo di istruttoria pratiche, tasse, assicurazioni, commissione sblocco, garanzie, ecc. Il totale dei bonifici corrisposti risultò superiore a 10.000 euro. Inoltre la società richiese molti dati personali, quali estratto conto corrente, copia della carta d’identità, copia delle bollette di energia elettrica. All’ennesima richiesta di bonifico la signora si rifiutò chiedendo la restituzione di quanto versato e la presunta società la accusò di essere disonesta e truffatrice, senza avere erogato nessun finanziamento. La pensionata si rivolse alla Federconsumatori di Villa Olimpia a Pallanza, il cui responsabile Orazio Filocamo si accorse subito della truffa, anche perchè generalmente le spese di istruttoria pratica vengono decurtate dalla somma totale del finanziamento erogato mentre in questo caso le somme erano state richieste in anticipo. Inoltre i bonifici erano stati eseguiti verso un conto estero, con difficoltà di recuperare le somme.  Il legale della sede verbanese di Federconsumatori, Enzo Iapichino,  contattò immediatamente la Polizia e invitò la donna a sporgere querela. Da una semplice ricerca sul sito della presunta società risultarono diverse anomalie (mancanza di dati, codice della sede legale errato) e si rinvennero segnalazioni da parte di utenti che denunciavano una tentata truffa.

Il consiglio di Federconsumatori e della Polizia, prima di avventurarsi in rapporti con soggetti sconosciuti, è di verificare sempre se la presunta Società di finanziamento sia munita di partita iva e codice fiscale, che sia iscritta negli appositi albi e in camera di commercio, e che non risultino truffe o segnalazioni in rete. Nel dubbio contattare la Banca d’Italia, l’Abi o qualsiasi altra Istituzione. Soprattutto, nel momento in cui richiedono denaro prima di erogare il prestito bisogna dubitare immediatamente e rivolgersi alla Polizia. Il rischio, oltre alla purtroppo probabile perdita del denaro già versato, è che i dati personali forniti vengano utilizzati per aprire altri conti o altre posizioni finanziarie utilizzabili poi in altre truffe.

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