VERBANIA PIANGE IL SUO GRANDE ARTISTA CARLO MANINI

VERBANIA PIANGE IL SUO GRANDE ARTISTA CARLO MANINI

Il mondo dell’arte e della cultura verbanese piangono la scomparsa di Carlo Manini, spentosi dopo un periodo di malattia all’età di 84 anni. Nato a Pallanza il 7 agosto 1937, mostrò spiccate doti artistiche dipingendo da autodidatta sin dalla giovanissima età ma la sua fama di artista, anche sulla spinta del suo interesse per le tecniche e le opere degli scalpellini locali, è legata soprattutto alla scultura,  alla quale si dedicò pressochè totalmente dopo un periodo di insegnamento e che lo rese noto a livello internazionale con le numerose opere realizzate nel suo laboratorio. Le prime mostre a livello locale furono seguite da esposizioni in varie località italiane nonchè in Svizzera, Francia, Germania, Paesi ove la sua arte era molto apprezzata.   L’ultima comparsa delle sue opere è stata lo scorso anno con la presenze nell’esposizione “Benvenuta Italia” a Francoforte; era assai noto e apprezzato anche in Ticino, dove si ricorda la sua presenza allo “Studio abitare” di Bellinzona, all’“Esposizione nazionale di scultura all’aperto” nel Gambarogno, alla “Galleria Poma” di Lugano, alla “Galleria Job” di Bellinzona quartiere Giubiasco a più riprese. In occasione della ricorrenza del 50° anniversario della fondazione del Comune di Verbania, il Museo del Paesaggio organizzò una sua personale proponendo circa 60 opere realizzate con materiali diversi (metalli vari, marmi, graniti, terrecotte, ecc.) che ripercorrevaano 25 anni di attività. Una scultura di Manini particolarmente nota e legata a Verbania per le sue vicende è quella del cosiddetto “elefantino”, così battezzata per la somiglianza con l’animale anche se l’intento dell’artista non era quello di dare vita ad una rappresentazione realistica. Realizzata nel 1973 in granito bianco di Montorfano, fu esposta a Pallanza e in seguito donata da un privato al Comune; sistemata in piazza San Vittore, venne poi trasferita nel parco di Villa Maioni e recentemente ha fatto ritorno nei pressi della basilica di San Vittore in una nuova collocazione in occasione dei lavori di riqualificazione di largo don Mariani.   Carlo Manini lascia la moglie Maria, i figli Romeo e Gelsomina. L’addio sarà venerdì 19 novembre alle 10,30 al cimitero di Pallanza.

Dall’assessore alla cultura Riccardo Brezza un ricordo personale e il cordoglio a nome dell’amministrazione comunale:   Una figura centrale nel panorama culturale e artistico della Città di Verbania. Mi permetto di esprimere una vicinanza non formale ma piena di affetto alla famiglia, avendo avuto il privilegio e la fortuna di frequentare la casa dello scultore durante la mia infanzia. Gli occhi di un bambino, quale ero ai tempi, riescono a cogliere la bellezza e lo stupore che essa trasmette, anche senza conoscere i codici e le sovrastrutture attraverso cui gli adulti e gli addetti ai lavori leggono l’arte. Ciò non di meno quella figura misteriosa di artista, di uomo mite e schivo, mi attraeva e mi incuriosiva mentre girava per casa o mentre mi parlava. Così come mi apparivano a tratti inaccessibili ma allo stesso tempo fantasiose le sue creazioni scultoree che mi divertivo ad osservare proiettando su quelle forme ciò che la mente di un bambino riesce a vedere. E quindi si aprivano in me mondi infiniti, perché da quelle forme astratte la mia mente faceva partire storie magiche e variopinte dove un pezzo di pietra poteva essere talvolta un elefante, talvolta un drago e un’altra ancora una giraffa. O nulla di tutto questo. E se anche un bambino non conosce l’arte attraverso le rigide categorie della scienza, riesce comunque a cogliere la bellezza quando la vede e ne rimane colpito. Così accadeva a me ogni volta che avevo l’occasione di passare interi pomeriggi a giocare insieme a suo figlio Romeo nella loro casa ricoperta di edera – fatto che già da solo bastava a scatenare tutta la fantasia possibile – dove capitava alcune volte di bere non da bicchieri di vetro ma fatti con noci di cocco svuotate. Un universo parallelo dove mi immergevo con entusiasmo e gioia. Un luogo dove la parola arte non era solo sinonimo di un mestiere, cosa già pregevole di per sé, ma l’intera rappresentazione di uno stile di vita, di un modo di essere e di abitare il mondo. La morte di Carlo Manini lascia certamente un vuoto nel panorama culturale cittadino, a noi l’impegno di onorare la sua vita e il suo ingegno. L’onore di averlo conosciuto rimarrà per me sempre motivo di orgoglio. Le più sentite condoglianze a nome dell’Amministrazione Comunale di Verbania a tutta la sua famiglia.

Nellw foto Carlo Manini e la scultura dell'”elefantino” quando era collocata sul lungolago di Pallanza

 

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  1. Caro grande amico Carlo, testimone delle mie nozze, conosciuto da giovane e con Lui passate tante serate nel suo laboratorio. Aveva le impronte digitali rovinate per il continuo limare pietre, legni di ogni tipo e bronzo creando sculture uniche con spigoli e forme perfette che uscivano dalla Sua mente in grandiosi disegni e bozzetti. Credo che pochi artisti siano riusciti a fare questo con i mezzi a disposizione. Amante di fotografia di grande cultura. Invidiabili le sue combinazioni in vetro. Amato da Grandi artisti stranieri vedi il restauro in Svizzera (Tesserete–Bigorio–Santa Maria) Convento prima sede svizzera dei frati cappuccini, fondato nel 1535.Le cappelle poste a intervalli regolari sono state edificate nel 1797.Vent’anni fa furono risanate e la loro decorazione venne affidata ad artisti ticinesi.Da allora le cappelle sono ornate da graffiti di Pierino Selmoni, Pietro Travaglini, Max Läubli, Alberto Salvioni, Carlo Manini, Giancarlo Tamagni, Gianni Paris e fra’ Roberto.
    Caro Carlo la tua continua ricerca e le tue opere danno a Verbania l’onore di averti avuto, apprezzato, e che diffonderà la tua inestimabile bravura .
    Mancherai molto a tutti noi in particolare a Maria, Gelsomina e Romeo che ti hanno amato.
    Ciao Carlo da Marisio, Graziella e Alberto.

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  2. Caro amico Carlo, testimone del mio matrimonio, artista di grande fama, che conosco sin da giovane quando passavo le serate nel tuo laboratorio avevi le impronte digitali rovinate dal continuo lavorare manualmente la pietra, il legno, il bronzo.
    Uomo di grande coltura dimostrata nei tuoi disegni, bozzetti che si traducevano in opere uniche che Altri artisti invidiavano. Unico capace di lavorare con fatica creando sculture in pietra con spigoli e punte perfette. Capace di rendere unici abbinamenti in vetro e piombo.
    Amante della musica, fotografia. Cultore e ricercatore di nuovi capolavori.
    Amato da artisti stranieri vedi il restauro delle cappelle di Tesserete–Bigorio–Santa Maria Convento
    Chi affronta il cammino che da Tesserete porta a Bigorio ha una meta molto particolare:
    il più antico convento dei Cappuccini della Svizzera. Le cappelle della Via Crucis sopra il paese sono ornate da graffiti eseguiti da artisti contemporanei.
    Vent’anni fa furono risanate e la loro decorazione venne affidata ad artisti ticinesi. Da allora le cappelle sono ornate da graffiti di Pierino Selmoni, Pietro Travaglini, Max Läubli, Alberto Salvioni, Carlo Manini, Giancarlo Tamagni, Gianni Paris e fra’ Roberto.
    Uomo di grandi capacità, schivo di pubblicità, amante della riservatezza.
    Caro Carlo, Verbania ha la preogativa di averti avuto e conosciuto per le tue opere.
    Cara Maria, Gelsomina, Romeo siate orgogliosi di avere amato e avuto accanto un Grande artista. A voi tutto il nostro affetto Marisio, Graziella, Alberto.

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