I BENEMERITI CITTA’ DI VERBANIA 2016: DOMENICA LA CONSEGNA DEL “VITTORINO D’ORO”

I BENEMERITI CITTA’ DI VERBANIA 2016: DOMENICA LA CONSEGNA DEL “VITTORINO D’ORO”

Il sindaco Silvia Marchionini e il presidente del consiglio comunale Pier Giorgio Varini ricordano le Benemerenze Città di Verbania 2016 sono state assegnate  in occasione della Festa Patronale di San Vittore alle Suore della Provvidenza Rosminiane e al giornalista Sergio Ronchi.  Riceveranno il “Vittorino d’Oro” domenica 8 maggio alle ore 18 a Villa Giulia. Alla fine della cerimonia seguirà rinfresco a Villa Olimpia.   Le Suore Rosminiane  festeggiano quest’anno 150 anni di presenza e di attività in città, di grande rilievo nella storia sociale, culturale e religiosa del territorio e per il ruolo educativo fondamentale svolto seguendo l’indirizzo educativo di Antonio Rosmini. Sergio Ronchi, 72 anni, viene premiato per l’impegno che ha sempre profuso per la città nella sua attività di insegnante, giornalista, nonché in campo sociale e come promotore e organizzatore di eventi.  

Ecco di seguito il curriculum di Sergio Ronchi e la storia delle Suore Rosminiane a Intra.

 

SERGIO RONCHI

Sergio Ronchi è nato il 4 aprile 1943 a Verbania dove vive a Suna con la moglie Luciana, mentre il figlio Simone vive a Civitanova Marche e lavora presso Il Messaggero di Roma. Gli hobbies principali sono legati ad arte, teatro dialettale, viaggi e fotografia.

Ho conseguito il diploma di Maturita’ classica presso l’istituto S.Maroa di Pallanza e la laurea in Economia e Commercio alla Universita’ Bocconi di Milano. Dopo avere esercitato la libera professione accanto all’insegnamento in istituti privati, si è dedicato alle attivita’ predilette di insegnante e giornalista. E’ stato docente di materie economiche e commerciali al Collegio Europaeum di Stresa e titolare della cattedra di lingua tedesca alla scuola media Cadorna di Verbania, presso la quale per parecchi anni vicepreside. Responsabile e organizzatore di corsi presso istituti scolastici privati, in ambito scolastico ha svolto vari incarichi nel consiglio provinciale, nel distretto scolastico e nel consiglio d’istituto. Dal settembre 2001 ho lasciato l’insegnamento avendo diritto a trattamento pensionistico.

Ha iniziato l’attivita’ giornalistica presso Il Verbano della Stampa Diocesana Novarese, a cui collabora tuttora. Iscritto all’ordine nazionale e all’Associazione Stampa Subalpina dal 1986 come pubblicista, è stato il primo giornalista televisivo di Verbania con i servizi quotidiani nel notiziario della emittente Tele Vco, poi Vco Azzurra Tv, per la quale è ancora corrispondente dopo aver promosso varie trasmissioni e servizi speciali. Corrispondente da Verbania dei quotidiani “Avvenire” e e “Il Giorno”, da sedici anni lo è per il quotidiano “La Stampa” di Torino. Collaboratore di varie riviste, tra cui La Provincia Azzurra, Le Rive, Eco del Verbano, Qui Touring, organo ufficiale del Touring Club Italiano di è stato console per Verbania e Vco. E’ stato direttore responsabile del progetto editoriale LagoMaggioreNews del Consorzio LagoMaggioreNet con il quotidiano on line www.lagomaggiorenews.it, delle riviste Passo dopo Passo della Fondazione Robert Hollman e La Voce del Lions Club Verbania. E’ ideatore e direttore responsabile di VerbaniaMillEventi, il quotidiano on line della città di Verbania con migliaia di lettori edito dall’associazione Verbania MillEventi.

Per l’attivita’ giornalistica ha ottenuto “Premio Ambiente”, “Premio Lago Maggiore” ed altri riconoscimenti. Altri premi e segnalazioni come saggista e autore di poesie e opere in dialetto tra cui al Premio Letterario Nazionale Val Formazza, al Premio della Regione Piemonte per un testo teatrale in lingua dialettale e al Premio Nazionale di Poesia e Narrativa Lions Club Milano Duomo. Tra le opere scritte o a cui ha collaborato figurano Quaderni del Lions Club di Verbania (tra cui Storia dell’autotrafori, Loasi del Bosco Tenso), opere su artisti locali, Storia del Corso Fiorito di Verbania, Stori d’una volta della Regione Piemonte, Guida Verde del Touring Club Italiano, Verbania sott’acqua e Verbania Lago Maggiore dell’editore Alberti, Feste, sagre & mercatini in Piemonte dell‘editore Lozzi, Mezzo secolo di vita associativa degli albergatori delle province di Novara e Vco, libri di poesie dialettali, numerosi scritti su Verbania.

A livello cittadino impegnato in campo amministrativo nella Circoscrizione di Verbania Ovest (per quattro legislature presidente e vicepresidente) e in campo sociale in associazioni ambientali, culturali, sportive, di volontariato. Membro di commissioni comunali, collaboratore del Comune, della Provincia del Vco e di altri enti per pubblicazioni e per svariati incarichi. Per sette anni presidente dell’Atletica Verbania e della Nuova Atletica Verbano, insignito della onorificenza “Paul Harris Fellow” dal Rotary International per la collaborazione ad iniziative di solidarietà, socio del Lions Club di Verbania, presidente del Coro Lago Maggiore, del Comitato organizzatore del Corso Fiorito di Verbania, del Gruppo Difesa Tradizioni Piazza-Vila.

E’ stato ideatore, organizzatore e presentatore di centinaia di manifestazioni (concerti, mostre, feste, premiazioni, Palio Remiero, Corso Fiorito, Natale Insieme, Estate a Verbania, Giochi senza Quartiere e molti altri tra i principali eventi della città e della provincia), moderatore di incontri, conferenze, dibattiti politici. Gran parte di queste attività è svolta con l’associazione Verbania MillEventi, organizzatrice e collaboratrice di molte delle principali manifestazioni verbanesi, di cui è socio fondatore e addetto stampa. Ha anche l’hobby del teatro e collabora nella Cumpagnia dul dialett da Intra.

Libero professionista, nell’agenzia ronchiCOMUNICAZIONE svolge attività in materia di comunicazione, pubblicazioni, servizi video, pubbliche relazioni, ufficio stampa, relazioni con i media, consulenza, conferenze in ambito promozionale e pubblicitario, eventi e ricorrenze, mostre, iniziative d’arte, cultura, intrattenimento, manifestazioni turistiche. Nel quadro della suddetta attività professionale ha svolto incarichi per Regione Piemonte, Provincia del Vco, Comune di Verbania ed altri Comuni, Associazioni sindacali e di categoria, case editrici, enti ed associazioni.

LE SUORE ROSMINIANE A INTRA

15 novembre 1837: un battello sfila dolcemente sulle acque del lago Maggiore. A bordo ci sono tredici suore e otto novizie guidate dal direttore don Rusca, che tanto le ha aiutate nella casa di Locarno. Tra esse Maria Camilla Antonietti che da poco ha preso i voti con il nome di Sr. Giovanna. Attraverso il lago e l’Ossola inferiore devono raggiungere Domodossola, nuova casa centrale. Chissà se sr. Giovanna, passando davanti a Intra ha avuto la visione o il presentimento che un giorno sarebbero arrivate le sue suore! Lei le verrà a visitare il 21 novembre del 1866.

Per amor di storia: don Rusca ha un biglietto di Rosmini con una precisa indicazione. Cerca il momento adatto per leggerlo e intanto avvia il drappello nella stiva. La natura fa da contorno: si sta scatenando un furioso temporale, cielo e lago sono neri, fulmini lontani e rombi di tuono dalle montagne danno veramente i brividi. In vista di Pallanza don Rusca intona il Veni Creator (le suore sono convinte sia per sedare il temporale!!!!); all’Amen estrae il misterioso biglietto e comunica le parole di Rosmini “ Ecco sorelle, d’ora in poi la vostra Carissima Madre sarà sr. Giovanna” Carissima perché guida spirituale e affettuosa” La natura si scatena, in tutti prevalgono lo spavento e l’ansia. Quando finalmente ritorna uno squarcio di sereno si intona il Te Deum e tutti pensano sia per lo scampato pericolo… A Pallanza un carrozzone le accoglie inzuppate, fradici e tremanti dal freddo e si avvia pesante nella sera già buia.

Il 29 gennaio del 1866 la Commissione Direttrice dell’Asilo di Intra diretta dal cav. Pietro Ceretti, con delibera n. 45 approva la decisione di licenziare le Suore della Carità di Vercelli, a metà agosto dello stesso anno. Si trova quindi nella necessità di trovare altre Congregazioni religiose per la conduzione dell’asilo e delle scuole e,“Ritenute le buone informazioni sulla capacità, e nello spirito di carità delle Suore Rosminiane dette della Provvidenza e considerando, che anche dal lato economico sarebbe conveniente a questo Pio Istituto di avere quelle suore le quali si acconterebbero di due, tre cento annue per caduna oltre all’alloggio mobigliato”, propone di chiedere la disponibilità delle Suore Rosminiane. Inutile sottolineare che il consiglio approva all’unanimità e incarica il V.Capo Direttore (probabilmente il Vice Direttore Giusy Rabbogliati)di inoltrare formale richiesta e concludere le opportune convenzioni con l’Istituto della Provvidenza per le suore maestre necessarie.

Il contratto viene stipulato

LE SUORE /RELIGIOSE

Una folla di curiosi accorre sul lungo lago di Intra in una limpida giornata di settembre del 1866 . La voce è corsa “I rivan i suor neuf” Quando le otto timide suore compaiono a prua, un” OH” di meraviglia: hanno un grande velo bianco che copre capo e spalle: sembra un’ala bianca. Sono solo otto, ma si prodigheranno come ottanta in perfetta intesa con gli amministratori. Saranno coinvolte nei grandi e piccoli avvenimenti di Intra.

La grande alluvione del 2 ottobre 1868: la gente scappa, sfuggendo dalla massa d’acqua che quasi la rincorre e travolge tutto (la nostra Sassonia e il Teatro distrutti, le strade del rione sconvolte…), ma s. Vittore è in alto e gli Intresi trovano il portone delle scuole aperto e le braccia materne delle suore.

La Grande Guerra: “Bussarono alle porte i più provati, si continuò a custodire i bambini ignari, a dispensare carezze ai più colpiti, parole di luce e di speranza ai sofferenti, il dono furtivo ai bisognosi” (1) Durante la Grande Guerra le alunne confezionano indumenti da mandare al fronte. Una foto del fotografo G. Caccia ritrae suore e alunne nel salone intente a lavorare con questa didascalia “Mani affettuose, materne, benedicenti: indumenti caldi e belli, dove ogni maglia e ogni punto sono un pensiero e una speranza per la vittoria.

Dopo la guerra riprende la vita di sempre, ma per le suore una novità: nel 1928 lasciano l’ala bianca e indossano una nuova divisa con il velo nero.

Secondo conflitto mondiale con la guerra civile: quanti hanno nascosto, quanto hanno pregato per le famiglie ebree imprigionate nelle vicine scuole elementari! Hanno poco con cui nutrirsi e il freddo si sente tanto che ogni bambino va a scuola con un pezzo di legna da mettere nella stufa che ogni classe ha, ma il coraggio e la forza che viene loro dalla consacrazione a Dio, dalla grazia di stato, dalla preghiera non mancano e continuano ad educare.

Nascono anche delle vocazioni: giovani intresi attratte dal carisma rosminiano e dall’esempio delle suore abbracciano la regola rosminiana e portano nelle case della Congregazione gli insegnamenti di Rosmini e la verve e l’autoironia degli Intresi.. \

LE SUORE/MAESTRE

Il 3 novembre 1866 iniziano le lezioni regolari nelle quattro classi elementari, dove insegnano quattro suore, mentre le lezioni private sono impartite da sr. Alessandrina Mosca.Oltre ad insegnare le suore hanno il compito di presenziare ai funerali. Leggendo gli atti si ha l’impressione che questa presenza ai funerali diventi un po’ onerosa, visto che il padre generale – don Pietro Bertetti -stabilisce che le suore seguano i funerali solo per accompagnare le alunne. Già fin dai primi mesi l’ insegnamento è apprezzato tanto che per Natale il presidente dell’Asilo di Intra -Cav. Pietro Ceretti – distribuisce attestati di lode alle alunne meritevoli delle quattro classi. Ogni anno le lezioni iniziano ad ottobre e a fine giugno si svolgono gli esami finali, con relativi attestati e sempre con le congratulazioni dell’Ispettore Scolastico di Pallanza sia per il profitto che per la disciplina. Alle alunne meritevoli vengono anche consegnati dei premi distribuiti nella chiesa di s. Marta in forma pubblica e solenne. Il 7 marzo 1869 una grande iniziativa: l’ apertura di una scuola festiva per le ragazze che in settimana lavorano per ovviare al loro analfabetismo. Negli atti leggiamo che il 5 giugno 1879 inizia la costruzione dell’impalcato: quante generazioni di piccoli Intresi fino agli anni settanta del novecento si sono sedute su quei banchi ad anfiteatro usati per le manifestazioni più importanti o per seguire (!!!!) le conferenze di grandi (e per loro sconosciuti) oratori! Esami di ginnastica a Novara , gli altri, compreso francese, in sede. Tutte le Maestre hanno gli attestasti legali dopo aver superato esami pubblici. E dopo un secolo e mezzo sono ancora qui. Centocinquant’anni di presenza attiva, fattiva, generosa, attenta alle esigenze dei piccoli dell’asilo, alle necessità dei fanciulli della scuola elementare. Presenza silenziosa, lieta solo del bene che le generazioni intresi succedutesi fra le aule e i cortili hanno ricevuto nello spirito del Padre Fondatore

 

Più di sette generazioni di Intresi hanno goduto dell’affetto delle Suore, hanno imparato a leggere e a scrivere dalla loro pazienza, sono state educate a quei valori oggi tanto disattesi, ma che non mutano nel tempo. Le Rosminiane hanno trasmesso gli insegnamenti del loro fondatore (non dimentichiamoci che le prime furono mandate proprio da Rosmini), hanno impartito nozioni, ma anche e soprattutto insegnamenti di vita, di fede, di attenzione agli altri, di amore per la cultura; in tempi in cui non tutti potevano e sapevano leggere hanno letto ai ragazzi i classici, (e quei ragazzi non li hanno mai dimenticati, non hanno dimenticato Sr. Emiliana che nei momenti “liberi” leggeva loro “I Promessi Sposi”). Hanno insegnato ad essere curiosi del bello, della ricerca, del non tralasciare alcunché di quello che si può apprendere.

In qualunque campo furono comandate dall’ “Obbedienza” – dalla cuciniera alla suora che curava l’orto alle insegnanti – hanno lasciato indelebile taccia della loro opera svolta con intelligenza, semplicità, dedizione.

Le Suore: impossibile contarle…i bambini erano tanti (mai meno di trenta/quaranta per classe), ma anche loro erano tante: dalla suora che lavorava l’orto e in caso di necessità accompagnava il piccolo in bagno e lo lavava e curava forse più della mamma visto che allora non tutti avevano l’acqua potabile in casa, mentre dalle suore questa non mancava, alla suora del cucito: quante mamme dalle mani doro nelle nostre famiglie hanno ricamato corredi (dopo aver ricamato il proprio) e hanno trasformato abiti di adulti in abiti da bambino, alla suora musicista, alle maestre elementari, alle maestre d’asilo (non dimentichiamo che ci fu un lungo periodo in cui c’erano due suore per l’asilo privato e tre per l’asilo pubblico sovvenzionato dal comune).

Oggi sono rimaste in poche, ma hanno assunto delle insegnanti laiche alle quali hanno trasmesso il carisma rosminiano. Oggi con nuove metodologie, con nuove tecniche si educano i bambini, ma il substrato è sempre lo stesso: il bambino va educato ad essere uomo, va aiutato a diventare grande, rendendolo consapevole che niente è gratuito, che tutto costa fatica, che la propria libertà non deve andare a scapito dell’altrui libertà (e questo lo si impara anche a tre anni). Ancora oggi le educatrice rosminiane (religiose e laiche) fanno tesoro delle esortazioni che Rosmini rivolge a un giovane chierico in procinto di venire “A Intra a fare scuola”: Amate sempre Iddio e il prossimo: e fate il bene senza aspettarvi il premio dagli uomini, ma perché è bene. Cristo ci ha dato dei precetti per ogni occasione e condizione della vita nostra; voi che insegnerete a‘ fanciulli, ricordatevi che egli gli ama, perciò siate dolce e paziente; che egli gli propone ad esempio nostro, perciò non insuperbite se sapete più di loro, anzi ricordatevi che quello che potreste imparare da loro, è più e varrebbe meglio di ciò che loro insegnate”.

Non si sono spaventate se il numero loro è diminuito, formate spiritualmente dalla scuola tipicamente rosminiana, abilitate a “Pensare in grande” hanno aperto le porte con “L’open day”; hanno offerto alla città i loro spazi, hanno continuato ad educare. Non hanno più il loro oratorio (esclusivamente femminile), ma collaborano con l’oratorio parrocchiale senza risparmiare tempo e fatica. A disposizione di tutti per un consiglio, una parola e anche un ammonimento. Portano la Comunione agli ammalati, hanno un’ attenzione particolare per i malati dell’hospice s. Rocco, sempre in grande disponibilità al servizio e alla collaborazione, con una capacità tipicamente rosminiana di sintesi ed equilibrio tra impegno ed identità religiosa. Il loro segreto è l’amore per la Chiesa, il senso della Chiesa ereditato dal Padre Fondatore. Se all’origine erano otto e hanno lavorato per ottanta, oggi sono in tre e lavorano per trenta.

Non possiamo concludere se non con quanto scrisse sul libretto commemorativo del centenario (1966) la Madre Generale di allora – Sr. Ave Franchi che proprio a Intra esercitò la sua prima esperienza di insegnante -: Le Religiose che esplicano oggi la loro opera nelle scuole di Intra si ispirano all’esempio delle consorelle che le hanno precedute, per dare al lavoro un’impronta sempre più consona alle esigenze dei tempi e per continuare un influsso di autentica efficacia sugli allievi e sulle loro famiglie……Il nostro Padre Fondatore ANTONIO ROSMINI con il suo amore ardente alla Chiesa, vuole imprimerci questo spirito di disponibilità e di sensibile presenza: ci trovi all’altezza dei Suoi desideri e della Sua figura Morale.

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