COMITATO SALUTE VCO: QUALCOSA NON TORNA

COMITATO SALUTE VCO: QUALCOSA NON TORNA

Sulle ultime vicende della sanità locale e in particolare sulle polemiche scaturite a proposito dei lavori all’ex ospedale di Premosello Chiovenda,  delle cure a domicilio e delle accuse ai medici di famiglia, ecco il comunicato ricevuto dal Comitato Salute Vco:

Lungi dal voler intervenire nella questione più generale di ciò che sta avvenendo nelle RSA piemontesi oggetto di indagine dei carabinieri del NAS regionale, dal quotidiano “La Stampa” scopriamo  che esiste una delibera regionale del 20 marzo, mai pubblicata, per un possibile trasferimento di pazienti “Covid 19” piemontesi, presso le RSA. Questo ci pare possa spiegare l’improvviso avvio dei lavori a fine marzo nell’ex ospedale di Premosello. Avevamo segnalato che i lavori non erano stati autorizzati da una delibera specifica, ma anche sottolineato che una sanatoria successiva avrebbe creato un precedente di non poco conto.  E infatti questa delibera è stata votata lo scorso 2 aprile. Lunedì 5 aprile, l’Assessore Icardi rispondendo in Commissione regionale ad una richiesta di chiarimenti a proposito di questi lavori, si è “intortato” in un ragionamento “kafkiano” di accusa prima e difesa poi, senza minimamente citare questa delibera. Giovedì 9 aprile, il nostro consigliere regionale ce lo ha fatto invece sapere con una intervista rilasciata ad un quotidiano on line: “Il progetto, vale ricordarlo, è stato approvato con delibera di giunta n. 27 del 2 aprile scorso, prima dell’inizio di ogni nuova opera, al fine di non incorrere in illeciti amministrativi, pur considerando la situazione eccezionale e irripetibile”. C’è qualcosa che non torna. Non ci sembra che la data del 2 aprile sia precedente a quella del 28 marzo, forse ci sbagliamo?

Finalmente abbiamo notizia che i medici di famiglia del VCO sono stati autorizzati a curare a domicilio i casi meno critici di coronavirus. Questa richiesta era stata avanzata da più di un mese fa dall’Ordine dei Medici sia locale che regionale, ma per vincere la riluttanza e l’immobilismo della nostra ASL ha dovuto intervenire il Prefetto. Perché Siamo al “fai da te” comunale per le mascherine ed gli indumenti protettivi disponibili in quantità drammaticamente insufficienti per garantire una adeguata sicurezza degli operatori. E’ normale?

Purtroppo dobbiamo costatare che nemmeno durante il periodo pasquale il nostro consigliere regionale ci risparmia una sua dotta disquisizione sulla sanità locale, infarcita di becera propaganda politica e di ingiustificate accuse ai medici al limite dell’insulto. Per favore qualcuno gli dica di fermarsi e gli spieghi bene le cose come stanno e si accerti soprattutto che abbia capito.

 

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