LE CRITICHE DEI VERDI SULLA PULIZIA DEL SAN BERNARDINO: “COSI’ NON VA”

LE CRITICHE DEI VERDI SULLA PULIZIA DEL SAN BERNARDINO: “COSI’ NON VA”

“Così non va”. Dopo il plauso e le condivisioni, per i lavori di pulizia e taglio svolti nello scorso week end (e che proseguono oggi) dai volontari della Protezione Civile sull’ultimo tratto del torrente San Bernardino, arriva non solo il momento delle polemiche politiche (come già pubblicato), ma anche quello delle critiche. Ad esprimere riserve e preoccupazione per le modalità con cui si è svolto l’intervento è Paolo Caruso per i Verdi Ecologisti locali. Egli rileva che le sponde ripariali sono state private della vegetazione danneggiando gravemente l’habitat.  Aggiunge  che la Protezione Civile interviene per prevenire e mitigare i rischi anche con taglio selettivo di vegetazione che limita il deflusso delle acque,  ma quando ciò è necessario il taglio non deve essere indiscriminato come avvenuto in questo caso, ma al contrario favorire il mantenimento dell’equilibrio naturale.   Contesta pertanto un intervento eseguito senza indicazioni scientifiche di programmazione e monitoraggio e senza previsioni di ripiantumazione di specie autoctone ripariali che preservano il territorio con la sua biodiversità.

Ecco di seguito l’intervento integrale:

I VERDI ECOLOGISTI di Verbania esprimono viva preoccupazione per le modalità con cui si sono svolti i lavori di pulizia delle sponde dell’ultimo tratto del torrente S.Bernardino verso la foce. Praticamente le sponde ripariali sono state private della vegetazione danneggiando gravemente l’habitat spondale.

Tale intervento non ci sembra esattamente in sintonia con quanto riportato nella comunicazione del Coordinamento Territoriale della Protezione Civile diretta ai soggetti coinvolti nell’iniziativa: in essa si parlava infatti di attività programmate rivolte alla prevenzione e mitigazione del rischio mediante azioni di  manutenzione ordinaria ”tra cui il “taglio selettivo” di vegetazione impedente o limitante il deflusso delle acque.

I VERDI ECOLOGISTI condividono la necessita di ripulire le sponde fluviali da detriti, rifiuti e alberature di grosse dimensioni che in caso di piena potrebbero ostacolare il deflusso delle acque. Nel contempo ritengono però indispensabile il mantenimento della restante vegetazione ripariale.

Il D.Lgs 42/2004 Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio all’art. 142 prevede la tutela delle sponde dei torrenti per una profondità di 150 m. dalle rive in quanto ritenute aree di interesse paesaggistico.

È ormai universalmente accettato che la vegetazione ripariale svolga un ruolo di primo piano nella conservazione del territorio e della biodiversità. Essa preserva dall’erosione trattenendo il suolo, contribuisce a determinare la stabilità delle sponde, regola il deflusso delle acque e contribuisce a dissipare l’energia cinetica delle piene: tanto più ampia è la fascia vegetazionale, tanto maggiore risulta l’effetto di rallentamento dell’ondata di piena e, di conseguenza, la regolazione del deflusso delle acque.

La vegetazione contribuisce a migliorare la qualità dell’acqua, svolgendo un’azione di filtro nei confronti dei nutrienti e degli inquinanti, diminuisce l’effetto delle escursioni termiche giornaliere e stagionali, aumenta la biodiversità, rendendo possibile l’insediamento di numerose specie vegetali, fungine e animali e funziona da corridoio ecologico fra habitat separati da barriere di origine antropica.

Il taglio di alberature, se e quando effettivamente necessario per motivi idraulici, non deve quindi essere indiscriminato, ma al contrario favorire le specie autoctone tipiche dell’ambiente ripariale (es. pioppi e salici) e il mantenimento delle specie antagoniste di quelle invasive per ricreare un equilibrio naturale; si devono asportare le piante secche di grandi dimensioni o pericolosamente inclinate sull’acqua che con le piene potrebbero, spezzandosi, ostacolare il flusso; si devono evitare i tagli delle piante giovani e degli arbusti poiché, flettendosi al passaggio della piena, frenano la forza dell’acqua; i tagli devono essere effettuati senza entrare nelle rive e in alveo con i mezzi meccanici che hanno effetti devastanti sull’habitat ripario

La stessa Direttiva Habitat (92/43/CEE) all’art.10 ritiene   i corsi d’acqua e le relative sponde elementi del paesaggio di primaria importanza per la fauna e la flora selvatica.

Dobbiamo quindi dedurre che interventi sulle sponde devono essere programmati e monitorati secondo indicazioni specifiche e scientifiche e con la previsione di ripiantumazione di specie autoctone ripariali.

  1. Giorgio Tigano 31 marzo 2019, 19:03

    Non posso fare a meno di concordare con gli ecologisti. Era una giungla e ne hanno fatto un deserto ! Così non va ..

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  2. Questo succede quando ognuno vuole difendere il suo prestigio e non si consulta con chi la sa’piu’lunga..In effetti fotografai per tutta la sua lunghezza,dal ponte di ferro che conduce a Bennet,paseggiando fino al CEM,il corso del San Bernardino e le sue spon de caratterizzate da intrichi di piante sottili,piegate verso il terreno,le une sulle altre a centinaia..Mi chiesi”Chissa’ a voler ripulire tutto cio’che lavoro dovrebbero fare e se lo faranno?In effetti anche se non sono un”verde ecologista”,con la mia modesta intelligenza pensai che se li avessero levati tutti,il fiume avrebbe potuto generare esondazioni durante le piene invernali…Dato che la la lista Il GRANDE NORD con Loredana Brizio vorrebbe mettere delle passeggiate lungo le sue sponde,con posti di ristoro,dovrebbero irrobustire gli argini con nuove piante,sulle passeggiate come sul lungolago.Pero’ sarebbe il caso qualche volta,prima della fine del mondo,cosi’ come lo conosciamo,di lasciare da parte il colore della bandiera,che alla lunga rompe le bal leve fare i lavori utili alla comunita’di comune accordo..Altrimenti oltre al solito sperpe ro dei soldi di tutti noi contribuenti, a ogni fine lavoro,ci saranno sempre critiche.Quin di poi non ci si deve lamentare se non sappiamo piu’ a chi dare i nostri voti..Finche’ si andra’ testardamente e stupidamente avanti in questo modo A NESSUNO,…

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