RAGGIUNGERA’ TORINO LA PROTESTA PER DIFENDERE L’OSPEDALE CASTELLI

RAGGIUNGERA’ TORINO LA PROTESTA PER DIFENDERE L’OSPEDALE CASTELLI

Raggiungere Torino in pullman e portare direttamente sotto il palazzo della Regione la protesta per la difesa delle sorti dell’Ospedale Castelli.  E’ questa, anche su suggerimento del consigliere regionale Domenico Rossi, la proposta emersa a conclusione dell’odierno presidio SALVIAMO IL CASTELLI, LOTTIAMO PER IL NOSTRO OSPEDALE che su iniziativa del Comitato di difesa del nosocomio verbanese ha visto nel pomeriggio convergere  alcune centinaia di cittadini sul piazzale di fronte al suo ingresso.  Dagli interventi è emerso come dopo la precedente mobilitazione del 24 aprile le preoccupazioni siano aumentate con il Piano Ires,   che ha provocato la divisione del territorio e ha messo di fronte ad una previsione di ridimensionamento del Castelli con riduzione dei posti letto, chiusura di maternità e pediatria, chiusura del Dea. Previsione che qualcuno smentisce ma che di fatto è implicita nel piano stesso. Nel corso della manifestazione numerosi cittadini hanno sottoscritto la loro addesione al Comitato di difesa dell’Ospedale Castelli.

Per il Comitato promotore, Laura Sau e Giovanbattista Finocchiaro De Lorenzi hanno ribadito le motivazioni della protesta e della mobilitazione.  Si sono evidenziati tra l’altro l’assoluta incoerenza di un ridimensionamento che riduce da 160 a 125 i posti letto dell’ospedale al servizio della parte più popolosa della Provincia, equivocando sulla presenza di strutture private e non considerando il fenomeno della mobilità passiva.   Del piano Ires che dovrebbe dare indicazioni strategiche sulle scelte migliori per la sanità della intera provincia, si è evidenziata di fatto la natura di uno strumento tecnico piegato al volere di una parte politica e che ne sposa le scelte.

Il sindaco Silvia Marchionini,  presente con altri amministratori del territorio, a fronte di affermazioni per cui gli scenari resterebbero tutti aperti e di inviti al confronto, rimarca come nella realtà il piano metta di fronte a dati che per il Castelli non sono di riordino ma di vero e proprio ridimensionamento, senza nessuna chiara ed esplicita dichiarazione di mantenimento di un Dea di primo livello, di maternità e di ostetricia e di altri reparti, prefigurando anzi scelte che escludono tali garanzie e che rappresentano per il Castelli una vera e propria presa in giro.  Non è mancata una provocazione politica, nell’affermare che la penalizzazione del Castelli a fronte del potenziamento del San Biagio di Domodossola e del ridimensionamento del Coq di Omegna,  induce a pensare che sia una decisione dettata dal fatto che Verbania è l’unico dei tre Comuni a non essere guidato dalla Lega.   Durissimo il giudizio del consigliere regionale  Domenico Rossi sulla gestione della sanità da parte della giunta in tutto il Piemonte, frutto di incapacità politica e di scelte che hanno fatto fare passi indietro, distruggendo gli sforzi compiuti per un disegno unitario che dovrebbe prevalere in un ambito sanitario che proprio per la sua natura nell’interesse dei cittadini non dovrebbe essere motivo di divisione politica. Da qui l’invito a non rassegnarsi, ma a farsi sentire e mobilitarsi per contrastare l’attuale gestione di cui sono frutto anche le scelte sbagliate per il Vco.

Nelle foto alcuni momenti del presidio odierno

 

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