UN INTERVENTO DEI SINDACATI SULLA SITUAZIONE ALLA SACRA FAMIGLIA

UN INTERVENTO DEI SINDACATI SULLA SITUAZIONE ALLA SACRA FAMIGLIA

CGIL- FIALS- UIL e RSU dell’Istituto Sacra Famiglia hanno diffuso il seguente comunicato sulla situazione e sulla vertenza  all’Istituto:

La Dirigenza Sacra Famiglia ha esposto alla RSU e alle OO.SS.  una proposta/ricatto: un contratto integrativo  di lacrime e sangue per i lavoratori per consentire entro il 2018, il pareggio di bilancio della Fondazione, con un “prelievo” di 1.200.000 euro dai salari dei lavoratori. Una richiesta immorale, perché assalire il reddito dei lavoratori in tempi di crisi è vergognoso, almeno quanto caricarli di lavoro come muli; altro che “ottimo esempio di Management Pastorale”.

Più in generale, non abbiamo compreso  perché nelle trattative aziendali la Dirigenza di Sacra Famiglia si sia spinta fino a dichiarare che la situazione economico finanziaria era tale che, se non si fosse riusciti a ripianare il bilancio, ci sarebbe stato il rischio di portare i libri in Tribunale.

Invece, si scopre che quell’allarmismo era finalizzato unicamente a proseguire un percorso che nel tempo si è delineato con sempre maggiore chiarezza. Sacra Famiglia vuole cambiare contratto semplicemente perché ne vuole un altro più flessibile e meno oneroso, e se questo vuol dire che i lavoratori avranno una riduzione di salario, pazienza. A loro e ai loro conti sta bene così, poiché di fatto, Sacra Famiglia sa perfettamente che non sta chiedendo ai lavoratori “sacrifici a tempo” ma una vera e propria mutazione duratura di regole, fatica, salario e modalità di lavoro.

La Fondazione ha ben chiaro dove andare a prendere i soldi che gli servono e quelle oltre 65.000 ore di lavoro a costo zero gli fanno gola, perché è la cosa più semplice del mondo per un datore di lavoro, laico o ecclesiastico, è chiedere ai lavoratori di lavorare di più senza essere pagati, ovvero gratis.

La Direzione  ha pianificato per tempo questa scelta, prima sondando la capacità di risposta dei lavoratori all’imposizione del progetto di estrernalizzazione del servizio di pulizia presso la sede di Cesano Boscone  e poi  lanciare senza rischi l’assalto finale, che preparava fin da quando aveva scelto di aderire all’UNEBA.

Per questi motivi il sindacato e i lavoratori trovino si  opporranno  a una operazione che potrebbe sensibilmente intaccare non solo i loro stipendi ma la anche la salute e molti dei diritti contrattuali finora goduti e in particolare  l’assistenza agli Utenti ricoverati in Istituto

 Per il sindacato la battaglia è appena iniziata  su piani diversi: da quello legale alle mobilitazioni. Si comunica pertanto che il primo incontro  è già stato fissato dal Prefetto del VCO,  il giorno 19 ottobre alle ore 11.30 presso la prefettura di Verbania  per aprire la procedura  del  tentativo di raffreddamento dei conflitti.

Verbania 14 ottobre 2016

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