UNIONE INDUSTRIALE VCO: PER LE AZIENDE MANCANO FIGURE PROFESSIONALI ADEGUATE

UNIONE INDUSTRIALE VCO: PER LE AZIENDE MANCANO FIGURE PROFESSIONALI ADEGUATE

Le aziende sono in difficoltà nel reperire giovani neodiplomati con adeguata formazione: una problematica sempre più attuale su cui è recente l’allarme lanciato da Confindustria: troppi specialisti sono introvabili per il gap di competenze, tra quelle richieste e attese dalle imprese a quelle possedute dai giovani diplomati.  Anche il Vco vive questa situazione, che scontenta aziende e giovani. La forte vocazione manifatturiera del territorio meriterebbe che l’incontro tra domanda delle aziende e offerta della scuola si compisse senza troppi intoppi e difficoltà, ma purtroppo non è più così. Tra mondo dell’impresa, scuola e giovani manca un coordinamento sistematico ed efficiente, un trait d’union che renda fluido e realmente funzionante il meccanismo di incontro tra domanda, offerta e orientamento. Anche i giovani, dal canto loro, potrebbero fare la loro parte, dimostrando maggiore attrazione e interesse verso un tipo di formazione, quella tecnica e professionale, che faciliterebbe la ricerca di un posto di lavoro vicino a casa all’indomani del diploma. Essi devono sapere che i percorsi tecnici e professionali offrono ampi sbocchi nell’industria 4.0 con opportunità di lavoro certe, ben remunerate, sul nostro territorio.

Unione Industriale Vco ritiene che oggi più che mai, sia necessaria la presenza di un attore forte che in provincia svolga il ruolo di coordinamento reale e concreto tra il mondo dell’impresa, quello della scuola e i giovani. Per questo motivo, l’Associazione pensa di poter e dover offrire il proprio contributo in tal senso, ponendosi come anello di congiunzione tra queste tre realtà. Il Gruppo Giovani Imprenditori, per esempio, si sta già adoperando per rendere più fluidi e sinergici i rapporti tra l’Ufficio Scolastico Territoriale del Ministero dell’Istruzione e gli istituti tecnici del Vco con un dialogo continuativo e costruttivo. Parallelamente l’Unione ha avviato tra le sue imprese associate una prima indagine mirata a individuare le figure di cui risultino carenti, attraverso un apposito questionario di rilevazione, di cui verranno accuratamente valutati gli esiti, che costituiranno la base per la realizzazione di successivi interventi.

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