SUL REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI INTERVENGONO ARCIGAY E AGEDO

SUL REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI INTERVENGONO ARCIGAY E AGEDO

Un segnale importante quello lanciato dall’Amministrazione di Verbania e dal suo Consiglio Comunale che ha istituito il Registro delle Unioni Civili e, di conseguenza, ha confermato il suo impegno nel riconoscimento di una piena eguaglianza tra le cittadine e i cittadini, e tra le coppie siano esse costituite da persone dello stesso sesso o di sesso diverso.Aspettiamo da anni che il Parlamento riconosca il diritto fondamentale a sposarsi anche per le persone gay e lesbiche. Sono 21 gli Stati dell’Unione Europea che hanno riconosciuto diritti anche alle coppie dello stesso sesso e 13 quelli che hanno esteso il matrimonio. L’eguaglianza tra i cittadini che è alla base della democrazia si applica ai diritti, siano essi quelli riconosciuti attraverso leggi nazionali, sia ai diritti e all’accesso ai servizi che competono alle Amministrazioni locali. Da molti anni tante Amministrazioni comunali, con Verbania sono esattamente 204, hanno esteso alcuni diritti di propria competenza anche alle coppie di fatto. Lo strumento del Registro delle unioni civili applica il principio di non discriminazione, dettato dalla nostra Costituzione, alle materie di competenza comunale; è questo un passo e una presa di posizione politica verso la parità e il rispetto di ogni persona, coppia e famiglia.Ringraziamo il Sindaco Silvia Marchionini e il Consiglio Comunale per l’impegno e l’azione intrapresa e rinnoviamo il nostro invito a proseguire nelle azioni di lotta alle discriminazioni e all’omofobia che contraddistinguono la nostra Città da molti anni. La vicinanza e il sostegno delle Istituzioni non è su questi temi fondamentale solo per noi, ma un segno visibile per tutti i cittadini e le cittadine.Abbiamo ascoltato con attenzione l’intervento del Sindaco come quello dei Consiglieri Comunali. Abbiamo ascoltato parole importanti che riconoscono la dignità anche delle nostre relazioni. Parole che possono sembrare banali a chi non ha resistenze o le ha superate, ma che acquistano peso nei confronti di chi questo percorso deve ancora intraprenderlo. Il pregiudizio alimenta la paura di tanti gay e lesbiche che si sentono costretti a stare nell’invisibilità, a fingere di essere quel che non sono, per non incappare in pesanti giudizi e forme di esclusione sociale. La promozione di una cultura che rispetti e valorizzi le differenze passa attraverso l’informazione e l’educazione come anche attraverso la fondamentale azione delle Istituzioni.Abbiamo sentito anche di obiezioni sull’utilità del registro fino ad arrivare a chi ha ipotizzato la possibilità di istituire registri anche per cose che nulla hanno a che vedere con le coppie di fatto o con l’omosessualità, ovvero la poligamia e la pedofilia. Gay e lesbiche, è tanto scontato quanto utile da ripetere, meritano non solo lo stesso trattamento ma anche lo stesso rispetto di tutte e tutti.Verbania è stata ed è una Città aperta e pronta a combattere contro le discriminazioni e l’omofobia, lo è oggi grazie anche a questo Registro.

Stefano Salerno – Presidente di Arcigay Nuovi Colori Verbania Onlus                                                                                                        Elena Broggi – Presidente di Agedo Verbania Onlus Associazione Genitori, parenti e amici di omosessuali                            Marco Coppola – Consigliere nazionale di Arcigay

agedo

  1. Giorgio Tigano 3 Aprile 2015, 16:04

    Respingo con sdegno quanto dichiarato nel comunicato dell’Arcigay-vco del 2 Aprile ladovve si sostiente che nel mio intervento avrei ipotizzato l’istituzione di un registro sulla pedofilia. Nel mio intervento, riferendomi ai rapporti sentimentali ho fatto una battuta politicamente provocatoria sulla poligamia. Successivamente ho ribadito la necessità di un dibattito approfondito sulla eticità di tutto l’argomento facendo molta attenzione al fatto che alcune società e culture orientali riconoscono situazioni di coppia che negli ordinamenti occidentali vengono giustamente perseguiti come pedofilia. Solo una interpretazione maliziosa o superficiale può dare alle mie parole un significato ed una finalità che contrasta in modo assoluto col mio pensiero e con i mie convincimenti. L’unico diritto che riconosco ai pedofili è il carcere duro.
    Mi auguro che l’Arcigay possa riconoscere l’errore e rimediare ad una interpretazione delle mie parole che ritengo diffamatorio della mia persona.
    Giorgio Tigano Consigliere Comunale

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