UN VERBANESE NELL’INFERNO DI BRUXELLES

UN VERBANESE NELL’INFERNO DI BRUXELLES

Sui tragici attentati di Bruxelles abbiamo raccolto la testimonianza di Francesco Buscaglia, 42 anni, che vive e lavora nella capitale belga. Dopo aver frequentato la scuola a Verbania alla elementare Guglielmazzi, alla media Cadorna e al liceo completato poi ad Arona, si è laureato in scienze politiche e a Bruxelles è occupato dal 2002 presso l’Agenzia Inea che gestisce per l’Unione Europea i progetti infrastrutturali e di ricerca nei settori trasporti, energia e telecomunicazioni. Le prime informazioni su quanto stava accadendo lo hanno raggiunto mentre in tram si recava sul posto di lavoro dove poi è rimasto bloccato fino al pomeriggio senza sapere come avrebbe potuto raggiungere la moglie in un’altra parte della città e il  piccolo di due anni all’asilo situato all’interno della zona di sicurezza nella quale non era possibile accedere.   Commentando l’accaduto, rileva che non mancava il presentimento che qualcosa potesse accadere, anche se non di queste proporzioni.  Aggiunge che  il livello di preparazione ad una simile emergenza era basso e  che la situazione di rischio esistente non è stata gestita in modo adeguato, riferendosi tra l’altro alla facilità con cui si entrava e usciva all’aeroporto senza garantire abbastanza sicurezza.

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