VERBANIA TRENTOTTESIMA IN ITALIA PER QUALITA’ DELLA VITA IN ITALIA NELL’INDAGINE DE “IL SOLE 24 ORE”

VERBANIA TRENTOTTESIMA IN ITALIA PER QUALITA’ DELLA VITA IN ITALIA NELL’INDAGINE DE “IL SOLE 24 ORE”

Verbania risulta al 38° posto con 524 punti fra le 110 province italiane ( in salita di un posto rispetto allo scorso anno) nell’indagine sulla “Qualità della vita” del Sole 24 Ore, giunta alla 26a edizione mettendo a confronto la vivibilità nelle province italiane attraverso una serie di dati statistici.  Tra le province piemontesi Verbania è preceduta in classifica solo da Cuneo, settima con 561 punti. I 36 indicatori presi in esame fanno riferimento a 6 aree tematiche: le classifiche parziali di Verbania sono 14° posto (migliore piazzamento) per Tenore di vita, 37° per Servizi e ambiente, 75° (peggiore piazzamento) per Affari e lavoro, 38° per Ordine pubblico, 66° per Popolazione, 30° per Tempo libero.

Bolzano è per la quinta volta  con 603 punti la provincia italiana dove si vive meglio,  seguita da Milano e  Trento. Nella parte bassa della graduatoria si concentrano province del Mezzogiorno, con Reggio Calabria sull’ultimo gradino e Vibo Valentia sul penultimo.

Anche quest’anno l’indagine del Sole 24 Ore si snoda attraverso sei aree tematiche (Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi/Ambiente/Salute, Popolazione, Ordine pubblico, Tempo libero) per un totale di 36 indicatori con relative classifiche parziali, di tappa e finali. Tra le novità metodologiche il fatto che le province considerate siano salite da 107 a 110, vista la disponibilità di dati statistici anche per Bat, Fermo e Monza Brianza. Quanto ai risultati, Bolzano ritorna al primato per la quinta volta in 26 anni di ricerca del Sole 24 Ore (dopo 2012, 2010, 2001 e 1995).

Molti i punti di forza di Bolzano evidenziati dall’indagine 2015: nelle prime due macroaree “Tenore di vita” e “Affari e lavoro” eccelle ad esempio nel tasso di occupazione (71% contro una media del 56%), nella quota di crediti in sofferenza (solo 5,7%, ossia meno di un terzo rispetto al valore medio), nei consumi (2.660 euro per famiglia, 700 in più della media). Buoni risultati anche in “Popolazione”, in particola per l’indice di vecchiaia e la speranza di vita e nel Tempo libero, dove è prima per presenze agli spettacoli e nella top ten per sport e spesa dei turisti stranieri.

 

All’estremità opposta, Reggio Calabria ha i piazzamenti peggiori nelle tre macroaree Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi Ambiente e Salute: alta è infatti la quota degli impieghi a rischio (36%), basso il patrimonio familiare medio (193mila euro contro una media di 345mila), la quota di export sul Pil (meno del 2%), la dotazione di asili nido (coperto meno del 2% dell`utenza), pessimo il voto di Legambiente.

La ricerca attribuisce un primato anche per ciascuno dei sei capitoli dell`indagine: così in “Tenore di vita” abbiamo Milano come capolista, in “Affari e lavoro” al top c’è Prato, per “Servizi Ambiente e Salute” la più efficiente risulta Monza e Brianza, nel capitolo demografico svetta Olbia Tempio, in “Ordine pubblico” la più tranquilla risulta Nuoro e nel “Tempo Libero” infine Rimini. Quanto al secondo posto di Milano (era ottava nel 2014), è motivato soprattutto grazie agli indicatori del benessere (pensioni, Pil), dei servizi e delle opportunità di svago, mentre meno bene va sul fronte della sicurezza (trend che comunque coinvolge tutti i centri più grandi o ad alta attrazione economica o turistica).

L’eterna rivale Roma quest’anno scende al 16° posto, arretrando di quattro posizioni rispetto al 12° posto del 2014. La top ten è occupata dai centri del Nord e del Centro (con l’aggiunta di Olbia-Tempio), di piccole o medie dimensioni (salvo appunto il caso di Milano e, in parte, di Firenze), spesso situate lungo l’arco alpino (come Bolzano, Trento, Sondrio, Cuneo, Aosta).

​Tra le regioni più rappresentate in top ten, oltre alla Lombardia con Milano e Sondrio, anche la Toscana con il capoluogo Firenze che mette a segno un notevole miglioramento, salendo al quarto posto dal 16° del 2014 e con Siena stabile (nona come nel 2014). Nella parte finale si concentrano invece le province del Mezzogiorno, restituendoci l`immancabile fotografia di un`Italia tagliata in due. Le province più in difficoltà delle altre aree territoriali sono, per il Centro, Frosinone (84 ) e, per il Nord, Asti (75 ).

ALTRO SU MSN:

Lascia un commento

La tua email non sarà pubblicata.