ANCHE I SINDACI DEL VERBANO SCRIVONO A CONTE E A CIRIO SUL PROBLEMA FRONTALIERI

ANCHE I SINDACI DEL VERBANO SCRIVONO A CONTE E A CIRIO SUL PROBLEMA FRONTALIERI

Abbiamo già pubblicato l’intervento inoltrato dal presidente della Provincia del Vco, Arturo Lincio, al presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte,  in merito al problema dei frontalieri nella attuale situazione di emergenza. Sullo stesso problema si registra ora la lettera scritta dai Sindaci del Verbano allo stesso Conte e al governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio:

Signor Presidente del Consiglio, Signor Governatore del Piemonte,

noi Sindaci delle zone di Confine della Provincia del Verbano Cusio Ossola, della zona del Verbano, vogliamo segnalare lo stato in cui si trovano a dover lavorare in questi giorni tantissimi nostri concittadini frontalieri, che ci stanno contattando preoccupati per la loro salute alla luce delle misure attuate dal Canton Ticino, ma in special modo per quelle non prese, e questo ci costringe a scrivere questa missiva analoga a quella di altri Sindaci Lombardi.

Il disagio creato dalla diversità di provvedimenti attuati per il contenimento del Covid19 da parte delle autorità elvetiche rispetto a quelle italiane sta esasperando i frontalieri. Parecchi datori di lavoro ticinesi hanno imposto ai frontalieri di trasferirsi al di là del Confine per alcuni giorni al fine di assicurare la continuità produttiva nelle aziende, senza alcun rispetto della condizione personale dei lavoratori.

Abbiano notizie di stanze d’albergo prenotate per far dormire colleghi tra di loro, nonché di dormitori improvvisati sul posto di lavoro, non curandosi quindi della regola che faticosamente in Italia stiamo facendo rispettare di non promiscuità nei rapporti sociali al di fuori dei propri familiari.

Molti valichi doganali minori inoltre sono chiusi da giorni con il risultato di creare code lunghe chilometri nei valichi principali, per noi a Cannobio, costringendo i nostri cittadini ad affrontare ore fermi in automobile alla frontiera, con il pretesto di eseguire maggiori controlli di sicurezza su chi accede in Svizzera. Segnaliamo però che le forze di polizia svizzera non eseguono alcun controllo sanitario, bensì chiedono semplicemente i documenti senza l’utilizzo di mascherine o di altri dispositivi di protezione individuale.

L’incidenza di contagi attuale segnalata dalle autorità elvetiche continua a salire, e nonostante ciò i provvedimenti igienico sanitari intrapresi dalle autorità oltreconfine sono nella misura di semplici raccomandazioni che ben conosciamo sul tenere la distanza e nell’igiene personale; solo da lunedì 16 marzo sono chiuse le scuole, soltanto cinema teatri e palestre sono stati chiusi, mentre nessun provvedimento significativo è stato deciso per le attività commerciali, ristorative o produttive fatta eccezione per il rispetto della distanza di un metro tra le persone; inoltre solo le manifestazioni con grande afflusso di pubblico sono state vietate.

Scriviamo questa lettera per far risuonare la voce dei nostri concittadini che, con più che comprensibile preoccupazione, ci domandano come si possa fermare l’epidemia se i sacrifici che stiamo compiendo in Italia rischiano di essere vanificati per via della diversità di restrizioni applicate oltreconfine. Qualsiasi sforzo compiuto dai nostri Comuni e dai nostri concittadini rischia di essere inutile se queste migliaia di frontalieri del VCO non verranno tutelati nei loro diritti dallo Stato Italiano e dalla Confederazione Elvetica.

Riteniamo indispensabile che le autorità italiane e svizzere decidano azioni coordinate per fronteggiare l’emergenza nonché per tutelare la salute dei frontalieri e delle loro famiglie che in questo momento stanno vivendo enormi disagi lavorativi e familiari, scongiurando qualsiasi caso di contagio di ritorno da oltreconfine.

Chiediamo anche al Governatore del Piemonte informato della situazione che abbiamo descritto, di farsi promotore di questa nostra richiesta presso il Governo.

Certi di un Vs interessamento, auguriamo buon lavoro in questo momento difficile per la Nazione.

I Sindaci del Verbano

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